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Arte / Re:Natività e iconografia
« Ultimo post da dottorstranamore il Dicembre 15, 2017, 15:44:43 »
L'adorazione dei pastori è un evento della vita di Gesù descritto nel Vangelo di Luca (2,8-20): al momento della sua nascita a Betlemme alcuni pastori vengono avvertiti dell'avvenimento da un angelo e si recano ad adorare il neonato
 

Guido Reni, "Adorazione dei pastori", 1640 - 1642, Napoli, Certosa di San Martino

 

Jacopo Bassano: “Adorazione dei pastori”, 1575; Jean Paul Getty museum, Los Angeles

 

Andrea Sansovino: "Adorazione dei pastori", scultura marmorea, Loreto, Museo della Santa casa
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Giochi letterari / Re:le due parole
« Ultimo post da nihil il Dicembre 13, 2017, 14:18:37 »
ohibò, qui si è fermato tutto. Prometto di abbassare le tasse, trovare posto di lavoro ai giovani, abbassare l'età pensionabile...basta che postiate ancora racconti. Vedo di riprendere il filo, a esempio di buona volontà.

SURF  EVEREST

Aveva comperato un surf nuovo, moriva dalla voglia di provarlo, ma lui abitava a Bergamo, il mare non c'è.
Si fece prestare l'auto da un amico, di quelle con il navigatore incorporato. Armeggiò un poco con i contatti e infine riuscì a inserire la destinazione desiderata.
Dopo giorni di girare a destra e prendere la seconda uscita dopo la rotonda e roba simile, arrivò. Non pensava che la Liguria fosse così lontana. Quando scese dall'auto ammirò una bellissima montagna, ma mare nessuno. Si mise gli occhiali , che non portava mai per vanità, e controllò il navigatore. Solo allora lesse EVEREST.


nuove parole    stagione  aghi
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Giochi letterari / Re:Balle Spaziali
« Ultimo post da nihil il Dicembre 13, 2017, 14:08:09 »
ho riletto alcune di queste balle e sono davvero simpatiche.
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15 minuti per creare / Re:L'uomo e l'acquerello
« Ultimo post da Faber il Dicembre 12, 2017, 17:11:55 »
Brava, come sempre, nel suscitare emozioni :rose:
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Musica / Re:Rolling Stones
« Ultimo post da Platino il Dicembre 10, 2017, 18:08:27 »
Pur non essendo nelle mie preferenze musicali, debbo ammettere e condividere quanto scrivi, sebbene in ritardo, avendo letto ora...
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Anch'io Scrivo poesia! / Re:Ancora canto la notte....
« Ultimo post da Platino il Dicembre 10, 2017, 18:02:19 »
Sicuramente, la notte è un po il nostro mondo dimenticato in vari e differenti aspetti, almeno ultimamente per me.
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Anch'io Scrivo poesia! / Mesi
« Ultimo post da Platino il Dicembre 10, 2017, 17:58:48 »
Mesi

Invisibili, scorrono accanto,
come aliti di vento,
scorrere delle stagioni
nel cambio del calendario.
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Arte / Re:Natività e iconografia
« Ultimo post da dottorstranamore il Dicembre 06, 2017, 09:21:22 »
Nell’arte sacra dedicata alla Natività e alla cosiddetta “sacra famiglia”, la figura di Giuseppe comincia ad apparire per la prima volta alla fine del IV secolo.

In precedenza, la scena dominante è quella del neonato nella mangiatoia con accanto Maria, rappresentata in diverse posture post partum: distesa su un giaciglio, poi in piedi, oppure seduta o inginocchiata in adorazione davanti al Figlio.

Insieme a loro due compaiono alternativamente il profeta Isaia, il profeta Michea, il profeta Balaam, oppure un pastore.

Perché Giuseppe non fu raffigurato prima del V secolo ? Forse perché i vangeli e la dottrina cristiana affermano che il vero padre di Gesù è Dio. Maria concepì Gesù in modo miracoloso, per intervento dello Spirito Santo. Perciò Giuseppe viene detto dalla tradizione “padre putativo”: non padre vero, ma considerato tale.

