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Biografia Andrea Saviano
Andrea Saviano
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Nato a Chioggia (VE) il 24-06-1964, attualmente vive a Bassano del Grappa (VI) dove svolge la professione di esperto in lean-production e problem-solving. Per passione si diletta con un certo successo alla scrittura (narrativa, poesia, opere teatrali) e alle arti figurative. Il genere: duttile, spazia dalla narrativa classica iper-realista a quella fantastico/fiabesca sino a toccare il genere noir/pulp; le Sue opere più recenti sono di chiaro indirizzo cattolico, con un senso della Provvidenza quasi manzoniano. Lo stile: pulito, tende a indurre il lettore alla riflessione introspettiva sui più svariati argomenti del vivere sia nel quotidiano impatto esteriore che nella continua ricerca interiore. Dovunque affiora sempre, senza appesantire il testo, l'illuminazione filosofica dell'Autore. Da sempre contrario al sistema editoriale italiano. L‘Autore predilige «scrivere per essere letto che per essere pubblicato» (molti i lavori nei newsgroup o nel sito personale www.webalice.it/saviano.andrea), è da segnalare come emblema di tale canale di diffusione il racconto “I nostri sassi e il tempo”, scritto nel lontano 1985, che oltre a essere conosciutissimo è stato tradotto in varie lingue. L’Autore ha collaborato come pubblicista, giornalista ed editorialista al periodico “la Piazza”. Pur scrivendo racconti e romanzi sin da tenera età, ha pubblicato solo dopo il 2000 (alcune poesie all'interno dell’antologia “Colori”). Nel dicembre del 2006 è stato pubblicato il romanzo d’esordio dal titolo “Nei panni di mia moglie”, di cui l’Autore ha curato l’aspetto grafico della copertina, che ha vinto il premio letterario “Adotta un libro” e “Giovanni Verga”. La storia ha colpito il regista F. Rosi che ne ha chiesto i diritti cinematografici. Nel 2008 il racconto “La stanza dei bottoni” è stato pubblicato all’interno dell’antologia a fine benefico “Tutti i colori dei bambini”. Nel 2009 è uscito alle stampe il secondo romanzo dal titolo “Imago mortis - Un’esca per la regina nera”, opera in cui l’autore oltre a realizzare la copertina, accompagna il testo con delle illustrazioni (la trama ha ispirato l’omonimo film del regista Stefano Bessoni uscito nelle sale cinematografiche nel gennaio del 2009). Sempre nel 2009 l’Autore è stato selezionato dal curatore dell’antologia di AA.VV. “Accenti diversi, storie diverse” per il quale l’Autore ha scritto il racconto “Hotel Resort”. Il romanzo inedito “Guêpière, non c’è 2 senza 3 e il 4 vien da sé”, arrivato 2° al premio letterario “Fili di parole”, è attualmente in cerca di editore (si accetta solo la pubblicare senza contributo). Nel 2009 è stato intervistato dalla giornalista RAI Daniela Pulci per la trasmissione “La vita in diretta”, sempre nel 2009 il suo romanzo d’esordio è stato argomento centrale di una puntata della trasmissione di Marco Balestri su Radio 101 “Molto personale”. Nel 2010 è stato selezionato per un’intervista dalla Rete Comuni Italiani in rappresentanza della città di Bassano del Grappa. Sempre nel 2010 è stato intervistato per la testata internet “Lo schiaffo” e “Bassano NET. L’autore è presente nel sito letterario ZAM (http://www.zam.it) e sono state scritte recensioni su i suoi libri sui vari siti internet, in particolare sul sito qlibri (http://www.qlibri.it). PREMI LETTERARI Di recente (solo dal 2008) ha deciso di far giudicare da terzi alcuni propri lavori con i seguenti esiti: • 1° (vincitore) sez. romanzi inediti “Adotta un libro” – 2005; • 1° (vincitore) sez. romanzi editi “Giovanni Verga” – 2006; • finalista alla selezione sez. racconti per “Tutti i colori dei bambini” – 2008; • menzione speciale racconti “Il Montello” – 2008; • menzione speciale sez. racconti “150 strade” – 2008; • 1° (vincitore) sez. racconti “Gocce d’inchiosto” – 2008; • 4° (finalista) sez. racconti “ABiCiZeta” – 2008; • menzione speciale sez. poesia religiosa “Penna d’autore” 2009; • menzione