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Post - Faber

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Pensieri, riflessioni, saggi / Il valore delle immagini...
« il: Aprile 25, 2021, 15:38:56 »
Che valore diamo alle immagini, ai ricordi o alle sensazioni che, guardando, ad esempio da una finestra, possiamo provare. Ricordo molto bene che in questa occasione (era un pomeriggio avanzato di settembre) guardando fuori dalla finestra (così mi era stato suggerito dal fotografo) potei scorgere la strada sottostante, quasi vuota, un po' sonnolenta sino a pochi minuti prima. Si, perchè inaspettatamente alcuni amici e parenti si erano dati appuntamento, proprio lì sotto, per "Farci la Festa!" Le ragioni sono ben note: io e Giusy eravamo convolati a nozze pochi minuti prima. Ma, se ripenso bene a quegli istanti e, volendo, renderli ancor più unici almeno nella mia memoria, aiutata oggi dall'immagine che qui vado a proporvi, non posso fare a meno di rievocare sensazioni e fantasia che, di solito, provo quando mi approccio ad un panorama (attraverso una finestra, appunto!).
"Uno sguardo dalla finestra". Mi sporsi solo per qualche istante dalla finestra di quella stanza, oggi illuminata a festa, da dove potevo immaginare il mare palermitano, che bagna lá il suo Golfo e la Città, che al navigante appare orgogliosa e forte, lì proprio sotto il Monte Pellegrino, che la sovrasta, mentre sembra proteggerla dai marosi e dai venti di Maestrale. Ma ancora di più, facendo ricorso alle conoscenze geografiche della zona, intravedere oltre le colline che da Marineo si dilungano sino a Misilmeri e Villabate ed oltre, solcando il mare che punta a nord ovest e a nord est l'Isola di Ustica ed il gruppo delle Eolie: uno spettacolo di tanta bellezza, quasi da mozzare il fiato. Purtuttavia, ciascuno a suo modo, giocando con la fantasia, potrà vedere dalla propria finestra lo spettacolo che più lo aggrada, tra visione e realtà, quasi come quando si giocava da bambini e si immaginavano personaggi e situazioni che ci accompagnavano nel gioco di bimbi. Questo sguardo, ancora incantato, lo dono a Giusy, la Donna che poco prima, proprio in quella stanza, alla presenza del Sindaco del nostro paese, aveva scelto di condividere con me, per il resto della nostra Vita, "Realtà e Fantasia"; "Desideri e Speranze", magari aiutati da uno sguardo beneaugurante fatto, questa volta insieme, da una finestra dalla quale si poteva, solo ora, scorgere la vita futura: tra sogno e realtà.

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Presentazioni / Re:Evviva!
« il: Agosto 25, 2020, 11:37:55 »
Lei, Presenza, c'è sempre stata, con il pensiero ed il sentimento. Tant'è che ora è qui, con noi, i nostri scritti e le nostre condivisioni...Ciao Presenza, Amica di sempre :-[

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Anch'io Scrivo poesia! / Re:Commiato
« il: Agosto 22, 2020, 08:35:18 »
Un pensiero che si colloca al di qua ed al di là del tempo...come una farfalla smarrita cerchi la tua strada...i ricordi, come un bagaglio che ti affardella, non aiutano.  :-[

