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Recensione Irčne Némirovsky

Irčne Némirovsky

Recensione Letteraria di David Golder

David Golder – Iréne Némirovsky, Adelphi 2006
Di Eugenio Cardi

David Golden č il primo romanzo di Iréne Némirovsky (l’autrice del ben piů noto Suite francese), pubblicato per la prima volta nel 1929 dall’editore francese Bernard Grasset e proposto da Adelphi al pubblico italiano solo oggi, a quasi ottant’anni dalla sua prima uscita.
Tale dilatazione dei tempi di pubblicazione di questo bellissimo romanzo francese – scritto da una esordiente con il piglio e la sicurezza di un navigato scrittore – č dovuta essenzialmente alle vicende della II Guerra Mondiale e alle nefandezze del nazismo, che trascineranno via con sé la vita stessa dell’autrice del romanzo e che priveranno il pubblico mondiale per molto tempo delle sue preziose opere letterarie.
Non č quindi possibile soffermarsi su quel che ha voluto dire e che ha significato David Golder (per i lettori e per l’autrice stessa) senza accennare a chi sia stata Iréne Némirovsky e soprattutto di quanto sia forte e ineludibile il legame tra lo stesso David Golder e il romanzo che drammaticamente lo seguirŕ: Suite francese.

Figlia di un ricco ebreo russo di origini francesi, ex commerciante di granaglie e divenuto uno dei piů potenti e temuti banchieri di tutte le Russie, Iréne Némirovsky nella sua pre-adolescenza si appassiona alla letteratura – quella francese, particolarmente – ed inizia a scrivere i suoi primi racconti con una peculiaritŕ catartica, introspettiva e psicoanalitica; ciň che cerca di subliminare attraverso la scrittura č l’odio provato nei confronti della madre che, completamente assorbita dal vivere nel bel mondo, non le ha mai regalato un sorriso o una carezza.
Allo scoccare della Rivoluzione Bolscevica del 1917 la scrittrice lascia in fretta e furia, unitamente alla sua famiglia, la sua San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia, dove si sistema definitivamente e dove trascorre – fino all’arrivo della II° Guerra Mondiale – i suoi anni piů frivoli e spensierati.
A Parigi continua ad inmpegnarsi nella sua attivitŕ preferita, la scrittura, ed č ancora giovanissima quando Grasset le pubblica il suo primo romanzo, che avrŕ uno strepitoso successo: David Golder.
Nel 1926 sposa Michel Epstein, giovane e capace ingegnere che seguirŕ fino alla fine il suo avverso destino; da questo matrimonio nasceranno due bambine, Denise e Elisabeth.
Negli anni successivi l’antisemitismo inizia a far sentire forte il suo ringhio; Iréne Némirovsky decide cosě di convertirsi al Cristianesimo e battezza se stessa e le sue due figliole.
Ma ciň nonostante la morsa della furia nazista si stringe e non la perdona: Iréne e Michel finiranno entrambi arrestati e successivamente trucidati nei campi di sterminio.

La salvezza del manoscritto di Suite francese č legato in modo indissolubile alla sopravvivenza delle due figlie della coppia e particolarmente di Denise, la primogenita. Essa infatti terrŕ con sé in ogni pericolosissimo istante della terribile fuga - seguita all’arresto dei genitori - un piccolo baule contenente il suo delicato e prezioso carico: il manoscritto che la mamma gli ha affidato come l’unica vera cosa da salvare ad ogni costo.
Denise ha tenuto stretto a sé quel baule per tanto tempo, tantissimo. Solo tanti anni dopo ha trovato la forza di aprirlo e di decifrare con l’aiuto di una lente la minuscola grafia della madre che tentava in quel disperato modo di risparmiare la carta su cui scrivere.

Cosě, dopo il grande successo postumo ottenuto da Suite francese e la risonanza mondiale della storia singolare e drammatica dell’autrice del libro e della sua famiglia, viene ripubblicato dopo tanti anni il primo romanzo della Némirovsky, David Golder, ed in Italia esce per la prima volta pubblicato appunto da Adelphi.
David Golder č un romanzo autobiografico, spietato e spregiudicato, in cui l’autrice scandaglia fin nei minimi particolari e con estrema acutezza ed audacia il suo stesso mondo di appartenenza, che tanto le aveva donato – da un punto di vista puramente economico – e che tanto le aveva negato sotto un profilo di sentimenti e di affetti.
Il mondo scintillante e fasullo da lei fortemente posto sotto accusa ed al quale non lascia alcuna via di fuga, alcuna attenuante o possibilitŕ di redenzione č quello degli affari, dell’alta finanza e dei nuovi ricchi, spesso ebrei, il cui unico obiettivo – sostenuto con estrema e assoluta cinicitŕ e crudeltŕ – č solo e soltanto quello del continuo e folle arricchimento.
I sentimenti vengono umiliati, strapazzati; i valori di umanitŕ e solidarietŕ distrutti e svenduti all’unico valore davvero valido in quel contesto: quello della sopraffazione, del potere economico innalzato a principio unico di vita da raggiungersi ad ogni costo e con qualsiasi mezzo, lecito o illecito che fosse.
Con questo suo primo romanzo – di stile asciutto e secco, di uno spessore che non si direbbe mai essere di un esordiente – la Némirovsky lancia un urlo di dolore, una disperata richiesta di aiuto che nasce dallo stridere della sua vita interiore con quel mondo cosě leggero e sfavillante in apparenza, ma algido e cinico nei fatti.
Ma il tormento dell’animo della giovane Némirovsky non farŕ in tempo ad innalzarsi: verrŕ tarpato immediatamente dalla ferocia e dalla sete di sangue del nazismo che in un attimo – senza alcuna pietŕ – coprirŕ, come una silenziosa coltre di neve, ogni voce, ogni desiderio, ogni piů piccola aspirazione a poter vivere liberamente la propria vita e i propri sogni.

Di Eugenio Cardi
www.eugeniocardi.it

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