Autore Topic: Anticristo  (Letto 93 volte)

Doxa

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Anticristo
« il: Ottobre 15, 2026, 14:57:37 »
Anticristo: questo sostantivo deriva dal greco antichristos; il prefisso “anti-“ non significa soltanto "contro", ma anche "al posto di", perciò  l'Anticristo è  non solo colui che si oppone a Cristo, ma anche colui che si presenta come suo sostituto, imitandolo e contraffacendolo.

Nelle Sacre Scritture, in particolare nelle epistole di Giovanni, l’Anticristo è menzionato come figura futura che si opporrà a Cristo, ma anche come spirito presente che agisce in chi rifiuta la verità divina.

Nel Nuovo Testamento il nome “Anticristo” è citato 5 volte all'interno di 4 versetti.

Prima Lettera di Giovanni (4 citazioni)

prima menzione: "Fanciulli, è l'ultima ora. E, come avete udito, l'anticristo deve venire..." (1 Giovanni 2, 18);

seconda menzione nello stesso versetto: "...di fatto ora molti anticristi sono apparsi; da questo conosciamo che è l'ultima ora” (1 Giovanni  2, 18);

terza menzione: "Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio” (1 Giovanni 2,22);

quarta menzione: "ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo” (1 Giovanni 4,3);

Seconda Lettera di Giovanni (1 citazione)

"Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l'anticristo!" (2 Giovanni versetto 7).
 

L'anticristo può essere un individuo oppure uno "spirito" che si oppone alla verità cristiana. Egli nega i due asserti fondamentali della cristologia: la divinità e l’umanità (= “carne”).

Giovanni nell’Apocalisse non cita l’Anticristo, ma la tradizione cristiana lo ha spesso identificato con figure simboliche come: “la bestia che sale dal mare” (Apocalisse 13), il “drago rosso”, il “serpente antico” il “falso profeta”,  ed altro.

Incarnare in un personaggio l’ostilità a Cristo è la prassi nella tipologia apocalittica: riassume in sé il male, il rifiuto del bene e la negazione della divinità in Gesù.

Nell’epistolario di Paolo di Tarso ci sono profili analoghi all’Anticristo: “l’uomo dell’iniquità”, “il Figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2, 1 – 12).

Anche Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vi dirà: ‘Ecco il Cristo è qui !’, oppure: ‘E’ là ! Non credeteci, perché ci saranno pseudocristi e pseudoprofeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti” (Matteo 24, 23). In questa prospettiva l’Anticristo si stabilisce in qualsiasi luogo e tempo.

Dal II secolo in poi molti Padri della Chiesa svilupparono l'idea di un Anticristo seduttore,  che apparirà prima della fine dei tempi, compiendo prodigi e ingannando molti uomini, per poi essere sconfitto da Cristo.

Dal punto di vista simbolico, l'Anticristo rappresenta spesso la contraffazione del sacro: non il male che si mostra apertamente come tale, ma il male che assume l'aspetto del bene per ingannare. E’ un paravento ideologico.

Molti teologi  considerano l'Anticristo il simbolo di ogni potere che pretende di sostituirsi a Dio.

Più complessa è la figura dell’Anticristo  nel saggio intitolato “L’Anticristo. Maledizione del cristianesimo”, scritto dal filosofo Friedrich Nietzsche e pubblicato nel 1894.

Nietzsche critica il cristianesimo, lo considera "contro la vita" per la sua concezione del giudizio divino  e l'identificazione, a suo dire, della forza e degli istinti naturali come peccato e della debolezza con la virtù: questi due elementi, presi insieme, spingono i più forti a disprezzare la propria forza, temendo che esercitarla possa portare alla punizione nell'aldilà.

Secondo Nietzsche, la "Buona Novella" proclamata da Gesù Cristo era diversa dal cristianesimo sviluppato in seguito e simile al buddhismo (insegnando la non resistenza, l'amore universale, anche per i nemici, l'abbandono del rancore come modo per raggiungere la pace interiore, non il Paradiso); questo filosofo crede che il suo messaggio sia stato corrotto dagli evangelisti e da Paolo di Tarso. Essi  avrebbero introdotto la dottrina del peccato e quella della vita dopo la morte, assente nell'insegnamento originario.

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« Ultima modifica: Ottobre 15, 2026, 15:13:05 da Doxa »

Doxa

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Re:Anticristo
« Risposta #1 il: Ottobre 15, 2026, 15:34:52 »
Argomentando sull’Anticristo il mio immaginario mi conduce ad Orvieto, nella cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in particolare nella Cappella di San Brizio, all’interno della quale c’è il noto ciclo di affreschi  con “Storie degli ultimi giorni” (“Giudizio finale”), iniziato nel 1447 nelle vele dal Beato Angelico e da Benozzo Gozzoli, completato tra il 1499 e il 1502 dal pittore cortonese Luca Signorelli, pseudonimo di Luca d'Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523).

Nella lunetta  dedicata alla “Predica e fatti dell'Anticristo”, la prima a sinistra dell'ingresso, è raffigurato l’Anticristo nella sembianza di Gesù Cristo che sta predicando alla folla. E’ su un piedistallo. Ai suoi piedi ci sono i donativi lasciati dai fedeli: oggetti preziosi ed ex voto. Il diavolo in un orecchio riferisce al falso Gesù il messaggio che deve annunciare. Un braccio di Satana "entra" in quello dell'Anticristo come se fosse un guanto.

Sulla sinistra un anziano mercante  sta  pagando alla giovane donna il prezzo della prostituzione.


 
Affresco eseguito da Luca Signorelli