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Recensione Gerald Durrell

Gerald Durrell

La mia famiglia e altri animali

Gerald Durrell La mia famiglia e altri animali
Gerald Durrell La mia famiglia e altri animali

Il libro è una spensierata descrizione del periodo trascorso dall’autore giovanissimo e dalla sua famiglia a Corfù. Pieno di aneddoti esilaranti e di personaggi originali, è scorrevole e appassionante. Così l’autore, che diventerà un celebre zoologo, presenta l’opera:


“In origine, doveva essere il resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono ritrovati sulla pagina non ne hanno più voluto saperne di levarsi di torno e hanno persino invitato vari amici a dividere i capitoli con loro.”


Ecco come racconta una giornata di pioggia inglese in cui l’idea di trasferirsi in un paese caldo viene discussa e maturata:


“Quello che ci vorrebbe per tutti noi “Disse Larry” è il sole.”


“Sì, caro, sarebbe bello.” Disse mamma senza ascoltare veramente.


“Stamattina mi è arrivata una lettera di George – dice che Corfù è magnifica. Perché non facciamo le valigie e non andiamo in Grecia?”


“Ora stai esagerando, Larry” disse mamma in tono querulo.”in ogni modo, ora come ora non posso partire. Devo risolvere prima il problema di questa casa.”


“Risolvere? Risolvere che cosa? Vendila.”


“Ma se l’ho appena comprata!”


“Appunto, vendila finché è in buono stato.”


”Non essere ridicolo, caro” Disse mamma con fermezza” Non se ne parla nemmeno. Sarebbe una pazzia.”


Perciò vendemmo la casa e scappammo dalla tetraggine dell’estate inglese come uno stormo di rondini migratrici.”


Ma il fulcro del libro è l’osservazione del comportamento degli animali; così il lettore impara ad amare rettili e tartarughe, gazze e gabbiani trascinato dall’entusiasmo e dalla simpatia con cui Durrell li descrive .


“Il nuovo arrivato (una tartaruga, ndr) fu formalmente battezzato Achille e si rivelò una bestiola intelligentissima, simpatica e dotata di un particolare senso dell’umorismo.”


“Oltre alla passione per le fragole, in Achille divenne sempre più forte la passione per la compagnia umana. Bastava che qualcuno andasse in giardino a prendere il sole o a leggere, e subito si sentiva un fruscio tra i dianti e la faccia seria e rugosa di Achille si affacciava tra le foglie. Se stavi seduto in poltrona, si contentava di avvicinarsi il più possibile ai tuoi piedi e là cadeva in un sonno tranquillo e profondo, con la testa pendula dal guscio e il naso appoggiato al terreno. Se però stavi sdraiato su una stuoia a prendere il sole, Achille era convinto che fossi disteso semplicemente per farlo divertire. Veniva barcolloni giù dal sentiero e montava sulla stuoia con un’espressione di estatica felicità sulla faccia … Poi sceglieva un punto della tua anatomia sul quale fare pratica di alpinismo ... Se portavi la stuoia altrove, Achille girava arcigno per il giardino finché non ti aveva ritrovato.”


“Quando il sole tramontava e i gechi cominciavano a sgambettare sui muri ombrosi della casa, Ulisse (il gufo ndr) si svegliava. Sbadigliava delicatamente, tendeva le ali, si puliva la coda, e poi rabbrividiva con una tale violenza che tutte le sue penne si arruffavano come i petali di un crisantemo sotto una raffica di vento. Essendosi così preparato per il lavoro notturno, emetteva un ‘chiùu’ di prova per assicurarsi che la sua voce fosse in forma, e poi con ali morbide spiccava il volo per vagare intorno alla casa silenzioso come un fiocco di cenere e atterrava sulla mia spalla. Per un poco restava là, mordicchiandomi l’orecchio, poi si dava un’altra scrollata, metteva da parte il sentimento e diventava pratico. Volava sul davanzale ed emetteva un altro ‘chiùu’ interrogativo, fissandomi con i suoi occhi color miele. Questo era il segnale che voleva le persiane aperte.”


Da leggere, raccomandato soprattutto agli amanti degli animali.

Di MCF

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