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Malus - un nuovo genere Fantasy

Dopo la voce nel forum “Il silenzio dei Grandi”, ho deciso di anticipare rispetto al Teorema del pappagallo che avevo annunciato, la recensione di Malus, perché Giordano Bruno è il motivo che mi ha spinto a comprare il romanzo, introdotto appunto da una frase di Giordano Bruno.

“Quello dunque, al che doviamo fissar l’occhio
de la considerazione, è si noi siamo nel giorno,
e la luce de la verità è sopra il nostro orizzonte,
overo in quello degli aversarii nostri antipodi;
si noi siamo in tenebre, over essi: ed in conclusione,
si noi, che damo principio a rinnovar l’antica filosofia,
siamo ne la mattina per dar fine a la notte,
o pur ne la sera per donar fine al giorno”

In un primo momento ho pensato alla solita sbruffonata culturale, e poi in un fantasy! Un po’ stizzito ho aperto le prime pagine e mi sono ritrovato di fronte al narratore del romanzo, un giullare alla ricerca della propria anima persa nelle nebbie dell’odio, che si dichiara folle:
“ … nel vano tentativo di sfidare la magia col solo ausilio dell’intelletto. Sognatore perché credo nell’abilità dell’uomo. Maledetto, perché non affido le mie speranze ad un raggio di sole. Dannato perché ho cercato di cancellare i colori dell’arcobaleno, lasciando solo il rosso del sangue, il mio sangue sulle mie mani”.
E ho capito che quella frase non era lì per bellezza, ma che era già il romanzo che cominciava introducendo il dubbio che come un filo rosso segue tutta l’opera: noi siamo nella luce o nelle tenebre? Dove è la verità?
Come avrete capito è un romanzo colto, è già stato definito l’Umberto Eco del Fantasy italiano, ma è al tempo stesso molto Dark, un po’ Punk e forse anche Pulp, certamente la definizione di “moderno” gli va stretta, è altro. Si dice che sia opera di un collettivo ben assortito, nel quale secondo me la parte dei leoni l’hanno fatta degl’autori giovani, perché il romanzo è molto giovane, sembra risentire addirittura dell’influenza dei manga giapponesi, nonostante tale conglomerato si legge d’un fiato come un giallo.
Ma questo non m’interessa neanche più di tanto, Malus mi è piaciuto perché ha momenti di forte intensità nei quali parla al cuore con grande sensibilità, ma anche con cruda violenza, mettendo il lettore come in uno specchio di fronte alla realtà, l’ambientazione fantasy non è che l’espediente per mettere in scena gli spettri del recente passato e del presente, la battaglia che combattono i protagonisti di Malus è di bruciante attualità, forse per questo i passi più emozionanti sono quelli legati alla contemporaneità, alle volte nascosta nel fantastico, altre dichiarata espressamente, come quando in una nota di fondo l’autore specifica che lo stendardo sotto il quale combattono gli eserciti dell’Alleanza: il Falcone, è un omaggio al giudice Falcone e a tutti quelli che come lui hanno combattuto e combattono la mafia, ma non è una semplice citazione, perché sul campo di battaglia, nello scontro finale tra Bene e Male, è sotto lo stendardo del Falcone che esplode la rabbia degl’uomini al grido del re Nibelungo Wulfhila: “Andiamo a riprenderci la giustizia all’inferno!” e ci vanno davvero.
Gli autori di Malus sembrano estranei al conformismo della modernità e trattano con tranquillità il suo più grande tabù, ciò di cui non si deve parlare se non in senso negativo, violano il dogma assoluto della modernità: parlano di Dio! Ne fanno un elemento che resta sullo sfondo, quasi nascosto, e le rare volte che ne parlano apertamente, scrivono pagine di toccante bellezza, come quando l’ateo Wulfhila chiede al drago dov’è Dio di fronte a tanto orrore, la risposta del drago arriva inaspettatamente dal nostro mondo, questi gli dice che Dio è sotto gli occhi di tutti, è nel coraggio dei ragazzi soli davanti ai carri armati. Ho dovuto chiudere il libro per un attimo e respirare profondamente, è vero noi ragazzi siamo soli davanti ai carri armati.
Tornando a cose più prosaiche per gli appassionati del genere rosa, c’è anche una storia d’amore, che per quanto mi riguarda era meglio se non la mettevano, perché le ragazze perdono subito la testa per Malus e non capiscono più niente, facendosi sfuggire tutto il resto della trama, per non parlare dei contenuti più profondi, di conseguenza definiscono la protagonista femminile: Desirée, forse neanche tanto a torto, una grandissima str***, ammettendo però con una punta d’invidia che è il personaggio femminile più libero che abbiano letto, riflettendoci è vero, è libera da tutto. (La fig. è del Signore degli Anelli, ma potrebbe essere lei, Desirée, perché è conciata così che va in giro per la Terra di Mezzo, accompagnata dai mostriciattoli di Malus). A prescindere dall’invidia femminile, va detto che è un personaggio straordinario, forse il più simbolico, a tratti inquietante, con un forte potere di seduzione, che nonostante ciò ha momenti di sconforto alla Bridget Jones.

