Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - Doxa

Pagine: [1] 2 3 ... 150
1
Enogastronomia / Re:Pane e pomodoro
« il: Agosto 11, 2022, 17:20:02 »

2
Enogastronomia / Re:Pane e pomodoro
« il: Agosto 11, 2022, 17:09:54 »

3
Anch'io ho scritto un aforisma / Re:Devozione D'Amore
« il: Agosto 09, 2022, 13:53:42 »
Per giocare provo a recitare, ed uso il forum come palcoscenico ! :)

Tu non devi credere a ciò che dico, ma soltanto ridere, se fa ridere ciò che dico !  :-[

4
Anch'io ho scritto un aforisma / Re:Devozione D'Amore
« il: Agosto 09, 2022, 08:05:45 »
Ah, fedifraga ! Fino a ieri mi hai promesso eterno amore e ora dici pubblicamente che non sei devota a nessuno.
Povero me tapino !

Addio, dolce sirena del cyberspazio, non posso più vivere questa situazione d’incertezza nel nostro rapporto.   Lo sai, ti amo, e  con te voglio parlare di amore.
 
Ma tu mi sfuggi perché sei reduce da dolorose esperienze. Sei diventata disillusa e cinica e non sai più riconoscere il vero amore quando ti passa accanto.

Ti ho dato, ma inutilmente,  il tempo necessario per riflettere sulla nostra possibile relazione d’amore, ed ormai non posso più attendere.

Per non soffrire me ne vado dal forum.

Ricordati di me e del mio amore per te.  Pensami con indulgenza. :blank: :) ;) ;D :Ppp:

5
Parliamo di... scrittura / Dire la poesia
« il: Agosto 07, 2022, 18:06:31 »
Ai poeti del forum segnalo il libro di Mariangela Gualtieri, titolato “L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia” (edit Einaudi, pagg. 148, euro 14)

La Gualtieri evidenzia che la lettura o la recitazione di un testo poetico o letterario non vengono insegnate a scuola.

Declamare una poesia significa dare  “forza orale-aurale al verso”.

Il testo è come uno spartito musicale, con ritmica e melodia e ogni poesia pretende di essere detta nel modo migliore.

Dire una poesia è come un rito e a questo occorre essere iniziati.

Tutto muove dalla certezza che la poesia attui la massima efficacia nell’oralità, nell’incanto fonico.

Non si tratta di esprimere un sentimento o un’emozione. La voce, quando dice una poesia, deve compiere una magia, una sorta di transustanziazione, deve liberare  nell’aria il verso.

6
Pensieri, riflessioni, saggi / Re:Amore passionale
« il: Agosto 07, 2022, 08:35:38 »
“L’amore è tutto”

“Che l’amore sia tutto è tutto quello che sappiamo dell’amore”, declamava la poetessa americana Emily Dickinson. "E questo perché l’amore è un mistero, il più fitto dei misteri, il più conturbante e chimerico. Quando meno te lo aspetti l’arcano squarcia la routine della tua esistenza e quasi si materializza.

