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Biografia Harold Brodkey
Harold Brodkey
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Harold Brodkey nacque nel 1930 nell’Illinois. E’ vissuto a lungo a New York. Molti, e io sono fra questi, lo considerano uno dei maggiori scrittori americani del secolo scorso e anche di questo. Inarrivabile ancora, intangibile nel suo groviglio di parole- bagaglio, parole rispolverate, rinnovate, che comunicano l’incomunicabile, il nascosto, il vagheggiamento balbettante del ricordo. Dopo i racconti di “Primo amore e altri affanni”(1958) , ormai purtroppo introvabile in Italia, pubblicato prima da Bompiani nel 1962 e poi da Sella e Riva, per anni ha poi scritto solo su riviste. Nel 1988 sono apparse le sue “Storie in modo quasi classico”, tradotte in tutto il mondo. “Amicizie profane”, anche questo ormai introvabile se non in qualche biblioteca, libro che è stato scritto nel corso di un lungo soggiorno di Brodkey a Venezia nel 1992. Poco prima , nel 1991, aveva pubblicato il romanzo a cui aveva lavorato per più di 30 anni, “The Runaway Soul”,( L’anima fuggitiva) TRAGICAMENTE mai tradotto in Italia( al contrario di altri paesi come la Francia che non si sono lasciati spaventare dalla lunghezza e dalla apparente difficoltà del libro). E’ un’opera grandiosa, dove, utilizzando i materiali grezzi del quotidiano, Brodkey ha creato una avventura epica e comica della coscienza, ha attuato una meticolosa e geniale esplorazione della memoria, ha ricostruito percezioni, smantellato luoghi comuni, interni ben arredati, moralismo benpensante, è risalito alle origini partendo dal corpo e corteggiando la memoria, rincorrendola, scandendone il tempo, facendosi metronomo: ha scrutato e narrato, come mai nessuno prima di lui, le fluttuazioni di una mente in azione con audacia, ironia e visione profonda. Un romanzo con passaggi di incredibile lirismo che si alterna a una strepitosa lucidità, a ironia e stile meraviglioso. E’ un romanzo non accessibile nella nostra lingua e INDISPENSABIlE per qualsiasi ragionamento sul passato che agisce, lavora, interviene sul mondo interiore, perché in questo capolavoro Brodkey ci ha aperto una porta fornendoci un accesso al mondo interiore di un essere umano, e a “ the runaway soul, flying, and trying and crying and lying and dying..” **E’ un libro, come quasi tutti quelli di Brodkey che ha il potere di cambiare la capacità del lettore di comprendere la sua vita e il mondo,e ha il potere indiscusso di incantare attraverso la sinfonia del suo linguaggio che si può accostare alla Passione secondo Matteo di Bach per grandiosità tragica e per capacità di elevazione. Brodkey è morto di Aids nel 1996 non prima di avere scritto “Questo buio feroce, storia della mia morte”, Rizzoli 1996, la cronaca dei due anni trascorsi dalla diagnosi della malattia. Per alcuni critici fu un megalomane, per altri un genio indiscusso, per molti entrambe le cose. Nel secondo volume delle “Storie in modo quasi classico” c’è un racconto strepitoso( tutti sono bellissimi ma questo rimane impresso nella mente del lettore, nella pancia, nelle budella), si intitola:” Storia per lo più orale di mia madre” e ruota intorno agli stessi temi di ispirazione originaria autobiografica, sui quali ruota tutta la sua produzione, riuscendo, ad ogni libro, ad allargare ancora di più quello spiraglio sulla mente, sulle sue increspature, sugli inganni del passato, sugli sgambetti della memoria e delle percezioni. Inizia così:” Le voci hanno qualcosa di strano nel ricordo- pensate al ricordo come a una camera, a uno stato, a una condizione della mente, e alla mente che corre come a una macchina o a una cometa: ecco allora che in una simile condizione la voce interna, la voce ricordata è strana, o almeno lo è nel mio ricordo. Ci sono suoni grigi e non modulati, parole impossibili da identificare- insomma è un borbottio…talvolta..non riesco a distinguere le parole, benché pare che io sappia di che cosa sta parlando quella figura..” Ci sarebbero molte altre cose da dire su questo scrittore e altre angolazione da cui partire per avvicinarsi alla sua opera, ma quella della mente che fluttua, che naviga, che ondeggia, dal passato al presente, fra le associazioni più bizzarre, fra i collegamenti più imbarazzanti, imprevisti, animaleschi, feroci, è senza dubbio la principale. Quella che può portare a leggere la sua prosa che, in qualche modo simile a una cattedrale del linguaggio, rende udibile il mai sentito, quello che sappiamo solo toccare, tutto quello per cui di solito mancano “le parole per dirlo.” Libri, i suoi, necessari. *da “Amicizie profane” **da “Runaway Soul.

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