Autore Topic: Dal mio libro "Zucchero e Magia": Il merlo  (Letto 662 volte)

MCF

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Dal mio libro "Zucchero e Magia": Il merlo
« il: Marzo 23, 2011, 14:22:04 »
La Berta distribuì una torta ricoperta di marmellata di mirtilli e cominciò a raccontare …
C’era una volta un giovane merlo che viveva nel giardino di una bella casa in campagna, disabitata. Aveva vissuto un inverno lungo e freddo ma, finalmente, era arrivata la primavera, tiepida e luminosa. Un giorno, mentre vagava per il prato in cerca di cibo, vide arrivare due bambine con i loro genitori. Volò immediatamente su un pino, terrorizzato. A quanto pareva, una famiglia era venuta a vivere lì. Sembravano simpatici, ma era meglio non fidarsi - chissà che prima o poi il padre tirasse fuori il fucile e lo facesse secco. Si immaginò spennato e dorato su un piatto da portata. Orrore! Doveva essere prudente.
Così scendeva sul prato solo di mattino presto e di sera, quando l’allegra famigliola era in casa. Ogni tanto prendeva uno spavento perché arrivava qualcuno per cogliere dei fiori da mettere sul tavolo da pranzo o del rosmarino per fare l'arrosto (!); ma si rese conto che nessuno era interessato a lui e, invece di fare la fatica di alzarsi in volo, se ne correva via, provocando le risate delle bambine che dicevano:
“Guarda, sembra un prete che corre con le sottane alzate!”.
Alla fine, si abituò alla presenza umana, anzi, scendeva dal suo rifugio, anche se erano tutti in giardino. Le bimbe erano entusiaste di vederlo vagare sul prato e lui si sforzava di saltellare in modo aggraziato, lusingato dal loro benevolo interesse.
Ma anche l’estate volse al termine. Le rondini partirono, l’aria divenne fresca e pungente e non si vedevano più in giro fiori e farfalle. Un giorno le bambine vennero a salutarlo:
“Ciao, ci vediamo l’anno prossimo!”.
Lui svolazzò per tutto il giardino: se ne erano proprio andati. Cercò di distrarsi, ma era triste; si sentiva solo - non c’era niente da fare. I giorni cominciarono a susseguirsi tutti uguali, tristi e gelidi. Passò molto tempo.
Ad un tratto, però, si accorse che l’aria non era più così fredda; le piante erano piene di gemme ed erano arrivate le rondini.
Sentì uno scalpiccio di passi; erano le bambine che correvano verso il pino e lo cercavano:
“Ciao, siamo tornate! Dove sei?”.
Scese immediatamente sul prato e prese a becchettare l’erba a pochi passi da loro, godendo del loro entusiasmo. La vita ricominciava a scorrere allegramente e il suo cuoricino esultava. Doveva ricordarsi, pensò, che dopo l'inverno c'era sempre la primavera.


« Ultima modifica: Marzo 23, 2011, 14:25:23 da MCF »

lella

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Re: Dal mio libro "Zucchero e Magia": Il merlo
« Risposta #1 il: Marzo 27, 2011, 23:49:24 »
Doveva ricordarsi, pensò, che dopo l'inverno c'era sempre la primavera.

Mi è piaciuto: semplice, tenero, con finale filosofico abowco.


Brunello

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Re: Dal mio libro "Zucchero e Magia": Il merlo
« Risposta #2 il: Maggio 19, 2011, 13:34:40 »
Bellissimo come gli altri, la Berta a fatto centro ancora una volta!

victor

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Re: Dal mio libro "Zucchero e Magia": Il merlo
« Risposta #3 il: Settembre 22, 2011, 22:20:19 »
Mi è piaciuto. Amo gli animali e gli uccelli in particolar modo ...
Bello il paragone del prete con la sottana alzata ...
Il duro impegno per l'acquisizione delle competenze, la passione e le doti personali creano eccellenza ... e distinguono il professionista dal lavoratore ... Victor