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Pensieri, riflessioni, saggi / Sopravvivenza
« il: Aprile 19, 2020, 19:24:39 »
Guardo distratto la pagina di Facebook, che caparbiamente chiede: A cosa stai pensando? Già, fosse facile! Pensare, riflettere, avere un'idea o, almeno, tentare di farsela, questa benedetta idea da comunicare a qualcuno o attraverso uno dei social! Comincio a scorrere (scrollare si direbbe tra i nerd o più esperti di sistemi informatici) la pagina e via: tutti sembra abbiano sempre e comunque da far vedere, leggere o ascoltare. Siamo diventati giornalisti, fotografi, opinionisti, anche di materie astruse o assai lontane dai confini dei nostri tempi scolastici...eppure esprimiamo perché ne sentiamo la voglia, il bisogno. Forse per sentirci meno isolati di questi tempi di isolamento forzato, tra le nostre mura, nei condomini, nei quartieri delle città, come anche dei paesi. I paesi: già almeno nei paesi è più facile comunicare, anche dalle finestre o dai balconi per rinnovare, magari con un canto o una suonata il nostro inno alla vita: comunque sia. Tuttavia, la mia vera riflessione è un'altra e giunge da lontano, geograficamente parlando. Giunge da quell'Oriente del mondo che così poco conosciamo e che pure avrebbe da dire ancora molto all'Occidente, sazio, ricco e prono davanti a quel Virus, che tutti oramai conosciamo, che ci ha messi letteralmente a terra, sconfitti ed impauriti. L'Oriente, oggi, potrebbe raccontarci di una ricerca biologica forse iniziata con le migliori intenzioni, ma poi finita come si sperava non dovesse accadere mai: la fuga del virus da un laboratorio di ricerche. Già, questa è la notizia che oggi imperversa sui sistemi integrati e globalizzati dell'informazione: pare, si dice che la notizia sia stata commentata da un Premio Nobel della ricerca biologica: Montagnier. Non si deve, non si può certamente scherzare con la Natura, specie quando ci si diletta a combinare il DNA di un famiglia di virus con un'altra, magari per trovare delle risposte o soluzioni per contrastare altre malattie. O, se lo si fa, si dovrebbero usare non una, non cento, non mille ma infinite forme di sicurezza, perché non accada quello che tutti stiamo vedendo da mesi a questa parte! E allora la riflessione è tutta qui, in tutta la sua tragicità, se fosse accertato che veramente è andata come ho appena descritto: non dobbiamo giocare a sostituirci alla Natura. Non ne siamo all'altezza. Questo cambierà le cose, il modo di pensare e di agire del genere umano?! Credo e spero di si, poichè le pandemie hanno mietuto nel passato milioni di morti, dimostrando tutta la fragilità dell'uomo, da domani il nostro stile di vita, gli equilibri con la natura che ci circonda ed il rispetto verso il pianeta che ci ospita dovranno necessariamente cambiare radicalmente. Il pericolo, neanche tanto irreale, potrebbe essere l'estinzione del genere umano. In fondo, questa pandemia segue altre che ci hanno già colpito ed è logico attendersene delle altre, giacché i virus fanno il loro mestiere, da milioni di anni: sopravvivere! Vuoi vedere che il genere umano dovrà imparare, questa volta, proprio dai virus la lezione della sopravvivenza?!

