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Recensione Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto

Ricordi di un vicolo cieco

Il destino, le reti di relazioni, il bastare a se stessi. Banana Yoshimoto ancora una volta ci racconta i temi a lei più cari, in un romanzo breve ed intenso.

Il destino tante volte viene visto come un’ancora alla quale aggrapparsi nei momenti difficili. Ma spesso esso entra in gioco solo quando noi esseri umani lo invochiamo, o quando lo rendiamo fondamentale per giustificare il nostro andamento esistenziale. È quello che accade non solo nella vita quotidiana delle vicende di Ricordi di un vicolo cieco narrate da Banana Yoshimoto, i cui personaggi sembrano alla ricerca della felicità, ma anche nella vita che giorno dopo giorno ci avvolge.

Riusciranno, almeno essi, a ottenerla? Forse no, perché alcuni si rassegnano alla “sorte”, come ad esempio quella di vivere in una famiglia cagione di ferite, che non dona amore ma rinchiude e reprime chi poi è più sensibile o “sfortunato”.
O forse sì, perché al di là del raggiungimento, si capisce il meccanismo attorno al quale folgora la luce interiore e quindi vengono automaticamente illuminati da essa, insieme a persone e oggetti.

Una cosa importante, che emerge sempre dalla realtà narrata da Yoshimoto è il “bastare a se stessi”. Questo potrebbe essere la chiave e il segreto che allontana le illusioni e/o fantasie, e sta alla base di un equilibrio piuttosto solido, oltre ad alleggerire «l’abisso personale» che ognuno porta dentro. E anche talvolta liberarci dalla ragnatela intessuta da famiglia, lavoro, amici, fidanzati… i quali entrano nella nostra vita senza permesso imprigionando i nostri desideri e sostituendoli (o barattandoli senza corrispondenza) ai loro.

A questo punto ci si ferma, ci si riflette e si pensa che quando si raggiunge il grado massimo di piacere e felicità si percepisce e si matura l’idea che si vuole andare avanti all’infinito, anche se in quell’istante tutto svanisce. Ne consegue che è nel tragitto il segreto per un lieto vivere.

24/07/2007
(www.unimagazine.it)

Di odaliscasicula

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