Autore Topic: Sindrome della capanna  (Letto 567 volte)

Doxa

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Sindrome della capanna
« il: Aprile 02, 2021, 17:28:55 »


Per molti il binomio solitudine e web si traduce nella “sindrome della capanna”, così è stata definita dagli psichiatri per identificare chi, dopo un lungo periodo di isolamento sociale, non vuole più uscire e prova ansia e malessere se deve tornare alla “vita normale”.

Capisco la riluttanza del mio vicino di casa a riprendere la vita di prima, perché, dice, è diventata faticosa la vita di adesso. Per entrare in un’agenzia bancaria ci vuole una prenotazione, che si fa attraverso un numero verde, che non risponde mai. Spedire una raccomandata alla posta richiede mezza mattinata di fila, causa meno sportelli aperti, ecc.. Allora è possibile che qualcuno finisca  per preferire la vita in casa, con tutte le sue limitazioni, cercando, se possibile,  di non farsi “annebbiare” la mente.  Gli esperti dicono che è sufficiente l’ascolto giornaliero di un solo telegiornale;  non bisogna  cercare continuamente  di ascoltare le notizie sull'andamento della pandemia, altrimenti si diventa alienati. Informarsi senza che diventi un’ossessione e poi dedicarsi ad altro: hobby, interessi culturali, giardinaggio, tutte le attività che ci piacciono e ci fanno stare bene. Chi può, si dedichi all’attività fisica che ha anche una valenza psicologica.

Gli anziani non stanno messi bene…. Un’indagine dell’università di Stirling, nel Regno Unito, ha dimostrato che con la pandemia gli over 65  ammettono di sentirsi più soli, di avere meno contatti con gli altri, di essere meno attivi di prima, di essere più depressi. Comunque il loro timore del contagio è poco legato alla paura della possibile morte, perché questa li accompagna mentalmente ogni giorno, invece i giovani si sentono immortali.

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Doxa

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Re:Sindrome della capanna
« Risposta #1 il: Aprile 02, 2021, 17:33:26 »


Ricercatori dell’università di Exeter, in Inghilterra, hanno condotto un’indagine su oltre 46 mila persone in tutto il mondo per esaminare le conseguenze della pandemia.

Per  esempio, anche la chiusura delle scuole può indurre molti adolescenti a trascorrere troppe ore davanti al computer, sia per giocare sia per dialogare con gli altri. Tale scelta può causare  la tendenza all’isolamento, talvolta patologica. 

I giovani spesso usano il web per rimpiazzare le relazioni sociali anziché per estenderle, e questo amplifica il senso di solitudine anziché lenirlo.

Un’altra ricerca sociologica finlandese, pubblicata lo scorso febbraio, ha evidenziato che gli adolescenti con tendenza all’isolamento hanno maggior rischio della “dipendenza da Internet”.

Nel 1995, lo psichiatra americano Ivan Goldberg  coniò l’espressione “Internet Addiction Disorder” (I.A.D.), prendendo come modello di riferimento il gioco d’azzardo patologico. La dipendenza da Internet viene descritta come “un abuso di questa tecnologia”, con delle conseguenze negative importanti sulla propria vita.

Goldberg ha descritto i sintomi caratteristici dell’Internet Addiction Disorder:

alterazione della percezione del tempo;

bisogno di trascorrere in rete sempre più  tempo, con conseguenze negative  sia sul ciclo sonno-veglia, sia nelle relazioni familiari e/o coniugali, ma anche  problemi lavorativi;

riduzione dell’interesse per ogni altra attività, con conseguente rarefazione delle relazioni interpersonali nella realtà;
 
se l’abuso nell’uso del computer  viene ridotto o interrotto, l‘individuo  diventa irascibile, ha sintomi ansiosi e  depressivi.

Altri sintomi fisici: tunnel carpale, dolori diffusi al collo e alla schiena, problemi alla vista, come  conseguenza del protrarsi troppe ore nell’uso del computer e di inattività fisica.

Dal punto di vista cognitivo – comportamentale, nelle persone che sviluppano una dipendenza da Internet, sono osservabili pensieri disfunzionali su sé stessi e sugli altri, inadeguatezza, insicurezza, bassa autostima e problemi relazionali.



ninag

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Re:Sindrome della capanna
« Risposta #2 il: Luglio 23, 2021, 20:08:05 »
 :blank: :blank: ormai hanno lasciato i cantieri!