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A cosa penso, mi chiede imperterrito Facebook nonostante siano passati ben due anni dal mio intervento, che vado a riproporvi, poichè la "Parola" come mezzo di comunicazione tra gli umani (e non solo) attende, oggi come allora, alle stesse esigenze: l'informazione. A cosa penso, insiste la pagina ora bianca del mio profilo. Penso (e qui lo scrivo) che siamo davanti ad una emergenza sanitaria di proporzioni certamente non comuni. Penso che il Governo stia facendo il possibile per porvi rimedio. Tuttavia, si tengano presenti alcuni punti, imprescindibili se vogliamo sconfiggere un nemico vecchio quanto il mondo, invisibile e trasformista: dobbiamo unire gli sforzi comuni; dobbiamo attenerci, con scrupolo ed intelligenza, alle prescrizioni sanitarie che sono state diramate, non dobbiamo cadere nella trappola della paura, poiché ci farebbe assumere comportamenti che vanno esattamente al contrario della direzione verso cui dovremmo, invece, andare tutti insieme. E' una lotta comune, senza quartiere, indispensabile, per noi, i nostri cari, le persone più deboli e per la società tutta.
A cosa penso: penso che l'Umanità abbia ancora davanti a sè tanta strada da fare; penso che i virus, in generale, ed il "Coronavirus", nella variante 19 in particolare, siano venuti al mondo milioni di anni prima della cd vita intelligente. I virus, prima, ed i batteri, poi, sono all'inizio dell'evoluzione degli esseri viventi sulla Terra. Hanno dovuto lottare lungamente per sopravvivere e, nel corso delle ere geologiche si sono trasformati ed evoluti, per giungere sino al presente. Chiunque, nel corso della propria vita, è entrato in contatto con virus e batteri, lo sappiamo bene, sono la nostra maledizione e la nostra sopravvivenza, al tempo stesso: ci sono quelli buoni e quelli cattivi, come in tutte le cose e le forme di vita che ci circondano. Alcuni, pertanto, li dobbiamo combattere, altri possono essere nostri alleati, altri ancora, sebbene pericolosi, li usiamo per fare da viatico nelle vaccinazioni, aiutandoci a sconfiggere il "nemico del momento": in questo modo funzionano i vaccini. Il nostro stesso intestino "vive" attraverso colonie di batteri, non tutti patogeni, anzi, sono il mezzo attraverso il quale possiamo garantirci la salute ed un'esistenza serena. A cosa penso: che non siamo immortali, semplicemente. La nostra specie, si sta ancora evolvendo. L'umanità vive in simbiosi con il pianeta Terra, e pur tuttavia, la maggior parte delle volte non ne ha rispetto! Tutto questo vi pare razionale? Le forme di vita reagiscono, si ribellano, si armano per sopravvivere...all'uomo, quando questi non rispetta la regola principale: il rispetto della vita stessa, sotto qualsivoglia forma essa si esprima. Penso che la nostra tracotanza, come specie, abbia superato ogni limite razionale ed accettabile: inquinamento, deforestazione, distruzione di molte (troppe) specie viventi, spesso per puro divertimento, depauperamento delle risorse naturali ecc. Cosa lasceremo alle future generazioni? Un mondo vivibile o cosa?! A cosa penso? Penso che oggi il nemico è un insidioso virus, più insidioso e virulento, rispetto ai precedenti (quelli che ci hanno fatto ammalare di influenza negli anni trascorsi); che occorreranno determinazione, studio e conoscenza per poterlo sconfiggere (ci vorrà necessariamente del tempo per sviluppare un vaccino, almeno 6 mesi o un anno); che ci dovremo attenere a determinate regole comportamentali, pur tuttavia non dovremo dimenticare gli "altri problemi", quelli che abbiamo concorso a creare con i nostri comportamenti irresponsabili o troppo spesso egoistici, se vorremo lasciare un pianeta, la nostra Madre Terra, alle future generazioni. Quelle stesse generazioni che, a parole, vorremmo difendere e tutelare. Si, oggi