Recensioni libri

Nuto Revelli

Nuto Revelli biografia

Recensione

Foto

Libri


Autori
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

Scrittori presenti: 20347

Menu

Recensioni libri
News
Autori del giorno
Top20
Le vostre Recensioni
Newsletters
Percorsi Narrativi
I nostri feed RSS
I premi Nobel per la letteratura
Albo d'oro Premio Strega
Albo d'oro Premio Campiello

 

Recensione Nuto Revelli

Nuto Revelli

Il prete giusto

Nuto Revelli Il prete giusto
Nuto Revelli Il prete giusto

Un prete giusto e perciò scomodo
---------------------------------------

“ Era l’estate del 1982 quando don Raimondo Viale, il prete ribelle di Borgo San Dalmazzo, manifestò all’amico Mario Cestella il desiderio d’incontrarmi il più presto possibile. Quale il motivo di tanta urgenza? Aveva appreso che intendevo dedicarmi a una indagine sul clero della campagna povera, e voleva inserirsi nel discorso, ma subito, come se temesse di perdere l’ultima occasione di *consegnarmi* la sua storia di vita.”


Don Raimondo Viale (1907 – 1984) è stato un sacerdote piemontese della zona di Cuneo. Partigiano durante la seconda guerra mondiale, è stato insignito dell’onorificenza di Giusto d’Israele per aver soccorso e assistito dopo l’8 settembre 1943 centinaia di ebrei.
Si è sempre battuto contro le ingiustizie, patendo anche un soggiorno al confino, in uno spirito cristiano volto a soccorrere chi più ne avesse bisogno; uomo che non abbassava la testa nemmeno a rischio della vita, sarebbe rimasto poco conosciuto se Nuto Revelli non ne avesse scritto la biografia, frutto di diverse ore di registrazione, durante le quali il vecchio prete ha raccontato la sua storia, dalla nascita fino al dopoguerra.
Antifascista e anticomunista, in nome di quella libertà a cui ha sempre aspirato fermamente, Don Viale è indubbiamente un prete scomodo, uno che non sa tacere, né chinare la testa, e in questo contesto subirà un vero e proprio oltraggio con la “sospensione a divinis”.
Soldato di Cristo e non della Chiesa, scettico nei confronti del clero, tranne che nel caso di pochi sacerdoti, è contro qualsiasi potere che sovrasti gli uomini, uno spirito ribelle quindi, con caratteristiche di anarchico, un anarchico di altri tempi, pronto a sacrificare se stesso per portare avanti le sue idee e difendere i deboli.
La biografia è scritta in prima persona, insomma è Don Viale che racconta e si avverte chiara la trepidazione, o la commozione, quando ricorda l’infanzia, il seminario, la sua parrocchia, la persecuzione fascista. E’ un uomo anziano che parla, sconfitto e in preda a scoramento, ma nelle sue parole non c’è mai odio, magari un po’ di risentimento, ma questo è temperato dall’amore per tutti, compresi gli avversari e i nemici.
Non c’è discrasia fra il Don Viale prete e il Raimondo Viale uomo, anzi sono fusi mirabilmente in un’immagine di grande pathos. E così, come assiste spiritualmente tredici partigiani condannati alla fucilazione, porta conforto anche a una spia fascista condannata a morte dopo la Liberazione.
Ma quel suo non chinare mai la testa, dire sempre ciò che pensa, criticare anche la Chiesa finirà per fargli patire una condanna ben più grave del confino. Infatti, privato della sua parrocchia, chiuderà la sua esistenza in un ospizio.
A Revelli va dato il merito di aver portato alla luce un personaggio di così grande spessore, che altrimenti sarebbe rimasto sconosciuto ai più, un altro Perlasca, un altro Schiendler, gente che in umiltà ha dato prova di nobilitare l’umanità, in epoche in cui era più comodo e salubre tacere.
La biografia non è tuttavia completamente esauriente, poiché Don Viale va a memoria e molte cose si confondono o si dimenticano. Quel che manca, soprattutto, è il periodo di continui richiami, di reiterate diffide, che sfociarono nella “sospensione a divinis”. E’ possibile intuire il motivo, ma non è la stessa cosa che avere degli elementi certi, e non è improbabile che non sia stata una dimenticanza di Revelli, bensì una naturale ritrosia del prete a scavare in una ferita che non si sarebbe più rimarginata.
Il prete giusto è un libro intriso d’amarezza, ma è anche un grido, il grido di un uomo vecchio, malato e stanco che chiede giustizia, la prima volta per sé.
Da leggere, senza dubbio.


Di Renzo.Montagnoli

Nuto Revelli I Libri Biografia Recensione Le foto

Ti piace la scrittura creativa, la poesia e parlare di letteratura? Perche' non vieni sul forum di zam per incontrare nuovi amici con la tua passione!

 

Ultimi libri pubblicati di
Nuto Revelli
L'anello forte. La donna: storie di vita contadina
L'anello forte. La donna: storie di vita contadina
Mai tardi: Diario di un alpino in Russia (Einaudi tascabili. Scrittori)
Mai tardi: Diario di un alpino in Russia (Einaudi tascabili. Scrittori)
Revolutions & Revelations: June 12 to July 19, 1992
Revolutions & Revelations: June 12 to July 19, 1992
Hirschjagd Klassischer Bilderschatz
Hirschjagd Klassischer Bilderschatz
Kootut Teokset Vihko: 9, 11, 18, 12
Kootut Teokset Vihko: 9, 11, 18, 12

 Ora puoi inserire le news di zam.it sul tuo sito.
Pubblica le news

ULTIME NEWS
Premio Sulmona di giornalismo
[28-09-2018]
Mangia come scrivi: e la cena diventa spettacolo
[17-09-2018]
settimana dal 17 al 21 settembre 2018 a Fahrenheit
[17-09-2018]
La settimana di Fahrenheit
[11-09-2018]
Portoday 2018 una giornata dedicata alla scrittura a Treviso
[11-09-2018]
La prossima settimana a Fahrenheit da lunedi 3 settembre
[01-09-2018]
Riapre il Cinema Spazio Oberdan di Milano dal 16 agosto. Il Programma
[17-08-2018]
La prossima settimana a Fahrenheit da lunedì 13 agosto
[10-08-2018]
Leggi le altre News