L’aggettivo “putativo” proviene dal latino tardo “putativus” (= presunto, apparente) da “putare” (= credere), da cui il lemma “re -putare” (= ritenere, giudicare) ed il verbo “im-putare” (= mettere in conto, attribuire la responsabilità di un fatto, di un evento, ecc.).

Anche quando c'è Giuseppe nell’ambito dell’arte sacra è evidente l'emarginazione della sua figura, collocata sullo sfondo di quadro o di una scultura, quasi affacciato sulla scena come complemento per la contestualizzazione degli eventi narrati. Di solito anziano, con la barba, appoggiato ad un bastone, in adorazione o addormentato. Per vederlo rappresentato giovane e con i capelli biondi si dovette attendere l’epoca rinascimentale ed il pittore “Rosso Fiorentino” (1495 – 1540) nel dipinto “Sposalizio della Vergine”, realizzato nel 1523.

Il quadro che raffigura il matrimonio tra Maria e Giuseppe venne commissionata dal ricco mercante Carlo Ginori per la cappella di famiglia nella basilica fiorentina di San Lorenzo. Il dipinto aveva un particolare significato devozionale, poiché davanti ad essa le giovani spose venivano a far benedire gli anelli nuziali.



L’affollata scena presenta i due sposi che stanno per essere uniti in matrimonio dall’anziano sacerdote barbuto. Con la mano sinistra Giuseppe sorregge il simbolico bastone fiorito sulla cima, con la mano destra infila l’anello all’anulare della Vergine.

In questo dipinto Rosso Fiorentino ha un’attenzione particolare per l’abbigliamento, le acconciature, i gioielli, i colori vivaci e cangiante, tipica degli sperimentatori manieristi.

Il frate domenicano sulla destra è san Vincenzo Ferrer.

In primo piano appaiono due donne sedute sui gradini, ambedue rivolte verso la coppia; la donna a destra, rappresenta santa Apollonia che tiene aperto un libro; col dito pollice della mano destra indica il nome del pittore: “Rubeus Florentino”. Invece la data 1523 è scritta sul gradino ai piedi del sacerdote.
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Arte / Re:Natività e iconografia
« Ultimo post da dottorstranamore il Dicembre 05, 2017, 15:34:44 »
Nel precedente post ho scritto che l’unico testo che cita un bue ed un asino vicino alla mangiatoia (citata dal Vangelo di Luca) in cui fu sistemato Gesù appena nato è l’apocrifo Vangelo dello pseudo-Matteo (14, 1). Perciò nelle prime raffigurazioni paleocristiane e negli attuali presepi ci sono il bue e l'asino.

 Milano, basilica di Sant’Ambrogio, marmoreo “sarcofago di Stilicone”, IV secolo.


Sul coperchio, lato verso l’altare, è scolpita la natività di Gesù, avvolto dalle fasce, come si usava nel passato. Il neonato ha il volto da adulto. Lo guardano un bue ed un asino. Dietro i due animali ci sono uccelli che beccano un grappolo d’uva.
Il cosiddetto "sarcofago di Stilicone" è inglobato in un ambone di epoca medievale.

Il sarcofago paleocristiano nella sua collocazione attuale all'interno dell'ambone.


A Roma, nelle catacombe di S. Sebastiano, in un arcosolio c’è un dipinto del IV secolo deteriorato ma ridisegnato dall’archeologo Giovanni Battista de Rossi nel 1877 per conservarne la memoria. Nel sottarco era dipinto il Bambino fasciato e nimbato, disteso su giaciglio tra il bue e l’asino, mentre un busto giovanile nimbato sovrasta la scena, per impersonare il Cristo adulto e protrarre nel tempo l’evento.
 




Marmoreo “sarcofago di Adelfia”, del 330, rinvenuto nel 1872 in un cubicolo nelle catacombe sottostanti la chiesa di San Giovanni, a Siracusa; è nel Museo archeologico regionale “Paolo Orsi”.
Il nome del sarcofago: deriva dall'ipotesi che sia stato utilizzato per la sepoltura della nobildonna Adelfia, moglie del comes Balerius (Valerius): il medaglione centrale rappresenterebbe un ritratto della coppia, menzionata al centro del coperchio da un'epigrafe disposta su tre linee su sfondo rosso.