è a queste considerazioni che volgo il mio pensiero. Mentre sono seduto alla mia scrivania, a casa, scrivendo. Mentre evito di uscire, mentre mi attengo, come la maggior parte dei cittadini, alle prescrizioni che le Autorità hanno impartito: se vogliamo, tutti insieme venirne fuori dall'ennesima epidemia, oggi, pandemia, forse, domani se dovessimo raggiungere quota 6% dell'intera popolazione mondiale. Ma questi sono solo numeri, che spaventano, certamente. La storia, la madre storia, che dovrebbe insegnarci qualcosa, ci racconta di molte pandemie già avvenute e superate, talvolta a caro prezzo in vite umane. Ma ne siamo sempre venuti a capo della crisi, pur con i pochi mezzi che si avevano a disposizione: oggi è certamente diverso, poiché abbiamo le conoscenze, le strutture sanitarie e, presto, anche il vaccino per superare questa particolare influenza. A condizione che si riesca e si voglia davvero fare "squadra!", mettendo da parte atteggiamenti irresponsabili ed egoistici. A questo ho pensato, e ve l'ho partecipato in questo mio profilo social.

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Il Mobile World Congress, in programma a Barcellona per lunedì 17 febbraio, non si farà: una notizia che dovrebbe fare riflettere, in tempi di "Corona Virus".
Ebbene si, la "Fabbrica del mondo", la Cina, insieme ai più grandi produttori di tecnologia del pianeta, che non a caso prendono piede dal "lontano?" oriente, ha deciso di non dare vita, come di consueto, al grande congresso internazionale di Barcellona, proprio in ragione del pericolo derivante dalla diffusione del virus, in questo caso sul territorio europeo. Tutto questo non fa bene nè alla salute nè, tanto-meno, all'economia, tenuto conto dei legami, sempre più stretti, tra le economie dei vari produttori, in ogni angolo del nostro pianeta. Economia globale: ecco quali potrebbero essere, ed in parte lo sono già, i lati più deboli del sistema investimenti/produzione/vendita: è sufficiente la diffusione, vera o presunta,"Globale" di una "pandemia in oriente ì, a far andare in tilt la "Fabbrica del mondo" e con esso l'intero sistema produttivo-distributivo, che ha, come immediata ripercussione, la caduta delle Borse e dell'economia mondiale. Si comincia, per esempio, dalla soppressione di alcuni eventi mediatici, per continuare con il blocco della produzione e delle vendite, per poi proseguire con il crollo del consumo sia di energia elettrica sia di petrolio ed ecco che, inaspettatamente, anche il prezzo del petrolio, e dei carburanti, subiscono un tracollo immediato! Insomma, l'economia "Globale" entra in crisi, mandando all'aria tutti i piani programmatici delle nazioni più progredite...e se tutto ciò dovesse continuare per altre settimane o mesi?! Chi si ricorda della "Grande crisi" americana del 1929? Provate solo ad immaginare oggi cosa potrebbe essere, se solo si immagina alle conseguenze, terribili, che potrebbero verificarsi in conseguenza dei licenziamenti, la mancanza di lavoro, di derrate alimentari, dei servizi ecc.Oggi, in un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso, ma, al tempo stesso, sempre più fragile, proprio a causa della inesistenza, o annullamento, delle distanze e delle barriere fisiche! Insomma, un raffreddore in Cina può equivalere ad un disastro economico in Europa. Una pandemia in Oriente, non è contenibile, considerata la velocità ed i volumi di persone che si spostano continuamente da una parte all'altra del pianeta, ed ad una velocità, solo ieri, neanche immaginabile. La ricchezza e la povertà, insieme, dipendono dalla Status quo delle Nazioni, grandi e piccole, ricche, meno ricche o povere, poichè la globalità non consente disomogeneità: anche se questa dovesse dipendere, appunto, da una malattia di origine virale: pena il ritorno al Medioevo dell'umanità!

