Autore Topic: A domanda rispondo  (Letto 717 volte)

dottorstranamore

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #15 il: Maggio 14, 2018, 16:33:25 »
Buon pomeriggio Vault, “come faccio a mannattece” se il dialetto, come ogni lingua, evolve nel tempo e nello spazio ? Il dialetto contemporaneo parlato a Roma non è più quello del tempo di “Peppe er tosto”, cosiddetto il noto  poeta dialettale romanesco dell’800, Giuseppe Gioacchino Belli, cantore della plebe nel centro storico dell’Urbe.

Ormai anche i dialetti italiani stanno evolvendo verso l’italiano regionale, con inflessione diversa da regione a regione, specialmente con le vocali “e”, “o”, aperte o chiuse. Anche la "s" sorda o sonora" distingue il nord dal centro e dal sud.

Nel parlato colloquiale, senza rendermene conto, a volte sbaglio  e, per esempio, dico "borzetta" anziché "borsetta", idem con "borsa" o "borza". Ma quello che ancora distingue il romanesco sono i raddoppiamenti delle consonanti, per esempio, "va bbene".

Ormai tutti i bambini vanno a scuola (o perlomeno si spera)  ed apprendono a costruire le frasi in lingua italiana. Nel passato l’analfabetismo era elevato, le persone viaggiavano poco o nulla (spesso solo per emigrare) e a loro bastava farsi comprendere dalle persone del proprio paese. I giovani uomini erano costretti alla leva obbligatoria ed il servizio militare costringeva quelli del sud a convivere con quelli del nord, entrambi dovevano sforzarsi a pensare le parole in lingua italiana per farsi comprendere.

Vault

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #16 il: Maggio 17, 2018, 23:35:08 »
Dottor Sellers, anzitutto grazie per la risposta

a un mio intervento su un tuo post,  conditio sine qua non  (mò ce provo anch’io col latino che conosco pochissimo… ahinoi se non saremo perdonati..!) al buon funzionamento di un forum… chi abbia iniziato un post senza tenere in dovuta considerazione il lettore che vi risponde, dopo aver dedicato il suo tempo a farlo incrementando le visite, è come colui che dalla finestra osservi chi suoni, decidendo se aprire o meno.

Del tutto lecito, naturalmente… ma così facendo scordiamoci di poter  intessere uno e poi più fili, che sono il tessuto vivente del forum e il suo fine “in atto”, non domani ch’è senza certezze.
L’agonia di un forum annovera questa tra le altre cause. Per come la vedo i miei post sono una parte di me che invio nel mondo e se qualcuno mi saluta (o m’apostrafa malamente, chè non è dato di garbar a tutti, siamo imperfettamente umani…) o interloquisce in vario modo… che faccio… l’ignoro?

Allora a che scopo mandar il mio vassallo per la via maestra (pubblica, in pieno giorno..) se non reggo quanto potrebbe incontrare e riferirmi?  Se non si ragiona sull’abc non s’avanza con la grammatica, figurarsi metter in bella sequenza le parole…

.......


In quanto alla tua pregevolissima risposta (parlar di dialetti sarebbe affascinante, avendo tempo) mi auguro tu colga il senso della mia replica qui sotto (dichiaro in anticipo il tono: ironico e non sarcastico!).

Barzelletta - Uomo dal dottore: "dottò.. me fa male er malleolo" e il medico: "malleolo si te fa male!"
Essendo che il malleolo : è una parte dell'articolazione della caviglia dove sono  presenti tre malleoli: ▪ Malleolo mediale: la parte interna della tibia. ▪ Malleolo posteriore: la parte posteriore della tibia. ▪ Malleolo laterale: la parte finale del perone. Il termine deriva dal latino malleŏlus, diminutivo di malleus ossia martello.

… sorgono tre questioni, la prima qual sia dei tre il dolorante e la seconda se non abbia a procurar maggior pena il martellarlo...

Il reverendo padre d. Tomasso Malleolo da Chempis (… la trascuranza distrugge l’amicizia…) potrebbe illuminarci al riguardo.. trattandosi forse di questione (non solo) dialettale?


Un caro saluto


Vault
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dottorstranamore

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #17 il: Maggio 18, 2018, 19:01:27 »
Vault ha scritto:
Citazione
al buon funzionamento di un forum… chi abbia iniziato un post senza tenere in dovuta considerazione il lettore che vi risponde, dopo aver dedicato il suo tempo a farlo incrementando le visite, è come colui che dalla finestra osservi chi suoni, decidendo se aprire o meno.

Del tutto lecito, naturalmente… ma così facendo scordiamoci di poter  intessere uno e poi più fili, che sono il tessuto vivente del forum e il suo fine “in atto”, non domani ch’è senza certezze.
L’agonia di un forum annovera questa tra le altre cause. Per come la vedo i miei post sono una parte di me che invio nel mondo e se qualcuno mi saluta (o m’apostrafa malamente, chè non è dato di garbar a tutti, siamo imperfettamente umani…) o interloquisce in vario modo… che faccio… l’ignoro?

