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Recensione Paolo Cossi

Paolo Cossi

Incontro con i disegnatori della Beccogiallo

Padova 20 ottobre 2005.

La casa editrice Beccogiallo è nata un anno fa e pubblica la cronaca nera a fumetti, le vicende della vita che più hanno colpito la memoria collettiva.
Fumetti che parlano di cronaca richiamano alla mente Art Spiegelman con la sua storia più famosa, Maus, incentrata sui difficili rapporti tra un figlio autore di fumetti e il padre ebreo sopravvissuto all’Olocausto, con gli ebrei ritratti come topi e i nazisti come gatti, oppure Hiroshima di Nakazawa.
Queste opere, ormai storiche, si differenziano dai lavori editi dalla Beccogiallo, per la loro componente autobiografica.
Il fumetto, di solito, romanza le situazioni (tende al fumettoso), l'intuizione degli autori della Beccogiallo è stata quella di evitare di riplasmare gli avvenimenti nel processo narrativo. di attenersi al dato reale con qualche piccola concessione per non renderlo pesante.

Paolo Cossi, disegnatore di Unabomber ci spiega perchè il fumetto non può essere considerato un'arte minore.

Un'arte minore è un'arte frivola, leggera, nata per divertire ed incapace di influenzare la cultura, il pensiero, la società e la politica.
Come possiamo inquadrare in questa definizione case editrici di fumetti che sono state chiuse con l'accusa di sovversione allo Stato ed i fumettisti che sono stati imprigionati, torturati ed uccisi per questa "arte minore"?
(C'è un sito che racconta le vicende personali di fumettisti che hanno pagato personalmente il peso della propria "arte minore": Cartoonists Rights Network).

Paolo Cossi: "Prima ancora che uscisse il fumetto, Unabomber ha incontrato diverse difficoltà". E' stato inizialmente consegnato ai carabinieri per la paura che potesse creare disordini pubblici. Alla prima presentazione dell'opera la sala venne coperta da telecamere nascoste. Prima che uscisse il libro venivano già lanciate accuse perchè era stato fatto "così"."
"Ma così come?", urla Paolo Cossi. "che il libro non è ancora uscito!". "Tutti ne parlano, lanciano le proprie accuse senza aver mai visto come è fatto."

Infatti, all'uscita del libro, dopo la prima presentazione, non ci sono state più accuse.

"Prima della pubblicazione è stato fatto un lungo lavoro per reperire tutte le informazioni sui fatti e sono state contattate tutte le vittime per avere la loro disponibilità ad apparire nel progetto. Non c'è nulla di fiction, è una storia a livello giornalistico con date e luoghi.
Inizialmente il progetto era nato per portarlo nelle scuole, con un intento educativo. La cronaca dei giornali aggiorna sui fatti appena accaduti per poi sfumare dopo pochi giorni. Dopo undici anni si possono non ricordare tutti i metodi che sono stati utilizzati. Il libro su Unabomber non terrorizza ma mette in guardia. Abbiamo riportato la cronaca nella maniera più vicina alla realtà con attenzione anche all'aspetto emozionale. Unabomber non è considerato un essere umano, per questo è disegnato come un'ombra, con uno stile chiamato a pennello scarico, un segno che ti porta ad odiarlo. OMBRA+AZIONE VIGLIACCA=UNABOMBER"

Come vedete il panorama del fumetto italiano, invaso dalle pubblicazioni Bonelli?

Paolo Cossi: "Oggi il fumetto d'autore ha una vita difficile. Fino agli anni '80 c'era più spazio con le riviste Frigidaire od Il male. Oggi queste riviste sono morte, a parte quelle erotiche."

Gianluca Maconi: "Il problema è geografico, la Bonelli occupa uno spazio fisico ed impedisce al lettore di vedere altro. Oggi la scuola bolognese sta cercando di prendersi il proprio spazio.
Oggi di fumetto d'autore si può vivere."

Paolo Cossi (Pordenone, 1980) ha ricevuto il premio Albertarelli 2004 come migliore giovane disegnatore italiano “per aver messo in luce uno stile personale che attinge a un’elegante commistione fra disegno classico e segno ironico” (Anafi). Ha pubblicato Corona, l’uomo del bosco di Erto (Biblioteca dell’Immagine, 2002), Tina Modotti (Biblioteca dell’Immagine, 2003). Soprannominato dalla critica il “folletto del fumetto” italiano, vive e disegna in una piccola baita in Valcellina (PN), a pochi chilometri dal bosco di Erto. Per il Natale 2005, nella collezione Cronaca Storica di Becco Giallo, uscirà il suo Terremoto del Friuli.

Gianluca Maconi (Pordenone, 1977) ha ricevuto il premio Pietro Miccia come migliore disegnatore al Torino Comics 2004. Vive a Pordenone e disegna la mattina, in un caffè letterario. I delitti di Alleghe ha riscosso le attenzioni di critica e pubblico.

La casa editrice Beccogiallo di Ponte di Piave (TV) racconta la quotidianità e la memoria collettiva raccontate attraverso il linguaggio del fumetto. "Il becco giallo" era il nome di una rivista satirica degli anni trenta, fondata da Alberto Giannini. Il nome è una sorta di tributo.

A cura di Vincenzo Ciccone

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