speciale sez. 3 Poesie “Penna d’autore” 2009; • menzione d’onore sez. singola poesia “Penna d’autore” 2009; • menzione speciale sez. racconti “Voci” – 2009; • menzione speciale sez racconti “Il Montello” – 2009; • menzione speciale sez. racconti “Voci verdi” – 2009; • 4° (finalista) sez. racconti “Giovane Holden” – 2009; • 2° (finalista) sez. racconti “Dal manoscritto al libro” – 2009; • 4° (finalista) sez. racconti “Arcobaleno della vita” – 2009; • 2° (finalista) sez. romanzi inediti “Fili di parole” – 2010; • menzione speciale sez. racconti “Fili di parole” – 2010; • semifinalista sez. racconti “Penna d’autore” – 2010; • menzione speciale sez. racconti “Voci” – 2010; • 1° (vincitore) voto popolare per “Voci” – 2009; • 4° (finalista) “Il racconto nel cassetto” -2010. PUBBLICAZIONI ROMANZI: Nei panni di mia moglie – Imago mortis, un’esca per la regina nera RACCONTI: Costanzo show – La stanza dei bottoni – Rewind – La noia e il riposo – Hotel resort – Un’attesa snervante – Lo ZEN e l’arte della ricettazione della motocicletta – Non chiedere l’autografo all’assassino – L’aiutino – Il lavoro mobilita l’uomo POESIE: La lontananza – Addio papà – Z l’ultima poesia – Benedici il nostro amore, Signore – Lontano da qui – Palcoscenico – Il nome di una lacrima SINOSSI DEI ROMANZI “Nei panni di mia moglie” – 2006 – pagine 146 oltre 4000 copie vendute: La storia inizia in medias-res quando Felice – tranquillo uomo tutta casa, chiesa e lavoro (Felice Allamano) – si reca insieme ala moglie (Fortunata Allamano) da un consulente matrimoniale: il professor Sean Mac Koonbaa. Il professionista all’apparenza sembra tutto meno che “serio” e il suo approccio appare poco professionale, ma ben presto la coppia dovrà ritornare sul giudizio frettolosamente dato. Nel bel mezzo della notte, infatti, Felice si sveglia un po’ stranito e, recatosi al bagno, s’accorgerà di essersi trasformato nella moglie e che quest’ultima s’è trasformata in lui. Dopo l’iniziale rabbia i due vengono convinti dal consulente matrimoniale a provare cosa significhi l’immedesimazione dei ruoli l’uno dell’altra. Dopo varie disavventure, la coppia inizia ad abituarsi all’idea dei ruoli invertiti, vivendo momenti altalenanti di grande euforia e di somma disperazione in cui la figura del professore sembra rievocare a volte Virgilio e a volte Beatrice in un susseguirsi di inferno, purgatorio e paradiso. Felice, gradualmente prende coscienza dei propri limiti e del vero significato di parole come amore, matrimonio e sessualità. La sua visuale della vita, molto unilaterale, tenderà ad ampliarsi, realizzando una vera e propria rivoluzione copernicana nel modo di vedere il matrimonio e la vita stessa. I valori cattolici fanno da sfondo a tutta la vicenda, giacché la coppia si ritiene cattolica professante, pur contravvenendo spesso all’etica che ritengono propria. Al concludersi della settimana l’effetto dell’inversione di identità finisce e i due si trovano a dover affrontare il giudizio del loro severo maestro di vita. Un paio di colpi di scena ravvivano quindi il finale mantenendo fede al motto che sostiene: “le storie si giudicano solo alla fine”. Tuttavia la scritta FINE non pone termine al romanzo, poiché l’effettivo colpo di scena avviene nella postfazione, sottoposta all’attenzione del lettore come capitolo XVI e caratterizzata dal sottotitolo “ il vero colpo di scena”. “Imago mortis, un’esca per la regina nera” – 2009 – pagine 54: La storia inizia con una partita a scacchi metafora della lotta tra gli opposti (il bene e il male, la scienza e l’ignoranza, la vita e la morte) e pretesto per presentare i due protagonisti Raffaele Tiozzo (un teologo) e Filippo Boscolo (un fisico sperimentale). I due, cresciuti insieme, sono legati dalla comune passione per la Morte, intesa da entrambi come un’entità fisica in grado di privare gli esseri umani della vita. Dopo anni di teoria e speculazione i due si ritrovano per dare vita all’esperimento finale che dovrebbe permettere la cattura della Morte. Il fulcro