Autore Topic: Insonnia  (Letto 3723 volte)

Doxa

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Insonnia
« il: Febbraio 17, 2026, 19:15:02 »
Se il poeta Eugenio Montale guardasse adesso questo forum direbbe che è come un  “Meriggiare pallido e assorto".

E mentre l'ombra lunga della sera si sta posando sui tetti delle case, penso all’incipit della poesia che Ugo Foscolo dedicò “Alla sera”:   

“Forse perché della fatal quïete
tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
o sera!”.


Al poeta giunge cara la sera ! Ma una domanda “sorge spontanea”: per lui la notte era ugualmente cara quando andava a  letto per dormire e non riusciva a conquistare il sonno ?

Superata la soglia del tangibile, dovrebbe cominciare la dimensione  della calma apparente, delle atmosfere sospese e poi  del  sonno e del sogno, il quale ci fa inoltrare in  territori inesplorati, incontri ravvicinati:

“Notte, divina notte,
dimmi ove è nascosto il mio amore”;


e poi  sogni con storie di ordinaria quotidianità, oppure impreviste o impossibili.

Il sonno ha una propria divinità.

Per gli antichi Greci era Hypnos, figlio di Nyx, la Notte,  e fratello di Thanatos, dio della morte. Invece per gli antichi Romani “Somnus” era il dio corrispondente a Hypnos.



Era spesso descritto come un giovane alato, nella mano teneva semi di papavero (pianta dai poteri soporiferi) oppure una torcia rovesciata, simbolo del sonno profondo.

Hypnos era  un dio benevolo, capace di portare riposo agli uomini e agli dèi, alleviando la fatica e le sofferenze.

Viveva in una caverna nell’Erebo, il regno delle ombre, vicino al fiume Lete, il fiume dell’oblio.

Hypnos  era in grado di addormentare chiunque, persino gli dèi. Era il padre degli Oneiroi, le divinità dei sogni.

I  più famosi erano:

Morpheo: appariva nei sogni con sembianze umane.

Ikelos (Fobetore): assumeva la forma di animali o creature spaventose nei sogni.

Phantaso: appariva nella  forma di paesaggi, oggetti e visioni surreali.

Questi dèi  erano diretti da Hypnos.

segue
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2026, 19:19:38 da Doxa »

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Re:Insonnia
« Risposta #1 il: Febbraio 17, 2026, 22:05:46 »
“Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna”.

(Giacomo Leopardi, da “La sera del dì di festa)


 
“L’insonnia fu il mio male e anche il mio bene.
Poco amato dal sonno mi rifugiai nella veglia,
nel buio che non è poi tanto nero
se libera i fantasmi dalla luce
che li disgrega. Non sono tanto grati
questi ospiti notturni ma ce n’è uno
che non è sogno e forse è il solo vero".

Eugenio Montale,  Poesie disperse, parte terza; da "Tutte le poesie".

Il giornalista e scrittore statunitense Franklin Pierce Adams (1881 - 1960), noto per la sua arguzia, scrisse:  “Gli insonni non dormono perché si preoccupano, e si preoccupano perché non dormono.”

Invece lo statunitense Charles Monroe Schulz (1922 – 2000), creatore dei fumetti dedicati a Peanuts, scrisse: “A volte sto sveglio di notte e mi chiedo, "Dove ho sbagliato?" Poi una voce mi dice, "Per saperlo ti ci vorrà più di una notte ".

L'insonnia, come è noto,  è un disturbo del sonno caratterizzato dalla difficoltà di addormentarsi,  di mantenere il sonno o risvegliarsi troppo presto, con conseguente cattiva qualità del riposo e affaticamento diurno.
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2026, 22:08:45 da Doxa »

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Re:Insonnia
« Risposta #2 il: Febbraio 18, 2026, 08:56:59 »
“Nella veglia il mio sogno era la scrittura”, dice  Samantha Harvey nel suo libro titolato: “Le infinite notti. Il mio anno d’insonnia”.  E’ il suo memoir, atipico diario in cui confessa che per lungo tempo non è stata  in grado di concentrarsi, perciò procedeva nella scrittura per frammenti e digressioni. Quello scrivere era simile al sognare.

Nel 2016 Samantha smise di dormire dopo la morte del cugino Paul, trovato senza vita nel suo appartamento. In lei cominciò  l’inquietudine. Le notti  da sveglia sembravano non finire e passava il tempo a rovistare nei ricordi, in cerca di un indizio o di una pista da seguire, come una detective alle prese con un caso impossibile.

Farmaci, integratori, ed altro: nulla sembrava efficace, la paura di non dormire diventava per essa la causa dell’insonnia. Ogni notte sfumava nel giorno successivo e i pensieri si frammentavano per poi ricomporsi.
 

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Re:Insonnia
« Risposta #3 il: Febbraio 18, 2026, 18:23:12 »

Evelyn Williams, Moon on my Face (= la Luna davanti il mio viso), olio su tela, 1997, collezione privata

L’insonnia e il sogno: due poli opposti dello stesso territorio, il sonno !

Possiamo esplorarli dal punto di vista psicologico, simbolico e artistico.

Gli addetti ai lavori dicono che l’insonnia non è soltanto “non dormire”, è un’esperienza complessa, spesso fatta di:

iper attivazione mentale: pensieri che non “tacciono”, come se la mente non trovasse il pulsante “pausa”.

