
Un altro romanzo che evoca l’apparenza sociale è “
Madame Bovary”, vicenda raccontata dallo scrittore francese Gustave Flaubert (1821 – 1880).
La trama si svolge in Francia tra il 1827 e il 1846. E’ ambientata in Normandia, a Rouen, e in alcuni paesi non lontani da questa città in cui l’autore era nato e vissuto durante l’infanzia.
Emma Rouault è la protagonista del romanzo.
Charles Bovary, medico condotto, sposato in prime nozze con Héloïse Dubuc. Questa si ammala e muore.
Charles si risposa con Emma Rouault, più giovane di lui per età. E la donna, dopo il matrimonio, viene chiamata “Madame Bovary”.
Per lei la vita matrimoniale si rivela diversa da come l’aveva immaginata leggendo romanzi d’amore. Desiderava vivere in città e nel lusso anziché in provincia e con un noioso marito.
Prova ad esistere come se fosse una nobile, nella speranza di acquisire la qualità che sente mancare alla sua mediocre esistenza. La sua attenta osservazione e il suo gusto le permettono di non cadere nel volgare.
Il suo sentirsi fuori posto, il suo senso di superiorità rispetto all’ambiente in cui l’ha gettata il destino sembrano trovare conferme esterne nella diffidenza dei suoi pari, che non la considerano una di loro.
Poi l'evento inatteso. Lei e il coniuge vengono invitati dal marchese di Andervilliers nel suo castello per partecipare ad una festa e una breve vacanza. Per la prima e unica volta la piccola borghese in cerca di nobilitazione fa esperienza diretta del milieu superiore e del suo modo di vita: lussuosa vita mondana, balli, personaggi interessanti e attraenti. Pranzi e cene insieme agli ospiti del marchese, piccoli nobili di provincia, ma per lei sublimi come divinità che l’accolgono per breve tempo nel loro Olimpo. Osserva con attenzione i loro dettagli stilistici che ispireranno in seguito la sua l’inclinazione alla mimesi.
La sua insofferenza quotidiana verso la vita di provincia aumenta. Prova a vivere alla maniera nobile, nella speranza di acquisire la misteriosa qualità che sente mancare alla sua mediocre esistenza. Cerca sollievo acquistando oggetti di lusso, abiti alla moda, ma nulla la soddisfa.
Charles per far contenta la moglie chiede e ottiene il trasferimento nella piccola ma dinamica città di Yonville, dove è disponibile una condotta medica. Quando i due partono da Tostes, dove abitano, Emma è già incinta.
Lei è convinta che la sua vita cambierà quando nascerà suo figlio, un maschio, e che questa nascita riuscirà a sanare il triste matrimonio. Invece partorisce una bambina, Berthe, che fa gioire il padre, ma non lei, e affida la neonata alle cure di una balia.
Delusa nelle sue aspettative, viene gradevolmente coinvolta in relazioni adulterine e vive al di sopra delle sue possibilità economiche.
Per trovare conforto alla sensazione di vuoto di cui soffre, Emma accetta il corteggiamento di un timido giovane studente di giurisprudenza, Léon Dupuis, come lei attratto dai piaceri della vita, dal lusso, dalla passione. Lui l’ama ma non riesce ad esprimerle il suo amore.
La loro relazione s’interrompe quando Léon deve trasferirsi a Parigi per completare i suoi studi.

Poco dopo Emma comincia un’altra relazione extramatrimoniale con Rodolphe Boulanger, un ricco proprietario terriero del luogo, affascinante e meno ingenuo dello studente. Egli desidera le belle donne e non ha scrupoli nel sedurle e poi abbandonarle.
Irretita dai fantasiosi vagheggiamenti romantici di Rodolphe, lei escogita un piano per fuggire con lui, ma il latifondista non vuole abbandonare la sua proprietà e le scrive una lettera di addio.
Emma si ammala e per qualche tempo cerca conforto nella religione.
Alcuni anni dopo, a Rouen, Emma e Charles vanno al teatro dell’opera e la donna incontra di nuovo Léon. I due ricominciano la relazione clandestina. Lei si reca in città ogni settimana per incontrarlo, mentre il marito crede che lei ci vada per le lezioni di pianoforte, non sospetta che abbia una relazione extramatrimoniale. La fiducia nella moglie è tale che lui le concede il pieno controllo dei propri averi, ma Emma lo dilapida e si rivolge ai suoi ex amanti per avere un aiuto finanziario per pagare i debiti, però questi rifiutano.
E’ costretta a rivolgersi ad un usuraio, monsieur Lheureux, un commerciante scaltro e manipolatore, che riesce a convincere Emma a comprare sempre più beni di valore a credito e a contrarre un mutuo presso di lui. La raggira e ne determina la rovina finanziaria.
Disperata, va nella farmacia di monsieur Homais, ruba una dose di arsenico, lo ingerisce e lentamente muore.
Charles è sconvolto. Trova le lettere che Rodolphe scriveva a Emma.
Poco tempo dopo anche Charles, afflitto dal dolore, si suicida. La figlia della coppia rimane orfana.
L’ambiziosa Emma rispecchia gli atteggiamenti della classe sociale borghese di quell’epoca, abbagliata dalle apparenze.