Autore Topic: Metopa degli antipodi  (Letto 218 volte)

Doxa

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Metopa degli antipodi
« il: Novembre 06, 2022, 08:19:57 »
Prima di descrivere la “metopa degli antipodi” reputo necessario dire cos’è una mètopa.

Guardate  la sottostante foto parziale della trabeazione del Partenone, ad Atene.



La trabeazione dell’architettura classica greco-romana era costituita da tre elementi: architrave, fregio e cornice, evidenti nella foto. 

Fermate la vostra attenzione sulla parte centrale: il fregio, ornato dall’alterna successione di marmoree metope a rilievo e  triglifi.

Foto di una mètopa: nome che deriva dal greco metópē, parola composta da “metà-“ (= tra, in mezzo) + “ópē” (=  apertura, foro).

Metopa con altorilievo, Centauro e Lapith, Partenone

Invece i petrosi triglifi  hanno due uguali scanalature centrali verticali (i glifi),  mentre le due scanalature alle estremità sono la metà di quelle centrali; messe insieme formano idealmente la terza scanalatura, da cui il nome triglifo: dalla parola greca tríglyphos, composta da “trèis” (= tre) e “glyphè” (= solco, scanalatura).

Ora facciamo un salto nel tempo e dal Partenone, costruito nel V sec. a. C. come tempio di Atena, ci trasferiamo  a Modena nel XII secolo. Qui  vediamo le maestranze che stanno costruendo la chiesa cattedrale, capolavoro dell’architettura romanica, consacrata nel 1184 dal pontefice Lucio III.   

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Doxa

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Re:Metopa degli antipodi
« Risposta #1 il: Novembre 06, 2022, 08:25:59 »

Veduta laterale del duomo di Modena



Facciata del duomo di Modena


La cattedrale è decorata con fregi  architettonici e rilievi, come le  8 metope del XII secolo utilizzate per decorare le terminazioni dei quattro  contrafforti del cleristorio:  in architettura è il livello più alto della navata.


La collocazione originaria delle “metope” (lato meridionale)


Le 8 metope originali sono conservate nel museo lapidario del duomo di Modena,  quelle oggi visibili  all’esterno sono copie moderne.  Ognuna presenta un soggetto diverso:

un ermafrodita che mostra i suoi attributi sessuali,

un uomo dai lunghi capelli, con la barba e i baffi, seduto in posizione  yoga,

la sirena bicaudata (con due code),

l'ittiofago (mangiatore di pesci) con la testa di uccello, mentre divora un pesce; ha un piede umano e uno zoccolo di toro; alle sue spalle  si vede un volto di donna con gli occhi chiusi,

fanciullo con il drago, che sarebbe uno “psillo”, cioè un essere immune dal morso dei serpenti,

fanciulla con un terzo braccio che le  esce dalla schiena,

La “grande fanciulla”, in posizione accovacciata: indossa una lunga veste plissettata e l’acconciatura dei capelli è in stile orientale,

la metopa degli antipodi.


 “Maestro delle metope”, Metopa degli antipodi, XII secolo, in pietra calcare, Museo lapidario del duomo di Modena. 

In altorilievo ci sono due figure femminili in posizione rannicchiata,  una di fronte l’altra in modo speculare ma capovolte.

Guardando la foto, la fanciulla sulla sinistra ha i capelli raccolti a treccia, indossa una veste plissettata, e sta seduta; dietro di lei c’è un falco, che nella simbologia cristiana allude alle forze del bene contrapposte a quelle del male.

L’altra ragazza ha sul capo una cuffia che ne raccoglie i capelli corti  e si oppone alla posizione della precedente figura stando capovolta a testa in giù.

Gli storici dell'arte considerano questa scultura la rappresentazione simbolica degli “antipodi”, i due poli dell'essere e dell'esistere.

L'Essere è un tema che attraversa tutta la storia della filosofia fin dai suoi esordi.
Anche l’esistere è argomento ontologico e si relaziona con l’Essere, ma in subordine, come suo modo contingente di manifestarsi e di fluire, perciò attiene alla dimensione del divenire.

Nel cristianesimo il  ribaltamento “antipodico”  significa che non è l'uomo che muore per Dio, ma Dio per l'uomo. Infatti il Vangelo narra  che Gesù, Figlio di Dio e Dio stesso, ha dato la vita per la salvezza  dell’umanità.