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Biografia Ermanno Olmi
Ermanno Olmi
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Ermanno Olmi, figlio di contadini e di cultura cattolica, ha spesso portato sullo schermo le sue origini, descrivendo la cultura popolare con etica evangelica e nostalgia del passato. Trascorre l'infanzia a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove è nato il 24 luglio 1931 e perde il padre a soli 13 anni. Si trasferisce giovanissimo a Milano, dove frequenta l'Accademia d'Arte Drammatica e viene assunto dalla Edison Volta. Per l'azienda organizza il servizio cinematografico e dirige tra il 1953 e il 1961 una trentina di documentati ispirati al mondo del lavoro, tra cui La diga sul ghiacciaio, Cantiere d'inverno, Il frumento, Tre fili fino a Milano, Un metro lungo cinque. Nel 1959 esordisce con il suo primo lungometraggio, Il tempo si è fermato, che in tono ancora documentaristico racconta l'amicizia tra un ragazzo di città e il vecchio guardiano di una diga di montagna. Nel 1961 vince il premio OCIC e il premio della critica alla Mostra di Venezia con Il posto, opera fresca e spontanea sulle aspirazioni di due giovani alle prese con il primo impiego. Qualche anno più tardi, nel 1965, realizza un ritratto appassionato di papa Giovanni XXIII con E venne un uomo e si dedica contemporaneamente ad un'intensa attività per la televisione, non solo con la direzione di film, ma anche di inchieste e documentari. Nel 1978, conquista la Palma d'Oro al Festival di Cannes con il capolavoro L'alberodegli zoccoli. Il film, girato quasi artigianalmente e con attori rigorosamente non professionisti, ottiene una risonanza mondiale e porta sullo schermo la vita semplice dei contadini padani. Nel frattempo, Olmi si trasferisce sull'altopiano di Asiago e nel 1982 fonda a Bassano del Grappa la scuola Ipotesi Cinema, a cui aderiscono molti giovani tra cui Giacomo Campiotti e Maurizio Zaccaro. L'anno successivo, dopo aver girato il documentario Milano 83 sulla sua città d'adozione, viene colpito da una grave malattia ed è costretto a ritirarsi per un lungo periodo nella sua casa di Asiago. Gli sono vicini la moglie Loredana Detto, la protagonista femminile de Il posto e i figli, ora entrambi apprezzati nel mondo del cinema, Elisabetta come organizzatore generale e Fabio come direttore della fotografia. In questo periodo di forzata inattività Olmi esordisce nella narrativa con 'Ragazzo della Bovisa', che in tono poetico racconta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di un ragazzo negli anni della seconda guerra mondiale. Dopo aver realizzato alcuni spot pubblicitari, Ermanno Olmi torna alla regia con Lunga vita alla signora, Leone d'Argento a Venezia nel 1987, il cui protagonista è ancora una volta un ragazzo che in questo caso scopre le ipocrisie del mondo dell'alta società. Nel 1988 dirige uno dei suoi maggiori successi, La leggenda del santo bevitore e conquista sempre a Venezia il Leone d'Oro per quest'opera d'intensa suggestione tratta da un racconto di Joseph Roth. Sul finire degli anni '80, Olmi debutta anche nella regia teatrale con 'Piccola Città' di Thornton Wilder e nel 1993 dirige Paolo Villaggio nel favolistico e poco fortunato Il segreto del bosco vecchio. Nel 1994 torna alla tv, avviando il progetto di trasposizione televisiva della Bibbia con il primo capitolo Genesi - La creazione e il diluvio. Il suo ultimo lavoro, presentato con successo al Festival di Cannes è il Mestiere delle armi, incursione nei primi anni del '500 che racconta l'ultima settimana di vita di Giovanni dalle Bande Nere, valoroso condottiero ucciso in battaglia dai colpi delle prime armi da fuoco. Il film ottiene 9 David di Donatello su 9 candidature. Due anni dopo, Ermanno Olmi prosegue sulla stessa strada con Cantando dietro i paraventi (pellicola che ottiene 5 candidature ai David di Donatello e il Globo d'oro della stampa straniera), in un percorso a ritroso nel tempo che ci è utile per comprendere le nostre azioni presenti. Del 2005 firma Tickets, film composto da 3 episodi diretti da Kiarostami e Loach; Olmi vi racconta un viaggio in treno durante il quale si incrociano storie di persone diverse. Nel 2007 esce Centochiodi, sorta di summa della sua poetica e dichiarazione d'amore per numerosi maestri e amici (da Rossellini a Bresson, da Pasolini a Piavoli, da Bergman a Kiarostami), che Olmi annuncia come il suo ultimo film di finzione, avendo deciso d’ora in avanti di tornare a dirigere solo documentari, proprio come all'inizio della sua lunga, illustre e singolare carriera. Nel 2008 la Mostra del cinema di Venezia gli consegnerà il Leone d'oro alla carriera.

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