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Vladimir Sorokin vince il Premio Gorky

Pubblicato il 28-09-2010


Lo scrittore russo Vladimir Sorokin, con il romanzo ''Ghiaccio'' (Einaudi, 2005), insieme al traduttore russo Gennady Kiselev ha vinto il premio letterario internazionale ''Maksim Gorky'', giunto alla seconda edizione.

Vladimir Sorokin è nato nel 1955 nel villaggio di Bykovo, vicino a Mosca. Ha studiato all’Istituto di Petrolio e Gas, ma non ha mai lavorato nel suo campo di specializzazione. E’ stato invece designer di libri tecnici, narratore, drammaturgo e pittore. Nel 1985 ha pubblicato a Parigi il suo romanzo più celebre, La coda (Ocered’), insignito poi del premio del Ministero della cultura della Repubblica Federale Tedesca. All’estero è famoso soprattutto in Germania dove sono state tradotte molte delle sue opere. Una delle prime cose pubblicate in patria è stato il testo teatrale Pel’meni (in russo è il nome di una specie di ravioli), uscito nel 1990 sulla rivista Iskusstvo kino.
Dal 1992 la casa editrice di Mosca Russkaja literatura ha raccolto e editato le sue opere: Un mese a Dachau (1992), Norma (1994), I cuori di quattro (1994), Romanzo (1994), Il tredicesimo amore di Marina (1995), l’antologia in due volumi Opere (1998), il romanzo Lardo azzurro (1999) e la raccolta di racconti Il banchetto (2001). Vive a Mosca.

La giuria del premio Gorky e' composta da esperti (scrittori, critici letterari, linguisti, traduttori, slavisti, italianisti) russi e italiani ed e' presieduta dal linguista Giovanni Bogliolo e lo scrittore Viktor Erofeev. Due membri della giuria, uno russo e uno italiano, sono bilingui.

Tra gli scrittori finalisti figuravano Boris Akunin con ''Il decoratore'' (Sperling e Kupfer, 2008) e Mikhail Shishkin con ''Capelvenere'' (Voland, 2006). Per la sezione traduttori erano in finale anche Fridenga Dvin per la traduzione del romanzo ''Fantasmi romani'' di Luigi Malerba (Inostranka, Mosca, 2008) e Elena Kostioukovitch per la traduzione del romanzo ''La misteriosa fiamma della regina Loana'' di Umberto Eco (Simposium, San Pietroburgo, 2008).


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