Autore Topic: perchè si dice così  (Letto 9240 volte)

nihil

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Re:perchè si dice così
« Risposta #90 il: Aprile 01, 2016, 09:48:25 »
Grazie Dott. Sì, la Venere bisbetica e suocera è uno spasso, ma in rete la storia completa non la trovo più. Comunque sì:  :rose: l'amore è cieco, a volte per fortuna, a volte per disgrazia.
Che meraviglia quella scultura, l'ho vista a Pietroburgo, credevo che fosse molto grande, invece è piccola, ma terribilmemte affascinante.

dottorstranamore

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Re:perchè si dice così
« Risposta #91 il: Luglio 23, 2016, 01:11:10 »
Panico

La parola “panico” deriva dal latino “panìcum” e questo dal greco: “panikos”, aggettivo del dio Pan, con piedi e corna caprini, barba e capigliatura scarmigliate, capace di infondere ai viandanti dei boschi visioni e terrori improvvisi

Il nome Pan (Fauno nella mitologia romana) deriva dal greco “paein”, che significa “pascolare”. Infatti Pan era il dio pastore protettore dei pascoli, dei monti, dei boschi e dei prati.  Era considerato figlio del dio Ermes e della dea Persefone. 

Come sostantivo “panico” allude alla paura che paralizza la volontà (in preda al panico); come aggettivo vuol dire “improvviso, intenso ed irrazionale” (timor panico). Infatti il panico consiste in uno stato di intensa paura.

Paura deriva dal sostantivo latino "pavor", che alludeva al timore che paralizza. 
 
Gli antichi Romani avevano una divinità che si chiamava “Pavor”, con i suoi sacerdoti, i “Pavorii”. In epoca imperiale la parola perdette il significato di “terrore religioso” per acquistare quello più generico di “timore”.

Da “pavor” deriva anche “pavido”.

La parola italiana “panico”,  in inglese “panic”, nell'ambito dell'economia e della finanza indica una situazione di notevole incertezza o incapacità di decidere in modo razionale i risparmiatori colti dal panìco vendono i loro titoli a prezzo di realizzo.

Si usa la parola panico anche per definire la corsa dei clienti agli sportelli delle banche quando ci sono allarmismi che fanno supporre che l’istituto di credito sia in una situazione tale da non poter più far fronte agli impegni. Un esempio di episodio di “panic” fu quello del 1929 negli Stati Uniti d’America, passato alla storia col nome di “grande crisi che provocò fallimenti in tutto il mondo. 

nihil

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Re:perchè si dice così
« Risposta #92 il: Marzo 07, 2017, 16:50:11 »
che fascino ha la storia delle parole. Avrei dovuto studiare etimologia!

dottorstranamore

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Re:perchè si dice così
« Risposta #93 il: Marzo 16, 2017, 14:53:25 »
dalla radice linguistica "var-"

Dalla radice linguistica indoeuropea "var-" derivano alcune parole. Ne cito alcune:

"verità", questo sostantivo femminile  ci è giunto dal latino “vērĭtas": indica ciò che è vero, conforme o coerente con la realtà oggettiva.

"Primavera", quest'altro sostantivo è pervenuto dai parlanti il latino popolare (o “volgare”), i quali inconsapevolmente accorparono e modificarono dal latino classico la frase “primo vere”  (=all’ inizio della primavera). Infatti la parola “primavèra”  è composta da due lemmi: “prima” + “vera”: “prima” (dal latino primus, = primo, inizio) e “vera”, dal latino “ver” (= primavera),  da cui il “ver sacrum” (= primavera sacra), antica cerimonia di origine sabina, celebrata in tempi di calamità naturali.

“vera", l’anello nuziale, detto anche “fede”, dal latino fides  (= fedeltà). Fides era anche il nome della dea romana che personificava  la lealtà. Veniva raffigurata come una vecchia dai capelli bianchi, per simboleggiare il rispetto  dei patti, fondamento dell’ordine sociale e politico. Alla dea venivano offerti sacrifici con la mano destra avvolta in un panno bianco. Nel suo tempio si sacrificava solennemente il primo d'ottobre. Il sacrificio veniva compiuto dai  Flamini, sacerdoti di Giove, Marte e Quirino.
Il concetto di fides come fedeltà, inizialmente aveva lo scopo di consacrare, con un atto religioso, la fedeltà del cittadino all'ordinamento dello Stato Romano.

La vera nuziale, generalmente in oro giallo, viene scambiata dagli sposi durante il rito del matrimonio come simbolo di legame e fedeltà. La forma circolare dell'anello simboleggia l'unione di coppia, mentre il materiale, solitamente l'oro, simboleggia la durata,  l'eternita.

In epoca Romana l' anello di fidanzamento era denominato "anulus pronubus", suggellava la promessa di matrimonio, invece  l'anello nuziale, di solito di ferro, era detto "vinculum" e  solo i maschi lo mettevano al dito anulare della mano sinistra, poi l'usanza  venne adottata anche dalle donne. Le matrone romane sfoggiavano fedi nuziali cui era talvolta applicata una piccola chiave, segno della loro autorità nella famiglia.

L'uso dell'oro come materiale, al posto del ferro, per la fabbricazione dell'anello si deve all'influenza cristiana, che considera l'oro simbolo di eternità.

dottorstranamore

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Re:perchè si dice così
« Risposta #94 il: Agosto 11, 2017, 16:47:20 »
Rubinetto: nel nostro tempo non significa “piccolo rubino” ma indica l’organo di intercettazione e regolazione dell’afflusso di un fluido da una tubazione, azionato da una manopola o da una chiavetta.

Rubinetto col significato di piccolo rubino è presente nell’italiano antico ed è attestato nel vocabolario del Tomasseo.

Dante Alighieri: “Parea ciascuna (delle anime che formano l’aquila mistica) rubinetto in cui / raggio di sole ardesse sì acceso / che ne’ miei occhi rifrangesse lui”.

Giovanni Boccaccio: “Con una boccuccia piccolina, le cui labbra parevan due rubinetti”.

Gabriello Chiabrera: “Son due rose vermigliuzze / le gotuzze. / Le due labbra rubinetti” (= due piccoli rubini).

 Sì che molte fiate
 Le parole rimate
 Ascondon la sentenza
 E mutan l’intendenza.

Il nome rubinetto deriva dal francese “robinet”, diminutivo di “robin”: nome popolare del montone, perché il mascherone di tale animale ornava le pubbliche fontane.

Il nome proprio francese “Robin” è vezzeggiativo di Robert, “Roberto”. In questo caso c’è la trasposizione da nome proprio a nome comune, simile a “Gigi”, vezzeggiativo di Luigi.

La parola “rubinetto” compare alla fine del ‘500 in Giovanni Florio che ebbe il merito di diffondere l’italiano in Inghilterra.
Il lemma “rubinetto” riflette il termine inglese  “robinet”, derivato dal francese.

Nella lingua inglese  il rubinetto designava un apparecchio per sollevare, cioè una specie di carrucola.

In Italia l’uso della parola “rubinetto”, col significato attuale, avvenne nel XIX secolo col nome “robinetto”.

Da rubinetto deriva “rubinetteria”.