Vedi un altro o un’altra e la scintilla, la divina, la segreta scintilla scocca e si sprigionano le fiamme, l’incendio divampa. Io non vedo che lei, che vede solo me. Un fluido magnetico emana dal nostro cuore palpitante, ansioso di assistere all’ineffabile prodigio.
Stavamo lontano e non ci eravamo mai visti. Ma ora, ora che ci siamo conosciuti, la vicinanza è il nostro ossigeno, il nostro balsamo. Ci parliamo con gli sguardi e i nostri occhi sono tutti per noi, solo per noi. Non vediamo gli altri e non c’interessa vederli. Un sovrano egoismo a due, indissolubilmente ci lega, o ce ne dà l’illusione.
Invadiamo, e ci invade, la sua anima.  Quello che prima del fatale approccio non suscitava in noi alcuna curiosità, al fianco di una donna che ci era indifferente, che desideravamo senza amare, ora ci desta un interesse morboso. Soli in mezzo alla folla eravamo ancora più soli. Ora, soli, mano nella mano, lontano dalla folla, assaporiamo finalmente la compagnia. La più completa, la più coinvolgente.
Siamo felici di essere felici senza sapere perché. Ci promettiamo l’impossibile e reciprocamente ci giuriamo che mai tradiremo le reciproche promesse. Si dissolvono i mezzi toni, sopraffatti dai più imperiosi “mai” e “sempre”. Il telefono squilla e il cuore accelera i battiti. Il campanello suona e noi ci precipitiamo ad aprire, con le coronarie in subbuglio. E’ lei. La vediamo, le buttiamo le braccia al collo, ma lei ci ha già preceduto. Affondiamo nella squisita voluttà del sentimento e ne godiamo i brividi più forti. I nostri corpi si fondono e le nostre fantasie si confondono e ci confondono. Ma i protagonisti siamo sempre noi. Noi due soli. Soli con l’immensità di cui ci sentiamo faville creatrici.
Questo stato di grazia dura, ma non si perpetua in eterno. A un certo punto, per le stesse imperscrutabili ragioni che l’hanno fatto nascere, l’amore comincia ad affievolirsi.
Impercettibilmente, senza traumi. Ma fremiti intimi lo scuotono, inesorabilmente ne stemperano il vigore. Il sogno non è più tale e le prime ombre  lo avvolgono nelle loro implacabili spire, inoculandoci il pestifero virus, prima della ritrosia, poi dell’indifferenza. Finché un giorno, un giorno funesto (la coppia non è più all’unisono: uno è saturo, l’altro o l’altra non si rassegna) il colpo di cenere, la consapevolezza che l’incanto si è spezzato e nulla può rianimarlo, restituirgli la potenza e la fragranza.
Ci si vede e non ci si vorrebbe più vedere: o per risentimento e rancore o perché nulla più fermenta in noi. La beatitudine reciproca è svanita. Non resta più nulla. In lei o in lui solo sconforto e odio. In lui o in lei, sospiri di liberazione, non scevri nei più sensibili, di transeunti rimorsi; nei più aridi e cinici, nessun senso di colpa, di cui l’amore successivo, propizierà l’oblio”
.

Aforisma: “L’amore non tollera nemmeno i fantasmi immaginari e infondati del tradimento”.
(Roberto Gervaso, riproposizione del testo dal quotidiano “Il Messaggero”, 7 agosto 2022, pag. 18)

7
Pensieri, riflessioni, saggi / Re:Amore passionale
« il: Agosto 06, 2022, 08:55:32 »
Mister ha scritto
Citazione
A me sembra più la definizione di amore fusionale, simile a quello che prova un neonato per la madre

E’ la coppia simbiotica: desidera l’unità, la fusione, ma è vulnerabile alla durata della relazione per la troppa “vicinanza”, che diventa “asfissiante”.

Tale tipo di amore passionale evoca il “mito dell’androgino”, presente nel celebre dialogo platonico “Simposio”.

Nel dialogo interviene anche il commediografo Aristofane, che sceglie il mito per esprimere la sua opinione  su Eros.

All’origine del tempo, dice il poeta, gli esseri umani non erano divisi per genere, ma androgini,  avevano caratteristiche maschili e femminili, due organi sessuali, una sola testa con due facce orientate in direzione opposta, quattro braccia, quattro mani, quattro gambe.

Quegli ermafroditi erano superbi e insolenti verso gli dei. Intervenne Zeus, e li punì, con il fulmine divise i loro corpi, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni individuo cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta, due persone  affini spiritualmente e sentimentalmente: le “anime gemelle” o le due metà della mela.

“…Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l’anima a noi più affine, e innamorarcene. Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.” (Platone, Simposio)
 
Il  messaggio di questo mito  è che Eros equivale al desiderio di  soddisfare la mancanza della persona che, se unita a me, mi darebbe la completezza.

8
Pensieri, riflessioni, saggi / Re:Amore passionale
« il: Agosto 05, 2022, 09:19:08 »
Ma cos’è l’amore passionale ?

E’ il vero amore secondo lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani, al quale ha dedicato un libro, titolato: “L’amore passionale” pubblicato nel 2010. Egli considera l’amore un sentimento naturale, spontaneo, coinvolgente, che amalgama la vita e l’anima di due esseri umani, li fonde e li trasforma in un’unica entità.

L’amore passionale è un’esperienza totalitaria e chi ne è coinvolto crede che sia eterno, perciò disperante in caso di separazione.

Per l’amante la persona idealizzata è unica, ne diventa dipendente. Capita con gli amori “adulterini”, gli amori “a distanza”.

Il paradosso dell’amour-passion è la vicinanza: questa nell’amante affievolisce le psicologiche proiezioni, e la miglior conoscenza del/la partner nella sua limitatezza può indurre la delusione.

L’amore passionale dà la sensazione di essere finalmente e veramente vivi. Sentirsi “trascinati” in una esaltante “folie à deux”, in una follia a due, dominati dall’urgenza e dal piacere dei sensi, invece che dal rigido controllore cognitivo che regge molta della nostra vita, può essere liberatorio.