In sintesi la particolarità di questo romanzo è l’essere costruito in più strati con diverse tematiche che si fondono tra loro, nell’impatto più immediato si presenta come un’avvincente storia fantasy, ad una più attenta riflessione invece è ben altro.
In ultimo, ma non per ultimo, meritano una particolare menzione i petulanti mostriciattoli, creati da Malus per fare colpo su Desirée, che sono veramente esilaranti e rendono il romanzo, che altrimenti sarebbe molto cupo, divertente e illuminato dai colori al neon della loro pelliccia. Sono una via di mezzo tra i Greemlins e gli orsetti di Guerre Stellari, hanno una loro etica professionale da mostri alla quale tengono moltissimo e reppano, o almeno ci provano, perché il loro mostro-rap non è un granché. Penso che i loro improbabili commenti, anche alle situazioni più drammatiche, siano uno dei punti forza del romanzo, si legge nell’attesa che tornino i mostriciattoli.

Trama
Il romanzo è diviso in due libri molto diversi tra loro:
1. Il Principe della Notte.
2. Il re Nibelungo.
Il Principe della Notte è Malus, e il re Nibelungo è Wulfhila, sono i due sovrani rappresentati le forze avverse: Luce e Tenebre.
Penso che la trama sia ben sintetizzata dallo stesso giullare all’inizio del libro, lascio la parola al giullare:
“ Tempo addietro un vecchio druido e caro amico di nome Gilduin, ripensando a quanto accaduto, paragonò la nostra storia a un’antica leggenda che narra di due principi, i quali, per via delle loro eccezionali gesta, ricevettero dagli Dei l’immenso dono di potere esprimere un desiderio: entrambi chiesero l’eterna giovinezza e con lei l’immortalità.
Gli Dei, però, nella loro somma saggezza, reputando tale dono troppo grande per dei semplici mortali, posero una condizione e pretesero in cambio dai principi l’oggetto più prezioso che possedessero. Al più anziano chiesero la splendida spada Gramr, che gli aveva permesso di salvare le persone a lui più care. Al più giovane chiesero il fiore regalatogli dall’amata al momento dell’addio, che egli stringeva ancora in mano.
Nessuno dei due consegnò agli Dei l’oggetto richiesto, probabilmente in quell’istante entrambi compresero la vanità del proprio desiderio, o forse il prezzo preteso dagli Dei era troppo alto persino per l’immortalità. Fu così che lasciarono i sacri antri del Walhalla per fare ritorno alle loro lontane dimore.
Dopo di loro, però, come nella nostra storia, si presentò agli Dei un giovane drago, il cui nome era Penombra, il quale offrì agli Dei la propria vita in cambio di un fiore… gli Dei gli sorrisero…”



Autore? Concordo con chi ha suggerito un collettivo, vorrei però aggiungere che alcune parti del romanzo hanno qualcosa di femminile, quindi secondo me c’è almeno una donna, se non più, un collettivo al femminile? Me lo fa sospettare anche il personaggio di Malus, che piace tanto, può essere uscito solo da una mente femminile, bello e maledetto non era più sufficiente, lo hanno fatto bello e impossibile come canta la Gianna Nannini.

Malus di Nlm.Latteri - un nuovo genere Fantasy


Autore. Nlm.Latteri
Titolo dell’opera. Malus.
Casa editrice. Il Filo.
Anno di pubblicazione. 2007
Categoria. Attualità e Fantasy

Martialis

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