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La ballata lirica [21-05-2013]


Uno spettacolo tutto da vivere in diretta, tra il sogno e la realtà del suo autore Sergio Scorzillo

La prima a Milano al Teatro della Memoria il 17 maggio e repliche allo Spazio Ohibò Kosba.

Di Paola Federici

Liberamente ispirato alla Ballata dal carcere di Reading di Oscar Wilde e al racconto "Charles T.Wooldridge" di Gabriele Bianchi, con Matteo Bevilacqua e Luigi Vitale della Compagnia “Doppiosogno” - Regia di Sergio Scorzillo

Chi è Sergio Scorzillo?

L’autore della “Ballata lirica”, la cui prima è andata in scena il 17 maggio a Milano, accoglieva il pubblico mentre arrivava alla spicciolata al Teatro della Memoria. Salutava amichevole, cordiale, ma dietro al suo sorriso una punta di trepidazione per quella sua opera che stava nascendo quella sera, che era già nata in realtà, ma che quella sera faceva il suo debutto in società, come si usava dire una volta. Il giudizio sulla sua ultima recente creatura l’autore lo ha voluto lasciare al pubblico. L’ha detto quella prima sera, non si è voluto pronunciare prima dello spettacolo, per non influenzare gli spettatori, ai quali ha voluto lasciare ampio respiro nell’avvicinarsi alle molteplici sfaccettature dell’opera.

Cos’è la Ballata Lirica

Come lo stesso regista è attore eclettico, personalità spiccata e variegata, capace di interpretare un testo mai letto come se facesse parte di sé, un inventore di situazioni e un convinto sostenitore dei sogni e del loro potere, cosi questa sua opera ne è la libera interpretazione: un sogno, con tutti i suoi simbolismi, la realtà dell’accaduto, nella sua crudezza, le parole cosi necessarie ma senza che nessuna fosse di troppo, la poesia delle parole, scandite dai bravi Matteo Bevilacqua e Luigi Vitale, non solo con le voci ma anche e molto con il corpo e la mimica delle espressioni. E che dire del costante doppio del protagonista: sua coscienza e suo specchio, suo ammonitore e suo soccorritore, in un continuo avvicinarsi e allontanarsi, ribellarsi e accondiscendere, giudicare e perdonare. Uno spettacolo teatrale troppo sfaccettato da descrivere a parole, che è indispensabile vivere in prima persona.
Cos'è accaduto quella notte? In un luogo e in un tempo indefiniti… Due uomini, due percorsi.... "non si fa poesia qui"! E poi l'attesa perché "potrebbe arrivare da un momento all'altro". Ma chi? Cosa? "l'attimo in cui... stava per accadere ma ancora non era un fatto, non era storia, non avevi deciso". Ma “Il sogno ci aiuta a vivere, la poesia è l’ancora di salvezza. E la Verità metterà la parola Fine?”

La ballata del carcere di Reading (The Ballad of Reading Gaol) [Tratto da Wikipedia] è un celebre componimento poetico di Oscar Wilde, scritto dopo la sua scarcerazione il 19 maggio 1897 dalla prigione di Reading e pubblicato nel 1898.ll tema principale attorno al quale gravita il racconto è la pena di morte, congiunta al senso di alienazione di ogni detenuto, costretto a compiere quotidianamente azioni ripetitive volte alla pura e semplice sopravvivenza. Wilde fu accusato di omosessualità nel 1895 e, nel novembre dello stesso, condannato a due anni di lavori forzati presso la prigione di Reading nel Berkshire. Fu anche testimone dell'impiccagione di Charles Thomas Wooldridge, uno tra i pochi uomini che conobbe durante la detenzione. Era stato incriminato per omicidio (aveva tagliato la gola alla moglie con un rasoio). Tutto ciò suscitò in Wilde una profonda riflessione sulla maniera in cui tutti possiamo considerarci malfattori, in cui tutti abbiamo bisogno di essere perdonati. In questa prospettiva, i crimini più gravi necessitavano del più grande perdono. La sua profonda fede nella vita come un'opera d'arte (life as a work of art), che fino a quegli anni rappresentò la pura espressione dell'estetismo mondiale, divenne da quegli anni così tremendamente pessimistica che continuò a logorarlo anche dopo la sua scarcerazione fino alla sua morte.