La passione amorosa può nascere dall’infelicità. Chi non si è sentito amato nel passato considera salvifico l’amore passionale.

Il filosofo Umberto Galimberti  nel suo libro “Sulle cose dell’amore” dice che “la passione non ubbidisce a regole, ignora il governo di sé, risponde a un’attrazione violenta che non conosce il limite…”, e una tensione incessante che non trova un modo per soddisfarsi.

La passione trasfigura e vive di fantasia. Infatti per Stendhal la passione non è cieca, ma visionaria.  Nel suo libro titolato “De l’amour“ dice che “Tutto comincia con l’ammirazione per una persona. L’ammirazione mette in moto l’immaginazione che adorna l’essere amato di tutte le possibili perfezioni, e così attiva nell’amante l’aspettativa e la speranza non tanto di essere ricambiato come avviene nelle vicende d’amore, quanto di fondersi con quella perfezione immaginaria che ha trovato nell’amato la sua incarnazione”.

L'amore-passione, scrisse Stendhal, è quello della monaca portoghese Eloisa per Abelardo.

La passione dà energia vitale e non patimento o rassegnata  sopportazione.

9
Pensieri, riflessioni, saggi / Amore passionale
« il: Agosto 05, 2022, 08:57:06 »

Pietro Canonica: “L’abisso”, 1909, Roma, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Questo gruppo scultoreo  raffigura l’abbraccio  di due amanti come rappresentazione dell’amore passionale che trascina in un vortice fatale, nell'abisso, ed evoca l’amore di “Paolo e Francesca”, citati da Dante Alighieri nel Canto V dell’Inferno. Il poeta li colloca fra i lussuriosi del II Cerchio.

Nell’episodio è Francesca la sola a parlare, mentre Paolo tace e piange alla fine del racconto della donna, la quale tra l’altro dice:

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona”. 


Le due figure sono rappresentate in ginocchio davanti a un immaginario baratro. 

Braccia, mani e capelli si uniscono, i loro abiti si confondono nelle pieghe dei vestiti.

I volti sono affiancati e gli sguardi rivolti verso l’invisibile voragine che sta per inghiottirli.

In molti vedono nell’opera la celebrazione dell’esaltazione della giovinezza e della vita.

10
Pensieri, riflessioni, saggi / Simulare, dissimulare
« il: Agosto 04, 2022, 10:54:20 »
Cara mia regina d'Autunno oggi voglio parlarti di un  poeta quasi  tuo “compaesano”:  Torquato Accetto (1590 circa – 1640), nato a Trani.

Nel 1612 si trasferì  ad Andria per lavorare come segretario dei duchi Carafa, poi  nel 1618 a Napoli.

Questo letterato è noto per il suo libello titolato “Della dissimulazione onesta”, pubblicato nel 1641.

Il trattato consiglia  il cortigiano, in particolare il “secretario” di chi ha potere, come essere abile nelle relazioni sociali fra le istanze poste dalla sua coscienza civile e cristiana e la necessità di sottrarsi alla censura e alla repressione imposta dalla legge per i dissidenti.

Diverse strategie si possono adottare per evitare di manifestare in modo palese il proprio pensiero, i propri sentimenti o propositi e frequentemente ci si trova a scegliere fra simulazione e dissimulazione.

La dissimulazione, che fu al centro dei dibattiti all’epoca, non è per Accetto sinonimo di menzogna ma invito alla cautela. Egli differenzia la simulazione, moralmente riprovevole perché viziata da cattive intenzioni, dalla dissimulazione, che invece pareva al poeta l’unico rimedio per difendersi dai simulatori.

Così descrive i due non opposti atteggiamenti: "Io tratterei pur della simulazione e spiegherei appieno l'arte del fingere in cose che per necessità par che la ricerchino; ma tanto è di mal nome che stimo maggior necessità il farne di meno, e, benché molti dicono: “Qui nescit fingere nescit vivere”, anche da molti altri si afferma che sia meglio morire che viver con questa condizione [...] Basterà dunque il discorrer della dissimulazione in modo che sia appresa nel suo sincero significato, non essendo altro il dissimulare che un velo composto di tenebre oneste e di rispetti violenti, da che non si forma il falso, ma si dà qualche riposo al vero, per dimostrarlo a tempo".

I verbi “simulare” e dissimulare” derivano  dall’aggettivo  in  lingua latina “similis” (= rendere simile).

