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Protagonista il poliziotto Mario Rossi alle soglie della pensione nella citt di Milano. Il romanzo costruito su di una particolare architettura del racconto, quasi a voler evocare la funzione formale ed amministrativa della scrittura e della parola: l'allegato. Il poliziotto chiamato ad indagare sulla morte poco chiara del vescovo Monsignor Azimont, prelato a capo di una fondazione benefica ma che in realt si occupa d'ogni tipo di affare, dal commercio di armi a quello di droga, al riciclaggio di cibi scaduti, ecc. Il singolare nome della organizzazione che vale un presagio anche tono della amara ironia che serpeggia in ogni accadere del romanzo: "In Hac Lacrimarum Valle" .Cuore del sistema d'affari e del racconto una potente finanziaria dove il denaro arriva per essere reinvestito in ulteriori business. Tutti i personaggi ruotano attorno alla fondazione che, a guardar bene, pretesto narrativo per mettere a nudo l'abiezione umana, fuori dun impossibile patteggiamento retorico. Ogni passaggio un "allegato" alle memorie che Mario Rossi va scrivendo nell'ultimo periodo di servizio presso il suo commissariato. I ricordi di giovent s'intrecciano alle vicende del caso Azimont. Ma neppure l si scorge un contrappeso alla miseria umana che il corso dell'indagine svela col progredire. Anche nel rievocare gli anni pi fervidi della sua vita, Rossi annota sullo stesso registro disillusione, amarezza ed abuso materiale e morale della buona fede e dei sentimenti altrui. Si potrebbe dire che sia il tradimento il vero protagonista: da come i diversi personaggi ne abusano fra loro, osservando quello del clero nei confronti degli stessi principi religiosi ed umani su cui fonda. I tradimenti politici e amministrativi, poi, spiccano per la intrecciata complicit degli uni con gli altri a danno delle povert pi misere. Infine, anche lamata Luisa che Mario Rossi non ha mai smesso di cercare, a volte nella pura fantasia, ha tradito. Lo ha fatto in modo cos radicale che il suo nome ora indica un'altra persona. Unaltra Luisa congeda il lettore e infila una speranza nel buio di notte. Pregio letterario potrebbe sicuramente annotarsi per i diversi stili usati nella trascrizione delle rispettive memorie dei personaggi principali, indirizzate alla vittima Azimont, da lui sollecitate quando ancora in vita. I testi entrano in possesso di Mario Rossi il quale, a sua volta, li riporta come allegati alle proprie memorie. In verit gli stili non sempre riescono a stabilire una particolare forma in conformit alla struttura caratteriale del personaggio estensore e del suo vissuto. Ma il tentativo, a volte anche riuscito, gi in s pregio duna scrittura che, se eccede la forma del romanzo, non si lascia confinare in quella del diario e propone unarticolazione molto varia di elaborazione letteraria, consentendo al linguaggio parlato di assumere forte dignit nel testo scritto. Il buio di notte, pu essere metafora quanto "In Hac Lacrimarum Valle" ma anche una condizione periferica in cui diversi personaggi si rifugiano o tentano di farlo, come la vittima Azimont. E lassenza di luce eccessiva, del bagliore centrale del potere che consente di riscoprire le stelle, una direzione, la speranza. E la risposta al cinismo disincantato, alla rassegnazione. stage
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