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Pensieri, riflessioni, saggi / Per non dimenticare
« il: Gennaio 28, 2019, 10:04:45 »
27 gennaio 2019: 27 gennaio 1945 l'esercito russo, nella sua avanzata inarrestabile in terra polacca, vittoriosa sull'esercito del Terzo Reich, si trova davanti a sè il Campo di Concentramento di Auschwitz Birkenau. Al suo interno ancora sopravvivevano circa 7.000 ebrei, abbandonati lì dai nazisti in fuga, perchè considerati malati o troppo deboli per affrontare "La lunga marcia" verso i campi di sterminio situati più a ovest della Polonia. L'apertura di quei cancelli e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. Milioni di uomini, donne e bambini perseguitati dalle" Leggi razziali" e poi strappati alla loro vita e portati nei lager, da dove in pochi sono tornati. Il 27 gennaio è stato scelto dall'Onu come "Il giorno della memoria" per commemorare le vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. E’ un pezzo agghiacciante della nostra storia che non può essere dimenticata. Davanti al fuoco, ora acceso e scoppiettante, stavo riflettendo su questo passo tragico e vergognoso della nostra storia più recente. Riflettendo, mi sono reso conto che, nonostante le numerose testimonianze dei sopravvissuti ai lager o campi di concentramento, la tendenza oggi è quella di dimenticare l'orrore ed il concetto stesso di genocidio, che furono l'idea e l'obiettivo principale dell'ideologia e della politica nazista, prima, e fascista a cominciare dal 1938, con le vergognose "Leggi sulla razza", che macchiarono indelebilmente la storia del nostro Paese. Dobbiamo, pertanto, continuare a rammentare alle giovani generazioni cosa furono gli stermini di massa, in nome di una ideologia. Cosa sono stati (perchè sono realmente esistiti) i Campi di sterminio, dove vi trovarono la morte decine di milioni di essere umani, e non solo gli ebrei! Da alcuni anni a questa parte, si sta facendo strada la "Teoria del negazionismo" il cui assunto è la negazione della veridicità dell'Olocausto, ossia del genocidio degli ebrei da parte della Germania nazista. Questa teorizzazione, attraverso l'uso spregiudicato e ideologizzato di uno scetticismo storiografico portato all'estremo, nega una serie di eventi connessi al fascismo e al nazismo; secondo questa teoria, l'Olocausto stesso sarebbe un'enorme finzione, funzionale alla demonizzazione della Germania, alle politiche sotterraneamente perseguite dai circoli ebraici mondiali e alla creazione e difesa dello Stato d'Israele. Il 27 gennaio è stato scelto dall'Onu come "il giorno della memoria" per commemorare le vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. E’ un pezzo agghiacciante della nostra storia che non può essere dimenticata. Mentre il fuoco nel caminetto continua a scoppiettare, riscaldandomi le gambe ed il viso, in questi giorni di freddo invernale, ripenso aiutato dalla memoria delle testimonianze, dei racconti o dei numerosi film realizzati dagli anni del dopoguerra ad oggi, o dal Libro di Primo Levi, "Se questo è un Uomo", o ancora dal "Diario di Anna Frank", tutte testimonianze di atroci sofferenze perpetrate unicamente in ragione di un credo ideologico, la cui realizzazione, a cominciare dagli anni 20 della storia europea, non fu osteggiata dalle masse o dalle classi abbienti. Anzi, la stessa Chiesa romana, per puro calcolo politico, girò il proprio sguardo altrove, anche dopo le deportazioni di massa del ghetto di Varsavia o di Roma, tanto per citare quelle più ricordate (ma certamente non furono le uniche). Dallo storico "Processo di Norimberga" , che riconobbe, condannandole, le molte colpe e le atrocità sanzionate e realizzate dalla gerarchia nazista, ad oggi il processo alla storia d'Europa e dei suoi popoli non si è ancora del tutto concluso, tenuto conto di un certo ritorno culturale e politico verso una politica ideologicamente spostata a destra, che non vede di buon occhio le attuali politiche economiche e sociali della moderna Europa dei 27 Paesi (Il Regno Unito, com'è noto ha scelto di separarsi) e, soprattutto, rifiutando l'ulteriore apertura delle frontiere ai disperati, provenienti da quei Paesi flagellati da guerre o dalla miseria. La Storia, maestra di vita, foriera di esperienza, ci ricorda, semmai ve ne fosse ancora bisogno, che le guerre sono sempre state scatenate per obbedienza ad una religione, ad una ideologia ma solo come pretesto per "allargare il sacro suolo della patria" o "lo spazio vitale necessario alla crescita della nazione", tanto per citare alcuni tra i più noti discorsi fatti in epoca nazifascista, ma le cui radici affondano alle origini dell'Impero Romano e oltre. L'umanità tenga ben conto, oggi più di ieri, quanto sia facile aderire alle soluzioni più semplicistiche per superare i problemi di un Paese, in nome della difesa dello stile di vita al quale siamo abituati, non importa se a spese di altri; ma tenendo però ben presente il pericolo che si corre, quando si chiudono occhi e orecchie verso le richieste di aiuto da parte di quei popoli ridotti allo sfinimento, per una vita che non ha più sbocchi nè speranze. L'egoismo di ieri, come quello di oggi, potrebbe condurci, più o meno consapevolmente, ad una nuova guerra tra i popoli. Ad un nuovo Olocausto dell'Umanità, se si considera la potenza distruttiva degli armamenti moderni. Nel 1945, del 27 mese di gennaio, le porte del Campo di Concentramento di Auschwitz, si aprirono definitivamente per i 7.000 prigionieri, quasi tutti ebrei, che ritrovarono la libertà; tra questi anche un italiano che, dopo un lungo e rocambolesco viaggio fatto a piedi e in treno attraverso mezza europa, alcuni anni dopo, descrisse i fatti, la storia e l'inferno che furono quei campi di concentramento. Quell'uomo era Primo Levi: "Per non dimenticare".