Sergio Scorzillo, scrittore, regista, attore

Nato a Milano, già a sedici anni lavorava in qualità di attore nei principali cabaret di Milano e provincia con la propria compagnia “I Lunatici”, firmando anche tutti gli spettacoli come autore.
Ha seguito corsi d’improvvisazione con Vera Olivero (docente al “Creative Drama” di Buenos Aires),), di Tecnica del Corpo, di Recitazione e di Doppiaggio.
Ha partecipato a stages con Luciano Beltrami (Metodo Decroux), Claudio Orlandini, Enrico d’Alessandro (dizione), Mamadou Dioume (del Centre Internazionale des Créations Théatrales de Paris diretto da Peter Brook), Eugenio Barba (Odin Teatret), Luigi Squarzina (regia), Gabriele Vacis e Laura Pasetti (Charioteertheatre).
Ha lavorato quattro anni da protagonista con gli “Attori Associati” di Udine (in “Cenerentola”, “Il gatto con gli stivali”, “Aladino”), e con il “Teatro Gerolamo” di Milano diretto da Umberto Simonetta nell“Adalgisa” di Gadda, con Rosalina Neri e Luca Sandri.
Ha interpretato parti di rilievo in: “Così è se vi pare”, ”Lazzaro” e “La ragione degli altri” di Luigi Pirandello; “Esperienze di Giovanni Arce filosofo” di Rosso di San Secondo; ”Al Dio ignoto” di Diego Fabbri; “La regina e gli insorti” di Ugo Betti; “La fastidiosa” di Franco Brusati; ”Nina” di Andrée Roussin, ”Pergolesi” di Emilio de Marchi, “La Miliardaria” di G.Bernard Shaw, “Quindici anni d’amore” di Marcel Achard, “Cyrano” di Edmond Rostand “La cantatrice calva” di Eugène Ionesco, "La Tempesta" di Shakespeare, "La zia di Carlo" di Brandon Thomas, “Play” di Samuel Beckett e “Rashomon” da Kurosawa. Ha partecipato agli spettacoli “Varietè”, “La vita-il sogno”, "La forma dell'incompiuto" e "Ondine" diretti da Andrè Ruth Shammath.

Ha al suo attivo molte partecipazioni in qualità di voce recitante in concerti (con piano, con strumenti antichi, con orchestra sinfonica e da camera. Tra le altre, alla prima nazionale con l’Orchestra Vittadini al Fraschini di Pavia, nell’opera di Viktor Ullmann “Der Kaiser von Atlantis”; e tre concerti organizzati dalla Fondazione Mazzotta in occasione della mostra su Paul Klee, con l’Ensemble Klee di Berna). Nel 1988 ha vinto come autore il premio “Carlo D’angelo” al Concorso Nazionale Vallecorsi di Pistoia con la commedia “Passo a due”. Stesso premio ha ottenuto nel 1992 con la commedia “Quello che volevo da me”, pubblicata nella collana Rugginenti Teatro.
Entrambe le commedie hanno avuto una mise en espace al Teatro Filodrammatici di Milano dirette da Claudio Orlandini, regista che ha anche messo in scena di Scorzillo “Testamenti” e “Sotto frammenti di ghiaccio”.

Ha scritto un libretto per un’opera buffa su musica di Roberto Cittadini. Ha rielaborato per il teatro il romanzo di Paolo Roversi "Taccuino di una sbronza" e “Opinioni di un clown” di Heinrich Boll.
Dopo alcune esperienze di doppiaggio e speakeraggio (corso di Doppiaggio tenuto al CTA, con Cip Barcellini), ha ideato la collana Audiobook edita da Rugginenti, dirigendo e interpretando “Scrooge-Canto di Natale”, “Poeti dell’800”, “Poeti del 900”, “Montale”, ”Letteratura del 900”, ”Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, “Neruda”.
Ha inciso in 10 compact disc i testi delle arie da camera di Verdi, Bellini, Donizetti, Rossini, Tosti e Arie Antiche Italiane per la BMG Ricordi/Universal.

E’ regista (“Nina” di Roussin, “Le mura di Damasco” da Strindberg, “Ci rivedremo ad Harvard” di Israel Horovitz, commedia che ha anche tradotto e pubblicato: unica traduzione integrale autorizzata dall’autore), insegnante di recitazione e Consulente Editoria Musicale della Ricordi. Scrive e organizza Cene in noir (tra cui "Come quando fuori piove" e "L'Ultimo Mojito") spesso in collaborazione con l’associazione Milano Nera. Collabora stabilmente con la compagnia Amici della prosa, di cui per anni è stato presidente. Con la sua Doppio Sogno progetti teatrali ha messo in scena, oltre a “Ci rivedremo ad Harvard”, “Migrantes”, la “Cantatrice calva”, il proprio oratorio “La via della croce” e, ultima opera scritta e diretta: "Ballata lirica".
Prossimamente in scena: "Questo amore, nonostante".
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