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Recensione Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir

I Mandarini

Simone de Beauvoir I Mandarini
Simone de Beauvoir I Mandarini

I Mandarini è il più importante romanzo scritto da Simone de Beauvoir.


Pubblicato nel 1954, creando come dice lei stessa un “oggetto immaginario”1 un tessuto su cui far muovere i vari personaggi per raccontare con grande sensibilità ed equilibrio le speranze, le inquietudini e le incertezze del dopoguerra francese, vede protagonisti i cosiddetti “Mandarini” quegli intellettuali che si impegnarono , fuori dalle stanze del potere e contro di esse, nella lotta politica e culturale facendo i conti, spesso, con una realtà in contrapposizione alla purezza degli ideali che li muovevano.


Nei Mandarini Simone de Beauvoir racconta l'esperienza della guerra appena finita. Un mondo devastato dove solo ora si scoprono cose inaudite: stanze della tortura, massacri, esecuzione di ostaggi. In questa realtà la gioia dell'essere rimasti in vita è talvolta sopraffatta dalla vergogna dell'essere ancora vivi. Il prezzo della vittoria appare così alto da pagare da non sembrare quasi sostenibile. Guardandosi intorno la scrittrice ricorda coloro che non ci sono più. I soldati, i civili, gli ebrei, i partigiani e molti altri che hanno pagato con la vita il prezzo della guerra e scopre così il valore ma anche il limite della commemorazione.


Nel corso della storia Simone de Beauvoir si pone anche la domanda di cosa fare dei traditori rimasti in vita. Il romanzo racconta due episodi molto crudi in cui due presunti collaborazionisti assolti dai processi pubblici vengono barbaramente uccisi da chi pensa sia giusto farsi giustizia da soli. La scrittrice nel romanzo condanna chiaramente tale comportamento: l'importante ormai è cercare di ricostruire e non più distruggere anche se l'autrice riconosce la difficoltà di convivere con il passato.


I protagonisti del libro sono Henry Perron e la sua compagna Paule e la famiglia Dubreuilh composta da Robert il marito, Anne la moglie e Nadine la figlia.


Henry Perron personaggio classico dello scrittore con tutti i suoi eccessi e manie. Uno spirito libero, egocentrico, moderno, un intellettuale poco disposto a cedere ai ricatti della politica, un uomo concreto, reale che sceglie comunque di andare avanti. Direttore e proprietario di un giornale “L'Espoir” da cui alla fine sarà costretto a dare le dimissioni per non cadere nella trappola dei compromessi politici. La scrittura è per lui un modo di confrontarsi con il mondo esterno in modo sincero e leale. Henry è per Simone de Beauvoir sicuramente l'uomo nuovo del cambiamento quello che di più le somiglia.


Paule la sua compagna è una donna morbosamente attaccata al suo uomo. In nome dell'amore e del rapporto di sudditanza che lo lega a lui tipica di molti personaggi femminili presenti nei libri della de Beauvoir, si perderà nei meandri stessi della mente fino ad arrivare quasi alla follia.


Simone de Beauvoir “Riconosce come sia pericoloso per queste infelici creature impegnare tutte se stesse in un legame con uno scrittore ostinato e chiuso nei suoi piani; pur rinunciando a tutto, gusti occupazioni, anche se fa di tutto per imitarlo non può mai raggiungerlo e se lui si distacca, lei finisce per trovarsi senza niente”2. Interessante anche il tentativo che fa questa donna di fermare, senza peraltro riuscirvi, l'inesorabile avanzare del tempo e quindi il conseguente decadimento fisico, unica arma a sua disposizione per attrarre a sé gli uomini.


Robert Dubreuilh scrittore famoso e affermato molto più anziano sia di Henry che della moglie Anne, è un personaggio chiuso, tenace, poco emotivo, autoritario, inadatto ai rapporti sociali dedito alla politica in modo fanatico e fondatore dell'SRL, una sorta di partito socialista francese distante ma in stretta dialettica con il partito comunista. Il tentativo però di dar vita ad un movimento politico alternativo al PC risulterà un totale fallimento.


La sua figura si delinea, più che da sola, attraverso i personaggi di Anne e Henry. Come dice Simone de Beauvoir “Egli prevale sugli altri due con l'acutezza della sua esperienza e la forza del suo pensiero“3 dimostrando una forza di carattere molto precisa e fortemente caratterizzata rispetto agli altri protagonisti del libro.


La moglie Anne è una psicanalista di una quarantina d'anni. Donna posata, colta, molto intelligente attenta al ruolo di moglie e madre. Dirà Simone de Beauvoir “Il perno della sua vita è la vita degli altri: il marito, la figlia”4. A lei Simone de Beauvoir affida il compito di raccontare molte vicende del libro ed è anche la voce narrante più convincente del romanzo. In lei è ben presente il significato della morte ed ha un forte senso dell'assoluto. Dipende molto dagli uomini ma la sua sottomissione è tuttavia compensata dall'interesse caldo e diretto che ha sia per le cose che per le persone.


Infine c'è Nadine la figlia di Robert e Anne. Giovane viziata, tipico esempio dei figli di genitori celebri che crescono con difficoltà, è un personaggio che matura e cambia durante il percorso narrativo del libro. Timida ed al contempo aggressiva, quasi brutale verso gli uomini, ruvida ed apparentemente insensibile, dopo varie esperienze amorose trova il suo equilibrio sposando Henry e facendo con lui anche un figlio.


Le storie narrate nel libro sono molteplici anche se tutto è imperniato intorno alla rottura e alla ripresa d'amicizia fra i due uomini Henry Perron e Robert Dubreuilh. Le vicende ad esso connesse riguardano i difficili rapporti ed i compromessi che nel dopo guerra gli intellettuali sono chiamati ad avere con la politica sia di destra che di sinistra. In particolare tutto ruota intorno ad una rivista “l'Espoir”, di proprietà di Henry Perron, oggetto del contendere da parte di varie forze politiche. Quando si tratterà di scegliere se rivelare o meno l'esistenza dei lager stalinisti e quindi di pubblicare la notizia Perron coerentemente arriverà fino in fondo mentre Dubreuilh preferirà l'omertà. La cosa farà nascerà fra i due amici un dissidio che li porterà alla rottura ed anche se alla fine riusciranno a riprendere il bandolo dell'amicizia e del lavoro letterario e politico si renderanno conto di essere tornati al punto di partenza e che tutte le loro speranze in realtà sono ormai morte.Nel romanzo si racconta anche la storia d'amore di Anne con lo scrittore americano Lewis Brogan, che la porta prima a due lunghi viaggi nel nuovo continente, poi al definitivo distacco fra i due. Il racconto non è altro che la trasposizione in modo romanzato dell'amore che Simone de Beauvoir ebbe con lo scrittore Nelson Algren a cui l'intero romanzo è dedicato.


Con questo libro nel 1954 Simone de Beauvoir ottenne anche il prestigioso Premio Goncourt.



A cura di Tania Maffei


 


1Simone de Beauvoir, La forze delle cose, Einaudi, 1961, pag.256



2Simone de Beauvoir, La forza delle cose, Edizione Einaudi, capitolo V, 1961pag.259



3Simone de Beauvoir, La forza delle cose, Edizione Einaudi, capitolo V, 1961, pag.258



4Simone de Beauvoir, La forza delle cose, Edizione Einaudi, capitolo V, 1961, pag., 257

Di 9gatti

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