Scrittura creativa

Fuori Tema => Cogito ergo Zam => Topic aperto da: Doxa - Ottobre 14, 2026, 18:11:16

Titolo: Influencer, chi è costui ?
Inserito da: Doxa - Ottobre 14, 2026, 18:11:16
Influencer: questa parola deriva dal verbo inglese “to influence” (= influenzare, convincere), ma il fenomeno sociale è più antico della parola.

Nel linguaggio contemporaneo, l'influencer è una persona che ha visibilità sui social media (Instagram, YouTube, TikTok, X, blog, ecc.), riesce a orientare opinioni, gusti o comportamenti del pubblico che gli dà retta.

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L’influencer del nostro tempo ha antichi antenati:

il rètore greco che persuadeva l'assemblea;

il filosofo seguito dai suoi discepoli;

il santo che con l'esempio orientava la comunità;

il letterato nell'età moderna;

l'intellettuale organico a un partito politico.

Oggi il convincimento non passa principalmente attraverso istituzioni, libri o cattedre, ma tramite reti digitali e attenzione mediatica.

Da un punto di vista sociologico l'influencer è l’individuo che riceve la fiducia  dai suoi seguaci, da chi lo ascolta. Il suo consiglio su un prodotto, uno stile di vita o un'idea può risultare più efficace di una pubblicità tradizionale.

In senso più ampio ogni individuo che modifica il comportamento altrui è un influencer: un insegnante, un genitore, un amico, un sacerdote: essi influenzano quanto una celebrità digitale, sebbene con strumenti diversi e limitati a una o poche altre persone.

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Titolo: Re:Influencer, chi è costui ?
Inserito da: Doxa - Ottobre 14, 2026, 18:31:18
Oggi l’influencer è allocato nei social, nell’antichità  frequentava, l'agorà greco, il forum in epoca romana. 

Un influencer è una persona con notorietà sui social media (come Instagram, TikTok o YouTube) capace di orientare le opinioni, i gusti e le scelte d'acquisto del proprio pubblico. I follower (o seguaci) sono gli utenti che scelgono di seguire quel profilo per visualizzare e interagire con i suoi contenuti.

Gli influencer vengono suddivisi in categorie a seconda del numero della loro ampiezza di pubblico e del livello di interazione (engagement):

Nano-influencer: Meno di 1.000 follower; ottimi per nicchie specifiche e rapporti molto diretti.

Micro-influencer: Da 1.000 a 40.000 (o fino a 100.000 a seconda delle definizioni) follower; hanno un forte legame con la community e un alto tasso di coinvolgimento.

Macro-influencer: Da 100.000 a 1 milione di follower; offrono una visibilità più ampia ma con un'interazione mediamente inferiore rispetto ai profili più piccoli.

Mega-influencer / Celebrity: Oltre 1 milione di follower; spesso volti noti dello spettacolo o del web.

Non è facile definire chi sia un influencer: in genere è l’individuo che tramite  i social mira a fidelizzare una propria community e a sfruttare la propria credibilità per sponsorizzare prodotti o influenzare decisioni.

Viene considerato “influencer rilevante” chi raggiunge almeno 500mila follower o un milione di visualizzazioni medie mensili, su almeno una piattaforma.

Comunque c’è difficoltà ad inquadrarlo contrattualmente a livello retributivo, contributivo e quali regole deve rispettare. Per il Ministero delle Finanze è un “contribuente complesso”: può essere un lavoratore autonomo, con partita Iva iscritto alla gestione separata, un lavoratore subordinato oppure percepire un reddito da una collaborazione coordinata continuativa o generare reddito d’impresa.

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Titolo: Re:Influencer, chi è costui ?
Inserito da: Doxa - Ottobre 14, 2026, 19:05:12
(https://thesocialbear.com/wp-content/uploads/2022/10/Social-Media-Marketing-by-the-social-bear.png)

Gli influencer sotto la soglia di rilevanza sono comunque tenuti al rispetto della trasparenza pubblicitaria, della correttezza delle comunicazioni commerciali, della tutela dei minori e del rispetto dei diritti fondamentali.

Se un contenuto ha finalità promozionale, l’utente deve essere messo in condizione di riconoscerlo immediatamente come pubblicità, per esempio deve apparire la scritta “pubblicità”.

Oltre che influencer può essere nel contempo “testimonial” o “brand ambassador” se un personaggio lega la propria immagine a un marchio.

