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Recensione Mariella Bettarini

Mariella Bettarini

A parole - in immagini

Prima o poi, i critici letterari, se intendono salvare qualcosa anche in “fieri” del secondo novecento, dovranno cercare quei poeti che, nella bagarre della ricerca sperimentale, non abbiano dimenticato che la parola si riempie, si muove, rappresenta e risuona, perché dentro ha un’anima: la passione del poeta.
Una bella antologia “A parole – in Immagini” edita da Gazebo Firenze, 2008, raccoglie la produzione poetica dal 1963 al 2007 di una grande protagonista del Novecento: Mariella Bettarini.
Si tratta di un volume di 855 pagine che si apre con “Il pudore e l’effondersi” (1963-1965), e si chiude con “Alcuni testi inediti in volume” (1994-2007). Un’avventura per il lettore, sostanziosa e di lungo impegno.
Per questo, ma non solo, il libro è dotato di un segnalibro decoro ma anche invito alla diversità prospettica, grazie alle bellissime foto di Gabriella Maleti che riportano ad alcune poesie della raccolta. La Bettarini
vede la poesia come un’entità viva di per sé che non ha padroni né confini. È libera e accoglie tutto e tutti. È la terra di nessuno, il luogo dove l’azione si dilata, si allontana diventando altro da sé.

Orecchi ed occhi si ingannano
nella distanza ……
……e tu sai fin d’ora
che l’erba tagliata
rigetta……….
……eppure tutto questo
è ancora poesia e fantasima….

recita a pagina 30, aggiungendo subito dopo che tutto questo va scartato perché è il tempo della disobbedienza (1968). Ecco quindi un altro aspetto della poesia della Bettarini e cioè quello dell’impegno civile poiché il poeta, anche il poeta lirico, cantando di sé fra gli altri, canta di questi ultimi.
Difatti la Bettarini, senza ombra di dubbio, è, insieme a Pasolini, nel ‘900, la poetessa civile che individua nella poesia, una sua intrinseca carica rivoluzionaria. In una poesia a pagina 42 dice che

….l’amore
porta fuori strada e le scintille
provocate da una frenata
incendiano un bosco: questo
lo sanno i custodi del bosco,……..

E’ davvero curioso che quando m’imbatto in una poesia che mi prende,
finisco sempre per individuare lo sguardo d’amore. Allora provo la verifica tecnica. Vado a fare visita ai grandi poeti di tutti i secoli. Da Rudel a Dante, da Villon a Pascoli, da Cavalcanti ad Ungaretti e rilevo che non c’è poeta che non abbia avuto negli occhi la luce d’amore.
La Bettarini entra nella casistica perché la sua poesia civile è poesia d’amore. Sorgente fresca in un deserto disabitato perché nella società dei mercanti, la poesia non si fa merce. Non trova acquirenti, ma, se possibile, è più necessaria del pane. Questo mondo rumoroso e appariscente, spietato e disperato, impaurito e intemperante ne ha assoluto bisogno per esistere in sostanza e non sopravvivere in apparenza.
La produzione della Bettarini dal debutto ad oggi raccoglie 31 libri di poesia, 8 di narrativa, 6 di saggistica, uno di traduzioni. Partecipa a svariati video tra cui, rilevanti, risultano quelli di Gabriella Maleti e quello costituito da un’intervista fattale per l’Università degli studi di Firenze da Elisa Bigini. Ha fondato nel 1973 la rivista letteraria “Salvo Imprevisti” che dal 1993 ha preso il nome de “L’area di Broca”.
Ha collaborato con le più importanti riviste letterarie ed i più importanti quotidiani. Ad elencare tutto questo, non basterebbe lo spazio a disposizione. Per un po’ di campanilismo cito “Altri termini” e “Gradiva.
La prima diretta dal compianto Franco Cavallo. La seconda dal napoletano in America Luigi Fontanella.
Per chiudere dirò che la Bettarini, pur avendo attraversato tutti i sentieri dello sperimentalismo, ha utilizzato quest’esperienza solo e sempre per appuntare la parola e le immagini a supporto dell’amore per il più debole, che alimenta la sua ispirazione. Anche per questo la sua scrittura risulta in continuo movimento; c’è una fuga espressiva che non è mai il risultato freddo e forzato di scelte “politiche”. Utilizzando un’immagine della fisica, la poesia della Bettarini sembra rannicchiarsi tutta in quella differenza di potenziale che sempre c’è tra due poli: privato-pubblico, Maschio-Femmina, Dio-Natura, giudizio-pregiudizio e così via. È un poeta di confine che pur pressato dalla necessità di rinnovamento, non rinuncia né alla grande poesia della tradizione né alla sua anima.

Salvatore Violante

Una bella antologia edita da Gazebo
Firenze 2008, raccoglie la produzione
Poetica dal 1963 al 2007
“A parole – in immagini”
di Mariella Bettarini.

Di Salvatore Violante

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