Recensioni libri

Fiorella Borin

Fiorella Borin biografia

Recensione

Foto

Libri


Autori
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

Scrittori presenti: 20347

Menu

Recensioni libri
News
Autori del giorno
Top20
Le vostre Recensioni
Newsletters
Percorsi Narrativi
I nostri feed RSS
I premi Nobel per la letteratura
Albo d'oro Premio Strega
Albo d'oro Premio Campiello

 

Recensione Fiorella Borin

Fiorella Borin

Il pellegrino spagnolo

Un sogno di eternità
-------------------


“E’ labile, il confine tra i sogni e i ricordi. L’immaginazione è come una grossa pianta di edera che si arrampica lungo i muri di una casa e giorno dopo giorno, in tenace, silenzioso lavorio, si propaga sino a trasformare l’edificio in qualcosa di completamente diverso. Quella casa è la nostra memoria, destinata a una modificazione perenne, così lenta da risultare impercettibile e così inarrestabile da risultare fatale. Ogni volta che rievochiamo il passato, involontariamente concimiamo l’edera vorace: anziché portare alla superficie i ricordi, rinvigoriamo il parassita che sbocconcella, insieme agli intonaci, la verità.”


Montefalco è anche oggi un piccolo paese, famoso soprattutto per la sua splendida vista sulla pianura del Topino e del Clitunno, al punto che si è meritato l’appellativo di ringhiera dell’Umbria.
Come tutti i piccoli borghi italiani ha numerosi monumenti e chiese, fra le quali quella di Sant’Agostino, lungo il corso principale, in cui sono conservati i corpi delle Beate Chiarine e del Beato Pellegrino. Ed è di quest’ultimo che ci parla Fiorella Borin con questo affascinante romanzo, frutto di un miscuglio di diversi generi letterari, da quello storico a quello filosofico-religioso, dal fantasy alla commedia, non tralasciando il sentimentale e il comico.
L’originalità, quindi, non manca di certo e mi sento di poter dire che l’autrice ha profuso a piene mani le sue doti artistiche fino a concretizzare una grandiosa opera sinfonica, in cui sono presenti spunti rossiniani, svolazzi mozartiani, ma anche richiami a note più tenui proprie di Tchaikosvsky. Così, partendo da una leggenda sorta intorno a un pellegrino morto durante la preghiera nella chiesa di Sant’Agostino, Fiorella Borin, pur non distaccandosi dal filo conduttore della stessa, imbastisce un racconto che al suo interno ne contiene altri, pur se non indipendenti, e relativi a personaggi, di assoluta fantasia, funzionali alla storia stessa. E al di là di queste vicende, più o meno interessanti, quel che conta è la caratterizzazione dei protagonisti, che, usciti dalla penna, sono tanto reali da sembrare veritieri, cioè esistiti veramente.
In particolare c’è la figura di frate Aurelio, il monaco lettore, che con la sua naturale simpatia muove anche al riso, stemperando così la tragica vicenda di un amore, casto e puro, troncato prima del tempo dalla cattiveria degli uomini. Al riguardo, se la storia del pellegrino spagnolo - a cui viene anche dato un nome, anzi il primo di una lunga serie (José) - e di Giulia, la sua ragazza e poi sposa, muove a una nota malinconica di fondo, che è sempre presente in tutti i lavori della Borin, è pronto il riscatto con eventi quasi esilaranti.
Di protagonisti ce ne sono tanti, ognuno ben caratterizzato, in un intreccio che li vede comparire sulla scena in una sorta di carosello che li alterna argutamente al fine anche di divertire:
la iettatrice Gesuina, il tonto Marcuccio (ma poi non lo è così tanto), la barbuta Tommasina, l’aitante Roccioso perseguitato dagli uccelli, e tanti altri, che appaiono, scompaiono e ancora riappaiono, un mosaico di personaggi che sarebbero certamente piaciuti a Italo Calvino.
Ma non si ride soltanto, perché filo conduttore resta la storia della relazione fra José e Giulia, un’unione fatta di pennellate sfumate, di un sentimento etereo che sembra volare in cielo e che tocca l’animo, commuove, ci fa riflettere sull’autentico significato della parola amore.
Sono pagine di grande pathos, ma non ostentato, costruito con pazienza per farlo assimilare con gradualità, nel pieno rispetto del lettore che, se vorrà essere partecipe attivo, ritrarrà poi un rimescolamento interno, una riemersione di quel naturale senso di pietà spesso soffocato e che, provato, conduce a trovare un’insperata serenità.
Il libro, quindi, è molto bello, si legge bene e con piacere ed è per questo che lo consiglio caldamente.

Di Renzo.Montagnoli

Fiorella Borin I Libri Biografia Recensione Le foto

Ti piace la scrittura creativa, la poesia e parlare di letteratura? Perche' non vieni sul forum di zam per incontrare nuovi amici con la tua passione!

 

Ultimi libri pubblicati di
Fiorella Borin
La verità è oscura
La verità è oscura
Racconti nel castello. Primo Premio letterario internazionale «Città di Barletta»
Racconti nel castello. Primo Premio letterario internazionale «Città di Barletta»
I luoghi e i misteri dell'arte. Secondo premio letterario internazionale «Città di Barletta»
I luoghi e i misteri dell'arte. Secondo premio letterario internazionale «Città di Barletta»
I giorni dello sgomento
I giorni dello sgomento

 Ora puoi inserire le news di zam.it sul tuo sito.
Pubblica le news

ULTIME NEWS
Premio Sulmona di giornalismo
[28-09-2018]
Mangia come scrivi: e la cena diventa spettacolo
[17-09-2018]
settimana dal 17 al 21 settembre 2018 a Fahrenheit
[17-09-2018]
La settimana di Fahrenheit
[11-09-2018]
Portoday 2018 una giornata dedicata alla scrittura a Treviso
[11-09-2018]
La prossima settimana a Fahrenheit da lunedi 3 settembre
[01-09-2018]
Riapre il Cinema Spazio Oberdan di Milano dal 16 agosto. Il Programma
[17-08-2018]
La prossima settimana a Fahrenheit da lunedì 13 agosto
[10-08-2018]
Leggi le altre News