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Biografia Hans Kammerlander
Hans Kammerlander
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Hans Kammerlander é nato ad Acereto (Bolzano), il 6 dicembre 1956. Ultimo di sei figli, una madre prematuramente scomparsa, proviene da una famiglia di agricoltori. Nel 1974, ha già alle spalle un gran numero di classiche alpine (Monte Bianco, Cima Walker, Cervino, Grandes Jorasses, parete nord dell’Eiger e nord-est del Badile). Maestro di sci, nel 1979 diventa guida alpina ed é chiamato a dirigere la Scuola di Roccia Alto Adige (Alpinschule Südtirol) fondata dall’amico e futuro compagno di molte imprese Reinhold Messner Nel 1983 raggiunge con Messner la vetta del Cho Oyu (8153m) al confine tra Nepal e Tibet. Sempre con Messner porta a termine – resistando per otto giorni a quote superiori ai 7500m senza far uso di bombole ad ossigeno - la prima traversata di due „ottomila“: Gasherbrum I (o Hidden Peak, 8068m) e Gasherbrum II (8035m). Nel 1985 conquista l’Annapurna (8078m) e il Dhaulagiri (8172m). Nel 1986 é la volta del Lothse (8511m) e del Makalu (8481m). Nel dicembre 1987 sale in sole diciassette ore il Cerro Torre. Nell’estate del 1990 raggiunge la vetta del Nanga Parbat (8125m) scendendo a valle con gli sci ai piedi. Nel 1991 pubblica un libro, „Discesa al successo“ (Publilux). Nel 1999 pubblica un libro “Malato di montagna” (Publilux). Agli inizi d’aprile, guida sul Manaslu (8156m) una spedizione composta da alpinisti altoatesini. Il maltempo peró gli impedisce di andare oltre quota 7500 e sulla via del ritorno perdono la vita due suoi compagni: Karl Großrubatscher e Friedl Mutschlechner. Nel frattempo, al Filmestival Internazionale della Montagna di Trento, il film „Discesa pazza“, con Hans nel ruolo del protagonista, vince il premio FISI. Alla fine d’agosto con Hans Peter Eisendle effettua in sole 24 ore la traversata di due pareti nord: quelle dell’Ortles e della grande Cima di Lavaredo, utilizzando la bicicletta per il trasferimento lungo i 220 km che separano le due montagne. Nell’autunno, compie con Messner il Giro dei Confini durante il quale viene scoperta la chiacchieratissima „mummia dei ghiacci“. Nello stesso periodo esce in Italia il film di Werner Herzog „L’urlo di Pietra“ cui Hans partecipa come attore non portagonista. Nel 1992 – dopo un tentativo parzialmente riuscito di scendere dall’Everest con gli sci lungo il canalone Norton, sulla parete nord – il 18 agosto, in compagnia dello svizzero Diego Wellig, raggiunge per ben quattro volte nel giro di 24 ore la cima del Cervino lungo le quattro creste principali. Nel 1993, il 31 maggio insieme al conterraneo Christoph Hainz scala lo Shivling (6543m) - una piramide di roccia che per la sua somiglianza con la celebre vetta alpina viene anche chiamata „il Cervino dell’india“ – effettuando la prima ascensione del pilastro centrale. Nel 1994 torna in Oriente per tentate l’ascensione di due ottomila. Il 22 giugno arriva da solo in vetta al Broad Peak (8048m). Purtroppo il governo pakistano gli nega però l’autorizzazione a tentare anche la prevista scalata del K2. Infine nel maggio 1995 partecipa ad una spedizione in Alaska guastata dal maltempo. 09. maggio 1996: Shisha Pangma (8036m), 24. maggio 1996 Mt. Everest (8848m), salita in solo 17 ore (versante tibetana) prima discesa con gli sci della vetta del Mt. Everest. 17. maggio 1998: Kanchenjunga (8586m) – Nepal, discesa con gli sci da 7500m Complessivamente Hans Kammerlander vanta la conquista senza far uso di respiratori di tredici „ottomila“. 1999: K2 (8611m) - Pakistan. Troppa neve; così a soli 170 metri dalla vetta, Hans e Konrad Auer hanno dovuto rinunciare alla scalata. 2000: Hans Kammerlander, insieme a Konrad Auer e altri 6 alpinisti, conquista la sua prima vetta inviolata in Pakistan, nella zona del K2. Si tratta di un trekking d’acclimatamento per il sua grande obiettivo che segue: scalare senza bombole d’ossigeno il K2 e ridiscenderlo con gli sci. I condizioni meteorologiche sono stabili e raggiungono nei primi giorni la quota di 8000 metri. Peró subito dopo le condizioni meteorologiche cambiano e il maltempo non passa per 22 giorno. Hans Kammerlander e Konrad Auer devono rinunciare di nuovo alla salita del K2. 