| Biografia Torborg Nedreaas |
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Torborg Nedreaas (Bergen, 1906 – Nesodden, 1987) fu una delle voci più originali e coraggiose della narrativa norvegese del Novecento. Autrice anticonformista, attenta alle ferite della storia e alla vita interiore delle donne, divenne celebre per la sua capacità di infrangere tabù con una scrittura insieme poetica, realistica e politicamente impegnata. La sua opera più nota è la trilogia su Herdis Hauge — "Trylleglasset" (1950), "Musikk fra en blå brønn" (1960), "Ved neste nymåne" (1971) — considerata una delle grandi storie di formazione della letteratura norvegese.
Nata in una famiglia piccolo-borghese e socialmente ambiziosa, trascorse l’infanzia tra Bergen, Stord e un periodo a Hellerup, vicino Copenaghen. Le sue radici familiari, segnate anche da un’importante eredità ebraica materna, alimentarono una sensibilità che si sarebbe riflessa nella sua narrativa, soprattutto nei libri dedicati alla giovane Herdis. Dopo una formazione musicale e un debutto come pianista, sposò nel 1930 Nicolay Kieding, da cui ebbe due figli.
Il distacco dal marito nel 1938 la spinse verso la scrittura come mezzo di sostentamento: racconti per settimanali e soap radiofoniche firmate “Tob Kieding”. Due amiche scrittrici, Annik Saxegaard e Zinken Hopp, la incoraggiarono a usare il dialetto di Bergen e a coltivare uno stile personale, radicato nella realtà quotidiana. Frequentò l’ambiente bohémien di Parigi, ma seguì anche con fervore i dibattiti politici a Bergen, avvicinandosi al comunismo.
Durante la Seconda guerra mondiale si trasferì a Stord per proteggere la madre dalle persecuzioni antisemite. L’impegno politico si intensificò e la trasformò in una scrittrice “seria”. Il suo esordio nella narrativa avvenne con la raccolta "Bak skapet står øksen" (1945), che suscitò scalpore per l’empatia verso le ragazze norvegesi legate ai soldati tedeschi. Dal dopoguerra fu attiva nel giornalismo comunista e nella vita culturale di Bergen e Oslo. Nel 1947 sposò il comunista Aksel Bull Njå e si stabilì a Nesodden; entrambi vennero espulsi dal Partito Comunista nel 1949, ma rimasero fedeli alle idee della loro cerchia.
Il romanzo "Av måneskinn gror det ingenting" (1947) consolidò la sua fama: una storia cruda e intima di aborti autoinflitti narrata con realismo sconvolgente. Tradotto in molte lingue e diventato un libro di culto, rimane una delle opere più radicali della letteratura norvegese sul desiderio e sul corpo femminile.
La trilogia di Herdis Hauge rappresenta il nucleo più duraturo della sua opera. Attraverso gli occhi di una bambina e poi di un’adolescente, Nedreaas intrecciò critica sociale, psicologia infantile e un immaginario sensoriale ricchissimo, rinnovando la tradizione realista. Per "Trylleglasset" ottenne il primo "Norwegian Critics’ Award" (1951).
Negli anni Cinquanta divenne una voce riconosciuta anche in radio, come commentatrice, lettrice delle proprie opere e autrice di radiodrammi come "Madame" (1956) e "Siste stasjon" (1958). La sua scrittura rimase sempre focalizzata sulle donne, spesso in modo controverso, motivo di critiche ma anche di grande considerazione negli ambienti letterari radicali del dopoguerra.
Pur accusata da alcuni di ingenuità politica durante la Guerra Fredda — soprattutto dopo il romanzo apocalittico "De varme hendene" (1952) — ritrovò consenso unanime con "Musikk fra en blå brønn". Alla sua opera furono dedicate celebrazioni prestigiose, e nel 2021 è stata istituita una borsa di studio a suo nome.
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