Anche il follower  può  essere supporter, dal verbo inglese (to support = sostenere) ad esempio sostenitore  di una squadra di calcio, dell’opinione politica di un partito, di un candidato, di un personaggio celebre,  della bontà di un prodotto commerciale.

E’ follower (seguace) chi nel computer preme il tasto “segui” su un profilo social. Rappresenta spesso un pubblico passivo o numerico: guarda i contenuti, ma non è detto che compri.

E’ supporter (sostenitore) chi dal semplice "seguire" passa  al supporto attivo, per esempio  acquistando merci, fare donazioni, condividere i post con convinzione, difendere la persona nei commenti.

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Titolo: Re:Influencer, chi è costui ?
Inserito da: Doxa - Ottobre 14, 2026, 19:17:34
Lo storico e saggista britannico Donald Sassoon nel suo articolo sul quotidiano ”Il Sole 24 Ore”  pubblicato il 27 settembre scorso con il titolo “Siamo intellettuali o influencer”, evidenzia che il concetto di “intellettuale pubblico” è recente.

Nel passato, anche remoto, erano considerati semplicemente “intellettuali” i  celebrati filosofi Socrate, Platone e Aristotele, ecc., i Padri della Chiesa, secoli dopo Machiavelli, Hobbes, Rousseau, Voltaire e così via. Non erano “intellettuali pubblici” nel significato attuale, poiché nel loro tempo gli strumenti e il contesto per la diffusione delle idee erano limitati: poche persone sapevano leggere e avevano accesso ai libri, il “pubblico” di riferimento era molto ristretto.

Nel XIX secolo cominciò la “moda” degli “intellettuali pubblici”, in concomitanza con la diffusione dell’alfabetizzazione e l’istruzione obbligatoria, la nascita di numerosi giornali quotidiani, il prezzo dei libri più economico.

Nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale cominciò l’era della radio, negli anni ’50 dello scorso secolo quella della televisione. Nel nostro tempo la diffusione di Internet ha dato vita ai cosiddetti “social media”. Intellettuali e non hanno così potuto disporre di numerosi “strumenti” per diffondere le proprie opinioni.

I cosiddetti “intellettuali” o influencer manifestano i loro pareri, danno giudizi politici ed offrono consigli di lettura tramite i “social” e vengono ascoltati da migliaia di persone.

Oggi gli “influencer” (non gli intellettuali) raggiungono un vasto pubblico.

Il quarantenne britannico Joe Wicks, “personal trainer” e conduttore televisivo, ha 4,7 milioni di follower su Instagram. I suoi consigli sui ristoranti contano molto di più di quelli di autorevoli critici gastronomici sui giornali. Il suo patrimonio netto  è stimato in 55 milioni di sterline.

Un tweet di Elon Musk può essere visualizzato più di 50 milioni di volte.

Quando si pensa agli "intellettuali" vengono in mente figure come André Gide, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir in Francia, Bertrand Russell in Gran Bretagna, Hannah Arendt , Susan Sontag, Judith Butler  e Noam Chomsky negli Stati Uniti, Umberto Eco in Italia, Jurgen Habermas  e Gunther Grass in Germania. Cosa hanno in comune ? Hanno raggiunto la notorietà in vari ambiti. Hanno utilizzato quello che Pierre Bourdieu (anch’egli intellettuale pubblico) definiva “capitale culturale” per intervenire nelle questioni di attualità.

Si credeva che la notorietà raggiunte da queste persone in un determinato ambito del sapere conferisse peso alle loro opinioni sull’attualità. Le loro argomentazioni convincevano molte persone e avvaloravano punti di vista già esistenti.

Occorre distinguere tra gli intellettuali pubblici di tipo tradizionale che preferivano la parola scritta e quelli più recenti, come Jurgen Habermas , che hanno fatto ampio ricorso a radio e televisione per dialogare con il pubblico.

Una delle peculiarità degli intellettuali pubblici è che pur essendo figure  politicamente “engagées”  dalla sinistra non sono legati ad uno specifico partito politico, danno l’impressione che non siano vincolati a organizzazioni precostituite (invece lo sono) e che godano di libertà d’azione.

Gli intellettuali pubblici di oggi sono sempre più “intellettuali mediatici". Si danno da fare per acquisire notorietà in un determinato ambito, poi per la diffusione delle proprie opinioni o idee partecipano ai programmi radiofonici e televisivi, utilizzano Internet e i social.

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