Il sarcofago ha tredici decorazioni scultoree di iconografia cristiana disposte su doppio registro: di queste, otto sono ispirate dal Nuovo Testamento, cinque da citazioni del Vecchio Testamento.

In una delle decorazioni sul coperchio (in alto a destra della foto) è raffigurata una tettoia ricoperta da tegole che ripara il bambino Gesù, avvolto in fasce, deposto in un cesto di vimini. Vicino a lui ci sono il bue e l’asino. Accanto alla tettoia è scolpito uno dei pastori a cui l’angelo annuncia la nascita del Creatore, mentre Maria siede su una roccia.



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Arte / Re:Natività e iconografia
« Ultimo post da dottorstranamore il Dicembre 04, 2017, 18:58:08 »
Per circa un mese sul monitor del mio computer è apparso il simbolo dei "lavori in corso" e mi è stato impossibile scrivere. Soltanto ieri ho avuto il piacere di rivedere l'indice delle varie sezioni ma il forum non si chiama più "Zam".

Il mancato collegamento col forum è dipeso dal mio computer ? Ho visto che il 23 novembre "Presenza" ha postato una sua poesia. Quindi i "lavori in corso" erano parziali  :mah:.

Torno ai miei interrogativi natalizi.

Il bue e l’asino:
la mangiatoia evoca questi due animali, però nei Vangeli di Luca e Matteo non si parla di loro nel luogo della nascita di Gesù. Allora perché proprio e solo questi due bestie erano presenti ? Esse furono scelte in base a versetti veterotestamentari, uno del profeta Isaia (1, 3) e l’altro del profeta Abacuc (3, 2).

Isaia: “Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende”(1,3). Questo passo di Isaia non è connesso con la Natività di Gesù, invece la tradizione della Chiesa lo considera una profezia riguardante il Bambino Gesù nella stalla. Isaia lamenta che Israele non riconosce più il suo Dio, mentre persino le bestie riconoscono il loro padrone.

Abacuc: “Signore, ho ascoltato il tuo annunzio,
Signore, ho avuto timore della tua opera.
Nel corso degli anni manifestala
falla conoscere nel corso degli ann
i”(3, 2).

In questo versetto non si parla di animali, ma nella versione dei Settanta della Bibbia in lingua greca tradotta dall’ebraico ad Alessandria d’Egitto, il terzo rigo :“Nel corso degli anni manifestala”,  fu erroneamente interpretato: “in mezzo ai due animali Tu ti manifesterai”.
 
Tradotta in questo modo la frase fu considerata la conferma della predetta profezia di Isaia sulla presenza del bue e l’asino alla nascita di Cristo.

E’ davvero sorprendente  che la leggenda “del bue e dell’asino” vicino la “mangiatoia-culla” del neonato Gesù sia nata da un errore di traduzione.

L’unico testo apocrifo che cita un bue e un asino vicino alla mangiatoia in cui fu sistemato Gesù appena nato è il Vangelo dello pseudo-Matteo: “Il terzo giorno dopo la nascita del Signore, Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla: mise il bambino nella mangiatoia e il bue e l’asino lo adorarono. Così si adempì ciò che era stato preannunziato dal profeta Isaia, che aveva detto: ‘Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone’. Infatti questi animali, avendolo in mezzo a loro lo adoravano continuamente. E così si adempì ciò che era stato preannunziato dal profeta Abacuc, che aveva detto: ‘Ti farai conoscere i mezzo a due animali’. In quel luogo Giuseppe e Maria rimasero col bambino per tre giorni” (14, 1).

L’autore (o gli autori) del Vangelo dello pseudo-Matteo, scrivendo: “Il terzo giorno dopo la nascita del Signore, Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla”, ha voluto conciliare la tradizione orientale, che parlava di una grotta, con quella occidentale, che parlava di una stalla, facendo abitare il bambino Gesù tre giorni in un luogo e tre giorni in un altro.


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