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Pensieri, riflessioni, saggi / Re:La mente è un filo di capello
« il: Gennaio 13, 2019, 13:12:14 »
Profonda riflessione, che non poteva che giungere da lontano: la saggezza di chi ci ha preceduti sulla lunga strada della vita.
Brava, come sempre  :rose:

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Apro Facebook, la mia pagina sibillinamente mi chiede: A cosa stai pensando?
Penso alle parole che, incontrandomi quest'oggi, in questo spazio virtuale, in questo tempo mi suggeriscono di esprimere un pensiero, uno stato d'animo oppure un parere, un'idea un sentimento su qualcosa, qualcuno oppure un ricordo...
Allora mi vien fatto di pensare quanto sia importante e, alle volte, esaustiva la parola: tra gli uomini, nella storia della civiltà umana, nella cultura come nella politica, nei rapporti tra le persone, in famiglia come all'esterno di essa, al lavoro come nel tempo che dedichiamo allo svago ed al gioco. Ancora, la parola come atto di preghiera o di speranza, come sopraffazione o sottomissione, come aiuto e dono o condanna.
A cosa sto pensando, mi chiede ancora ineffabile la mia pagina Facebook all'apertura, quando ancora non ho né letto né scritto alcunché, almeno per oggi e comunque sino ad ora.
Penso, invece, questo sì alle molte ridondanti parole usate e abusate nel mondo della politica, prima e dopo la campagna elettorale, conclusasi lunedì scorso, subito dopo i risultati del voto dei molti, moltissimi italiani che, in Italia e all'estero, hanno espresso con la "parola scritta" su di due fogli (uno per la Camera dei Deputati e l'altro per il Senato della Repubblica) il loro dissenso, la loro stanchezza, la "caduta" degli ideali propri della politica (gli schieramenti a sinistra o a destra delle ideologie che sono state peculiarità dei due secoli precedenti) per manifestare con forza e decisione la volontà di un vero cambiamento di rotta, questa volta, che non ha più niente in comune con le promesse elettorali (mai mantenute, persino il giorno dopo gli ultimi referendum della nostra Repubblica) che hanno fatto da filo conduttore agli ultimi governi succedutisi negli ultimi dieci anni almeno.
A cosa penso? Penso che il Presidente Mattarella, proprio attraverso la parola (la sua) dall'alto del Colle del Quirinale, dalla sua posizione Super partes, quale garante della Costituzione, ha certamente fatto bene, assolvendo ad uno dei suoi doveri costituzionali, ad invitare i partiti tutti, i loro rappresentanti insieme ai loro segretari e presidenti, ad uno sforzo comune per il bene del Paese al fine di cercare una via per garantire la governabilità di questo Paese.
A cosa penso, continua a chiedermi imperterrito Facebook, mentre altre riflessioni scorrono nella mente. Mi chiedo cosa si aspettino gli oltre 60 milioni di italiani, gli altri 500 milioni circa di cittadini europei (compresi quelli della Gran Bretagna, ancora in fase di brexit!) dalle scelte dei nostri politici e da quelle dei componenti il governo europeo. Mi chiedo, probabilmente in un interrogativo comune che ci riunisce tutti nell'attesa, quando la politica ed i suoi primi attori smetterà di essere parolaia ed inconcludente; quando saprà essere davvero capace di guardare avanti, proponendo progettualità, crescita e democrazia tra i popoli. L'Europa, culla della cultura occidentale, negli ultimi 60 anni ha saputo e voluto garantire la pace e la crescita tra tutti le nazioni che la compongono, questo è bene non dimenticarlo, specialmente quando si pronunciano discorsi che arringano cittadini stanchi, delusi, arrabbiati, disoccupati o malpagati. Quando si cavalcano le onde della protesta, nella facile proposizione di politiche che, promettendo tutto a tutti, dimenticano poi di ricercare concretamente i modi per renderle fattive!
La parola è stata protagonista della storia dell'umanità, ne ha scritto e raccontato della sua nascita e crescita: vediamo che qualcuno non debba usarla per scriverne, in futuro, il suo epilogo.
A questo, oggi, ho pensato mentre aprivo la pagina del mio profilo Facebook.

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Anch'io Scrivo poesia! / Re:Solo
« il: Marzo 08, 2018, 15:43:27 »
Bella e struggente questa solitudine gridata e, forse, inascoltata.

 :rose:

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Anch'io Scrivo poesia! / Re:Segreti
« il: Marzo 08, 2018, 15:38:43 »
Osservo un'ambientazione che rappresenta una vita vissuta tra i chiaroscuri di un'esistenza perennemente in attesa. A far da cornice, il silenzio che muto riempie lo spazio.

Brava, come sempre :rose:

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15 minuti per creare / Re:L'uomo e l'acquerello
« il: Dicembre 12, 2017, 17:11:55 »
Brava, come sempre, nel suscitare emozioni :rose:

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Umoristico / Re:(Non tutti) Gli uomini della mia vita.
« il: Agosto 02, 2017, 14:48:17 »
Eppure, la vicenda, ancorchè malaugurata, ti ha costretto a crescere e prendere le misure della vita c.d. "a due"! Davide e Marco ti hanno privata della tua perfetta ingenuità: "E meno male", dico io.

Purtuttavia, la vita ti riserverà ancora piacevoli sorprese e (te lo auguro di cuore) un nuovo Amore, magari più in linea con le tue aspettative ed esigenze.

Buona fortuna. :rose:

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Presentazioni / Re:Ri-ritorno
« il: Agosto 02, 2017, 14:38:33 »
...allora bentornata, qualunque sia la ragione che ti muove verso gli amici di Zam. E' un piacevole ritrovarsi o un'occasione per conoscersi, comunque sia va bene. :rose:

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Lettere d'amore, spedite e non / Re:Lettera a chi non c'è più
« il: Aprile 29, 2017, 20:54:42 »
Toccante mentre invita alla riflessione.

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