Vigilanza emotiva: ansie, anticipazioni, rimuginazioni.

Corpo in allerta: il sistema nervoso resta in modalità “diurna”.

L’insonne è sempre vigile, soltanto quando “smonta dal servizio” il suo controllo viene meno e la psiche permette il sonno e …  il sogno,  con un linguaggio simbolico (immagini, scenari, soluzioni, possibilità).

Sigmund Freud considerava  il sogno la “via regia all’inconscio”.

Quando si dorme male, i sogni diventano frammentati. È come se la psiche, privata del suo “teatro notturno”, cercasse di comprimere tutto in pochi atti.





« Ultima modifica: Febbraio 19, 2026, 08:13:24 da Doxa »

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Re:Insonnia
« Risposta #4 il: Febbraio 19, 2026, 17:41:29 »
Alcuni riferimenti biblici riguardanti il sogno (Giacobbe) e l’insonnia.

Il patriarca  Giacobbe: Una notte, durante il viaggio che lo portò a nascondersi presso lo zio Labano per fuggire dal fratello Esaù, Giacobbe fece un sogno (Genesi 28:10-22): una scala da terra si protendeva sino in cielo, con angeli che ascendevano e discendevano.

Nel sogno Dio gli parlava, promettendogli la terra sulla quale stava dormendo e un'immensa discendenza nella quale tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette in lui e nei suoi successori.


Nicolas Dipre (attribuito), Il sogno di Giacobbe, olio su tela, 1500 circa, Museo del Petit Palais ad Avignone, Francia.

Per questo dipinto l’artista francese ha avuto l’ispirazione dal racconto nel capitolo 28 della Genesi:

“Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. 
Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come cuscino e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa (28, 10 – 12). 

Ed ancora: “La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come cuscino, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel (= casa di Dio) mentre prima di allora la città si chiamava Luz” (28, 18 – 19).


Dal libro di Giobbe compreso nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana: capitolo 7, versetti 2 – 4: 

“Come lo schiavo sospira l'ombra e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me son toccati mesi d'illusione e notti di dolore mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: Quando mi alzerò?. Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino all'alba”.

Alcuni Salmi con riferimenti all’insonnia.

Dal salmo 63, 6 (Salmo di Davide, quando era nel deserto di Giuda): "Quando di te mi ricordo nel mio letto, a te penso nelle veglie notturne".

Salmo 121 (2 – 4):  Canto delle ascensioni.

“Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele”.
« Ultima modifica: Febbraio 20, 2026, 15:42:20 da Doxa »

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Re:Insonnia
« Risposta #5 il: Febbraio 20, 2026, 18:19:58 »
Il sonno, il sogno e l’arte.

L’insonnia e il sogno: due poli opposti dello stesso territorio, il sonno !

Possiamo esplorarli dal punto di vista psicologico, simbolico e artistico.

Nell’ambito dell’arte sono interessanti i sogni e il surrealismo: movimento artistico e letterario influenzato dalle teorie psicoanalitiche di Freud e Jung riguardanti l’inconscio.

Il surrealismo enfatizzò l’importanza dei sogni come fonte di ispirazione creativa non solo nella pittura ma anche nella fotografia, il cinema, la letteratura, la scultura.

Questa corrente pittorica include tecniche che permettono la creazione d’immagini strane e illogiche, fluttuano libere da ogni vincolo razionale.

Sigmund Freud sosteneva che i sogni sono la “via regia” per l’inconscio. Ma cosa succede quando questo concetto viene applicato all’arte?

Pittori come André Breton, Salvador Dalì, René Magritte  e Max Ernst contribuirono a far “emergere” l’inconscio tramite i loro dipinti: sono immagini simboliche.

Uno dei capolavori che meglio rappresenta questo connubio tra arte e psicoanalisi è “La persistenza della memoria” di Salvador Dalí, con i suoi celebri orologi molli  nel desolato paesaggio.


Salvador Dalì, La persistenza della memoria, olio su tela, 1931, Museum of Modern Art di New York

In questo piccolo  dipinto (cm 24 x 33) Dalì raffigura un paesaggio  costiero della Costa Brava, nota zona della Catalogna (Spagna). La scena è dominata dalla solitudine, dal silenzio e dall’immobilismo.

Nel quadro gli oggetti sono distribuiti in maniera disorganica nello spazio aperto (quattro orologi (uno “normale”, il più piccolo, da taschino, e tre orologi molli), essi alludono alla relatività del tempo e alla percezione soggettiva della sua  durata.

Poggiati su un parallelepipedo orizzontale  ci sono:

il tronco di un albero rinsecchito, con un solo ramo, sul quale c’è  un orologio molle piegato, sembra una sella per cavallo;

al centro, sullo spigolo del mobile,  un orologio molle  con sopra una mosca, verso le ore 12.

sulla sinistra un “normale” orologio da taschino con sopra le formiche.
 
Al centro del dipinto, in terra, una figura di colore bianco, sopra ha un orologio molle piegato in due. La figura, dicono gli esperti, rappresenta un viso di profilo: la bocca aperta, un occhio chiuso con lunghe ciglia.  :)
« Ultima modifica: Febbraio 20, 2026, 18:26:30 da Doxa »