2001: K2 (8611m), 22. luglio ’01: Hans Kammerlander ha conquistato il K2 insieme con l’alpinista francese Christophe Lafaille. La progettata discesa con gli sci si è terminata dopo ca. 400 m di dislivello a quota 8200 m. Si tratta del suo tredicesimo 8.000 2002 HIMALAYA LIVE: in collaborazione con ARD/DWR ha luogo la diretta di una risalita in vetta in Himalaya. Hans Kammerlander e il cameraman Hartmann Seeber salgono i 6812 metri dell’Ama Dablam in Nepal e inviano in Germania le immagini in diretta. 2003 spedizione sul Nuptse East, 7804 m – la cima più alta non ancora conquistata da scalatori! Non si riesce a raggiungere la vetta, ma solo la prima risalita del monumentale pilastro centrale a 6800 m. Cattive condizioni atmosferiche rendono impossibile la scalata. La spedizione viene documentata dalla televisione assiana e il film sarà trasmesso da RAI/Sender Bozen e sulla rete televisiva dell’Assia. 2005 spedizione sul Jasemba Peak, 7350 m – una delle bellezze del Solo-Khumbu, in Himalaya, meno facili da scalare, più tecniche e difficili. Il confine cinese-nepalese corre proprio lungo la cresta. A causa di ciò la scalata poteva effettuarsi solo dalla parte sud e solo dopo la concessione rilasciata nel 2003 dal governo nepalese. A causa delle condizioni meteorologiche estremamente sfavorevoli la spedizione ha dovuto essere interrotta 400 m sotto la vetta. Nel 2006 nuovo tentativo di scalata del Jasemba Peak, 7350 m – Hans Kammerlander e il suo compagno di cordata Lois Brugger hanno già installato a 7200 m una corda fissa e deciso di riscendere all’accampamento. Dopo qualche giorno di riposo hanno voluto azzardare l’ascesa alla vetta. Lois Brugger precedeva di qualche minuto Hans Kammerlander nell’ascesa, ma si ferì mortalmente a quota ca. 6800 m. Non appena Hans Kammerlander lo raggiuge, si accorge immediatamente che l’attendevano soltanto le orme di due passi e niente più. Si guarda attorno e trova il nodo scorsoio di Lois Brugger su di una corda fissa. Nonostante l’immediata ricerca e le successive azioni di perlustrazione con elicotteri il corpo di Lois Brugger rimane disperso. 2007, dopo 2 tentativi di scalata andati a male, finalmente va a buon fine la prima ascesa alla vetta inesplorata dello Jasemba (7.350m) in Nepal. Hans Kammerlander ed il suo compagno Karl Unterkircher si ritrovano al punto più alto dell’ imponente e maestoso massiccio alle ore 15.00 del 22 maggio, dopo una scalata di ben 13 ore. Questa conquista è la più bella, ma anche la più difficile, prima ascesa ad una montagna che lo scalatore altoatesino abbia mai effettuato. Hans Kammerlander dedica questa vittoria al suo amico Lois Brugger, morto sulla stessa cima un anno prima. Tutte le salite in vetta in assenza di bombole di ossigeno! Da anni Hans kammerlander è considerato uno dei migliori alpinisti a livello mondiale. Ha scalato oltre 13 vette sopra 8000 metri (7 assieme a Reinhold Messner) alcune meno facili da scalare, più tecniche e difficili in varie angoli del mondo. Nel 1996 ha fatto la prima discesa con gli sci della vetta del Mt. Everest (8850mt) Il suo progetto attuale è “secondo seven summits” che sta tentando di portare a termine. Hans è parte della squadra di Atleti Lowa da 3 anni. Indossa e testa gli scarponi per noi in tutte le sue spedizioni in condizioni veramente molto estreme. Il suo feedback è di notevole importanza per Lowa, lui ci aiuta a sviluppare scarponi di alta qualità che sono “Pronti per l’uso”. Hans Kammerlander ha presenziato a nome Lowa al convegno Internazionale Mountain Summit che si è tenuto dal 3 all’ 8 Novembre 2009 a Bressanone in Sud Tirol. Assieme a Kammerlander c’erano anche Reinhold Messner, Alexzander Huber e anche gli scalatori estremi Stefan Glowacz e Ines Papert altri due Atleti Lowa.

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