centrale dell’esperimento è un macchinario fantascientifico: il tanatoscopio. Tuttavia, i primi esperimenti falliscono miseramente perché per catturare la Morte è necessario dotare la trappola dell’opportuna esca. Parte così la ricerca del giusto “pezzo di formaggio” per invogliare questo scomodo “topo” a farsi catturare. Il finale, aperto, porterà quindi i due protagonisti a ritrovarsi faccia a faccia con la loro odiata/amata nemica, avendo così la possibilità che la stessa possa svelare loro tutti gli arcani misteri di cui è custode. “Guêpière (non c’è 2 senza 3 e il 4 vien da sé)” – in cerca di editore (2° classificato a un concorso per inediti): La storia inizia con un breve preambolo che ricorda le presentazioni delle commedie del teatro shakespeariano. Nel prologo il protagonista: Giammarco Bondi, un uomo sposato di mezza età, introduce le vicende presentandosi al pubblico come un marito che nel mezzo del cammino di propria vita sia stato colto dal ghiribizzo di tradire la moglie. Proseguendo la vicenda scorrerà su più piani, infatti faranno altrettanto faranno le due contendenti Margherita Delprato (la moglie) e Jasmine Perhãria-Svolatzho (la fonte del desiderio) e, a metà della narrazione, comparirà con dignità di quarto protagonista un vecchio amico del periodo dell’adolescenza del protagonista: Adone Kastïg. Le vicende narrano in chiave tragicomica le vicende di un marito modello, che si lascia persuadere dall’idea di realizzare una liaison-dangereuse a tre (lui, lei e l’altra) per aggiungere alla propria quieta vita un qualcosa di particolari che renda il semplice termine tradire qualcosa di più forte dal punto emotivo come: tra|sgre|dire. Il nostro scoprirà tuttavia che tra il dire e il fare c’è una bella differenza dando luogo a situazioni al limite del paradossale. Un incidente d’auto e la conseguente botta alla testa porterà il protagonista a vivere in uno stato di continua allucinazione, con tanto di visioni oniriche, che renderanno il confine tra realtà e fantasia ancora più inconsistente. Verrà così a vivere situazioni che sarà difficile comprendere se si tratti di percezione alterata della realtà o di effettivi fatti. Nonostante occupi un numero ridotto di pagine, spicca la figura di strano santone di Adone Kastïg, egli dal passato torbido è salito alla gloria degli altari con il nome di Fra’ Stornato . Un frate che letteralmente perseguiterà il protagonista, fungendo da coscienza o, meglio, da “grillo parlante” di questo moderno Pinocchio tentato dal “paese dei balocchi” della perversione. I continui colpi di scena caratterizzano la narrazione, sempre mantenuta scorrevole e interattiva dagli improvvisi dialoghi tra Giammarco e il lettore, perché (come asserisce il protagonista nella premessa) lui si propone come fosse un trovatore che racconta delle scene dipinte su una lunga staccionata. Il lettore così si ritrova catapultato in una montagna russa in cui ha appena il tempo di divertirsi ed illudersi, per rimanere deluso dagli eventi che volgono in modo completamente diverso dalle attese ed essere nuovamente sorpreso del colpo di scena che riporta in carreggiata le altalenanti vicende. A rendere interattiva la narrazione una serie di note a piè pagina che il lettore è libero di leggere (aggiungendo così divertimento alla propria lettura) o tralasciare. Quando il racconto sembra volgere alla fine (la differenza tra ciò che sembra e ciò che è, risulta essere la caratteristica dominante in questa storia), una nuova virata realizza il vero gran finale, che come una terza di copertina che si sollevi rivelando altre pagine nascoste, fa sorgere il sospetto che il libro continui dietro quella piega e lascia al lettore una serie di dubbi su come in realtà si sia svolta effettivamente la vicenda. La tecnica di scrittura è innovativa e rende lo stile narrativo dell’autore quasi unico: note a piè di pagina, grassetto, inclinato guidano il lettore come fossero primi piani o zoom di una telecamera.

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