Allora a che scopo mandar il mio vassallo per la via maestra (pubblica, in pieno giorno..) se non reggo quanto potrebbe incontrare e riferirmi?  Se non si ragiona sull’abc non s’avanza con la grammatica, figurarsi metter in bella sequenza le parole…

Ciao Vault, il problema è che i rari lettori dei miei post non replicano. Il silenzio è “assordante”.

Allora che fare ? Non scrivere più ? Non “inaugurare” nuovi topic ? Queste domande ormai non me le pongo più. Scrivo ciò che mi va di dire per condividere con gli eventuali lettori, senza la pretesa di repliche.

Scrivere dei testi è un modo per tenere in vita un forum. Ed è ciò che faccio, a prescindere se suscito risposte, confronti, verso i quali sono sempre disponibile. 

piccolofi

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #18 il: Maggio 19, 2018, 01:24:48 »
Io credo che sia Vault che il Dottor Sellers abbiano ognuno un po' di ragione, ovvero ognuno ha ragione a modo suo.
Vault nel far notare che un forum, per il fatto stesso di essere un forum, dovrebbe essere un virtuale luogo dialettico, dove la gente si confronta, replica, aggiunge al canovaccio iniziale di chi ha lanciato un argomento ( appositamente evito le parole inglesi tipo post ); e perciò chi inizia e propone dovrebbe avere come prima capacità, primo scopo, quello di saper " pescare" : la curiosità degli altri, l'attenzione, la voglia di agganciarsi e dare un contributo, in modo da aiutare la dialettica e con ciò il forum stesso a sopravvivere.
Il Dottor Sellers/Stranamore per parte sua sottolinea che già il costante lanciare argomenti e scrivere sui più svariati è fornire colonne al forum; declina ogni responsabilità se poi nessuno ha voglia o si sente di aggiungere tasselli al suo mosaico, quello che pazientemente e lucidamente costruisce day by day, ed è anzi contornato da un silenzio assordante.
Il mio modesto parere è questo :
se è vero che il primo imperativo di chi scrive sarebbe quello di farsi leggere, essere cioè una sorta di amo capace di agganciare gli altri (e infatti credo sia un must per i giornalisti ), è però altrettanto vero sia che ognuno ha la sua personalità e in base a quella si esprime, sia che nessuno scrive nel forum per contratto, ma solo per piacere nonché un pizzico di vanità o bisogno di esternazione. Insomma, ognuno scrive per i cavoli suoi.
Non essendoci regole, si resta al gusto individuale, agli scopi individuali e al buon senso.
Perciò un Vault, sentendo più il richiamo per così dire sociale, propugna gli scritti che siano anche in funzione dei lettori, dunque comprensibili e abbastanza attrattivi da suscitare l'inserimento di altri e la dialettica.
Mentre in Stranamore, che pure non disdegnerebbe altre penne, prevale l'individualità : il piacere di scrivere sugli argomenti che lo interessano ( indipendentemente dal potenziale interesse degli altri )e, di step in step, trattarli con l'ampiezza che lo soddisfa.
Come già avevo fatto notare, Stranamore scrive per sé, per un bisogno culturale suo. Credo che davvero non gli dispiacerebbe uscire un po' dai monologhi, ma solo fino a un certo punto : perché l'inserimento di altri, se non pertinente, può portare del tutto fuori tema, cosa che dubito possa far piacere. Anzi, in altri forum più cretini diventa un'irritante chat.
Concludendo, in questi spazi virtuali ognuno porta se stesso : c'è chi si comporta da dialettico e chi da blogger.
Si, un forum dovrebbe essere un forum, non il blog di qualcuno.
Ma se l'alternativa è il silenzio o qualche scarno intervento?
A me pare che in fondo si possa ringraziare chi, pur scrivendo e trattando qualche argomento per piacer suo, fornisce anche a chi voglia avvicinarsi il frutto delle sue ricerche e letture.
Un tempo, quando io mi ero iscritta, il forum Zam era più vivo, più frequentato, più ricco di interventi.   
Ma per tutto ci sono le varie epoche, e adesso, periodo un po' più di magra, penso si possa essere grati a quelli che si spendono e contribuiscono a tenerlo in vita.
In effetti... Zam è come un organismo vivente, con le sue varie parti, pulsazioni, vicissitudini.
A volte qualche pezzettino si stacca, a volte migra per sempre, a volte ritorna.
Ed è un piacere quando qualcuno si riaffaccia, specie avendo creduto che il suo fosse un saluto per sempre.

dottorstranamore

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #19 il: Maggio 19, 2018, 08:31:14 »
Buongiorno piccolo fiore, leggerti è sempre un piacere. La tua analisi è ineccepibile.

Per incrementare i lettori di questo forum  dovrei scrivere un capolavoro, ma i contemporanei non me lo perdonerebbero.

Ciò che mi trattiene dallo scrivere un capolavoro è anche  il timore che me ne chiedano subito un altro.

E non scrivo commedie per evitare che in teatro scoppi una tragedia.

piccolofi

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Re:A domanda rispondo
« Risposta #20 il: Maggio 19, 2018, 11:54:53 »
Sei tremendo, Stranamore!  Ma è simpatico vedere che hai anche senso dell'umorismo...