Per traslato il verbo simulare venne ampliato di significato e passò ad indicare “fare finta”, fingere” e tale significato ha ancora oggi nella lingua italiana

Ovviamente dissimulare deriva da simulare, con l'aggiunta del prefisso "dis-", che si usa per indicare l’opposto, di "rendere dissimile.  Anche da questa accezione, come nel caso precedente, se ne sviluppa, per traslato, una seconda, nella quale il verbo assume il valore di fingere, celare, nascondere i propri sentimenti o il proprio pensiero.

”O segredo do sucesso, nos negócios como no amor, é a dissimulação. É preciso dissimular o desejo que se sente, é preciso simular o desejo que não se sente. É preciso mentir”.
René Girard (filosofo francese, 1923 - 2015)

11
Laboratorio di scrittura creativa / Re:Villeggiare
« il: Agosto 03, 2022, 08:57:17 »
Anche a  messer Niccolò Machiavelli piaceva recarsi “in villa”. Lo dice in una sua lettera a Francesco Vettori. Cliccare sul link

https://it.m.wikisource.org/wiki/Lettere_(Machiavelli)/Lettera_XI_a_Francesco_Vettori

Piacevole lettura è anche “Marcovaldo, ovvero le stagioni in città”, sono venti novelle scritte da Italo Calvino. Questo è il link con il sunto dei 20 racconti



Un altro celebre racconto è “La signora con il cagnolino”, dello scrittore e drammaturgo russo Anton Cechov.

“Dmitrij Gurov è un banchiere moscovita è sposato ed ha tre figli. Considera le donne inferiori agli uomini e il suo non è un matrimonio felice. Un giorno, durante una vacanza a  Jalta incontra in un ristorante Anna Sergeevna che sta pranzando in compagnia del suo cagnolino.
Tra Dmitrij ed Anna inizia una relazione che induce i due protagonisti ad un coinvolgimento profondo  e inatteso.
Inatteso da parte di Dmitrij, un maschilista che ha avuto molte relazioni e non è incline al sentimentalismo; inatteso da parte di Anna, che è una donna timida, con un'aria da 'collegiale', la cui educazione e cultura avrebbero dovuto scoraggiarla dal vivere un rapporto extraconiugale.
In entrambi sboccia un amore intenso e tenero, e i due iniziano ad avere l'uno per l'altra sentimenti mai provati prima”.



Gruppo scultoreo di Natal’ja Filatova, raffigura Anna Sergeevna, col cagnolino, e Dmitrij Gurov,  Jalta (Crimea)

12
Anch'io Scrivo poesia! / Re: Su una panchina
« il: Agosto 02, 2022, 21:04:43 »
 :) :-[ :-*

13
Anch'io Scrivo poesia! / Re: Su una panchina
« il: Agosto 02, 2022, 16:44:30 »
Anche come stallone ho concluso la mia attività.  :) :blank:

Ormai vengo usato per l'ippoterapia,  con passo lento e cadenzato ;) :)

Spesso mi soffermo davanti quella panchina all'ombra per ammirare piccolo fiore. Le tendo la zampa ma lei la respinge, vuole la mia mano, che non posso darle, perché sono un equus caballus perissodattilo di tipo domestico  :)

14
Anch'io Scrivo poesia! / Re:Tre parole
« il: Agosto 02, 2022, 13:42:21 »
Ti amo: sono soltanto due parole.

Il nostro piccolo fiore gliene ha inviate tre a nostra insaputa, tradendoci  :)

15
Anch'io Scrivo poesia! / Re:Tre parole
« il: Agosto 02, 2022, 10:43:32 »


Ho resistito tre giorni prima di  scrivere questo post.

La mia buona intenzione di non intervenire nelle poesie altrui viene emarginata dal desiderio che mi sovrasta, perciò ti chiedo se ti sei informata  circa l’arrivo a chi di dovere delle tue tre parole in quell’isola bellissima.

Anche se l’isola tace è importante che le abbia ascoltate lui.

Quali sono  le tre parole ? “Ti voglio amare !”.

Sii prudente nel dire spesso tale frase,  potresti pentirtene.

Lo scrittore Pietro Metastasio avvisa che “Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale”.

Diversamente da te che sublimi il tuo amore in versi poetici, io sono incline alla prosa, ai frammenti letterari, e come seduttore preferisco la frequentazione di salotti e ambite alcove di gentildonne. Quando esse mi chiamano per nome vedo che dalle loro labbra si sprigiona un’aura amorosa.   :blank: :) :Ppp:

Pagine: [1] 2 3 ... 150