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Biografia Carlo Signorini
Carlo Signorini
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Carlo Signorini nasce nel 1941. E' quello destinato a dare seguito alla gloriosa tradizione famigliare del mosaico iniziata dal bisnonno Alessandro Azzaroni, attraverso il nonno Ulderico David, trasmessa dal padre Renato. Terminato l'istituto Statale per il Mosaico,viene assunto per un certo periodo dal Gruppo Mosaicisti dove partecipa per qualche tempo a lavori moderni importanti come il mosaico di Baldo Guberti o il mosaico su cartone di Hans Erni per la sede della televisione di Berna. Ma per diversi motivi, preferisce l’attività indipendente e nel 1963 accetta l’incarico di assistente ai corsi di mosaico dell’Accademia ed inizia l'attività in proprio partecipando ad alcuni concorsi, e entrando nel giro delle committenze private e pubbliche e in particolare cominciando a frequentare alcuni artisti conosciuti attraverso il padre. Il primo incarico importante fu il grande mosaico per il Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Firenze da un cartone del pittore Farulli. È da questo momento che si libera dall’incarico dell’Accademia e sviluppa l’attività dello studio “IL MOSAICO” dove confluirà anche il padre Renato nel 1973. Renato rappresenterà all’interno dello staff un punto di riferimento tecnico ed artistico molto importante, anche se l’attività complessiva dello studio e la sua espansione sarà interamente gestita dal fi glio Carlo, più determinato e aperto alle possibilità di sviluppo del lavoro sia nel settore del restauro, sia in quello più attuale e in crescita del mosaico artistico contemporaneo. Affiancato dalla moglie Brunetta Zavatti che saprà raccogliere e mantenere vivo il grande lascito professionale del suocero Renato, Carlo Signorini riuscirà negli anni successivi a consolidare importanti successi e riconoscimenti che portarono il mosaico ravennate ad un livello di indiscussa notorietà internazionale. Nel corso degli anni lo studio IL MOSAICO viene a contatto con numerosi artisti interessati a sperimentare la tecnica musiva: Enrico Baj, Carlo Berté, Andrea Cascella, Gino Cortellazzo, Corneille, Primo Costa, Adolphe Deville, Hervé Di Rosa, Paolo e Piero Dorazio, Hans Erni, Francesco Farulli, Salvatore Fiume, Manlio Geraci, Baldo Guberti, Virgilio Guidi, Jean-Louis Guitard, Renato Guttuso, André Lanskoy, Ben Lindström, Isabelle Lutz, Giovanni Job, Giuseppe Migneco, Mimmo Paladino, Marcello Pirro, Arnaldo Pomodoro, Pascal Proffit, Carlos Puente, José Ortega, Hans Richter, Bruno Saetti, Emilio Scanavino, Mario Schifano, Gino Severini, Maria Luisa Simone, Hans Sorensen, Costantino Spada, Nani Tedeschi, Katia Zoubtchenko, Gabrielle Warnier, Theo Jacobi. Con ognuno di questi vengono realizzati lavori singoli o più spesso cicli interi di realizzazioni musive e numerose esposizioni. Nel 1991 dà vita, dopo un lungo periodo di sperimentazioni con H. Richter e M. Pirro, ad un gruppo di lavoro sulle possibilità del mosaico nel design al quale collaborano artisti ed architetti fra i quali: Giovanni Bonesini, Marisa Cantucci, Saturno Carnoli, Maurizio Corrado, Elisabetta Gonzo, Elisabetta Marraffa, Gianni Veneziano, Alessandro Vicari. Realizza mostre personali e collettive in Italia ed all’estero e le sue opere sono esposte in numerosi musei e gallerie in Europa, Giappone e Stati Uniti. Fino al 1995 lo studio IL MOSAICO di Carlo Signorini ha funzionato come una vera e propria bottega rinascimentale dove erano sempre numerosi i giovani, anche stranieri, che si avvicinavano al mosaico, oppure quelli che, avevano terminati gli studi e cominciavano la propria attività entrando subito in contatto con le problematiche tecniche ed espressive più avanzate. Nello studio prima di via Argentario e poi di piazza Fiandrini, spesso intere squadre di giovani completavano finalmente la loro formazione collaborando direttamente con artisti di fama internazionalecome Music, Mimmo Paladino, Piero e Paolo Dorazio, Hans Richter, e tanti altri, partecipando ad esperienze irripetibili destinate a liberare grandi energie creative. Basti pensare alla sola collaborazione con Andrè Lanskoy, durata sei anni, quale formidabile trasmissione di competenze e di creatività abbia significato per alcuni giovani mosaicisti, rendendo possibile per alcuni di loro anche il superamento del livello meramente artigianale del mosaicista interprete ed una loro affermazione come artisti tout court. Nei vent’anni dal ’72 al ’92 Signorini con una squadra di giovani mosaicisti specializzati nel restauro, gestisce importanti cantieri in Puglia per il restauro di complessi musivi romani e bizantini a Canosa, presso le cattedrali di Trani, Bari e a Otranto dove l’imponente restauro del memorabile mosaico pavimentale della cattedrale, durerà ben quattro anni. Poi i lavori di restauro presso i musei di Taranto e di Brindisi; al pulpito di Donatello a Prato ed alla villa romana di Echternach in Lussemburgo. Dal 1995 Carlo Signorini vive e lavora in Lussemburgo: a Vianden, una cittadina molto tranquilla che ospitò l’esilio di Victor Hugo, a due passi da Francia, Germania e Belgio. Decide di traferirsi con l’occasione della scelta del Lussemburgo a capitale della cultura Europea e con la richiesta molto allettante di progettare, realizzare e gestire una mostra molto importante nel Granducato con la quale avrebbe potuto promuovere il mosaico nella zona più ricca e strategica del Nord Europa. Il lavoro di allestimento, direzione e gestione di attività dimostrative impegnò un arco di ben otto mesi a fronte di diverse centinaia di migliaia di visitatori. Il successo di questa iniziativa significò per Carlo Signorini il contatto anche con innumerevoli interlocutori privati e pubblici, e la conferma del valore esclusivo del mosaico. Decide per questo di stabilirsi defi nitivamente in Lussemburgo, spinto anche dalla convinzione che a Ravenna un ciclo si fosse defi nitivamente concluso e che le nuove prospettive della modernità non lasciassero troppo spazio a competenze come le sue, così troppo saldamente legate al passato e alla tradizione.

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