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Recensione Alberto Carbone

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Io sono una donna fedele - Recensione

Alberto Carbone, con il suo primo romanzo, "Io sono una donna fedele" edito da Alcyone, bombarda il lettore con una raffica d'ironia, utilizzando tutte le armi a sua disposizione: iperboli, paradossi, contrasti, visceralità, sorpresa e spiazzamenti.
La protagonista è la trentacinquenne Sara Pedretti, architetto pendolare, tra Arquata Scrivia e Genova. La storia viene narrata al suo analista, il dottor Segalerba, psicologo dalla stramba deontologia che arriverà a non chiedere più neanche l'onorario pur di poter sentire il prosequio delle vicende di Sara. In cambio dell'onorario, l'analista chiederà a Sara di continuare una partita a scacchi con un misterioso avversario, un altro paziente che a sua volta risponderà alle mosse di Sara, senza conoscerla. Oppure si? L'autore gioca con questa cornice inserita nella storia come a voler rappresentare una volontà propria dei personaggi a compiere le proprie mosse strappando da sè i fili tirati dal narratore.
Sara si troverà catapultata in una serie di vicende e di intrighi dove dovrà compiere le proprie mosse, come in una partita a scacchi, contro più avversari, che dovranno essere sconfitti uno dopo l'altro.

Il percorso da compiere sarà irto di pericoli ma la consueta ironia andrà in soccorso dei personaggi; una comicità in agguato dietro ogni pagina.
Suo marito Giorgio cadrà dal tetto della casa paterna per prestare soccorso al gatto siamese dei genitori. Nella caduta si sconterà con un paletto che ridurrà in poltiglia i suoi gioielli di famiglia. Luana, la trans amante di Edoardo, il fratello gay di Giorgio le consiglierà l'ospedale San Pau a Barcellona per la ricostruzione delle parti intime del coniuge. La trama si intrica ulteriormente con una serie di colpi di scena. Edoardo è uno scrittore, dall'indentità sessuale non molto definita. E' stato cacciato dalla famiglia e dimenticato dal fratello Giorgio per essersi dichiarato gay; nonostante questi trascorsi, è attratto da Sara e per questa ragione ingelosisce la sua editrice, Deborah che è innamorata di lui.
Deborah metterà alle calcagna di Sara uno dei personaggi più interessanti del romanzo, il cattivissimo Shotty, fotografo ricattatore. A suo confronto Fabrizio Corona è un neonato incapace di far del male a una mosca.
Sarà proprio Shotty ad allungare un'ombra sui personaggi e sulla trama fino a creare una suspance che trascinerà il lettore fino alla scena finale: la violazione dei sistemi di sicurezza della villa dell'avvocato Carlo Idronolato.
Shotty ha alle spalle una condanna penale di cui è responsabile l'avvocato Idronolato. Per questa ragione ricatta con delle foto osè Sara affinchè si faccia ritrarre in pose compromettenti con Carlo.
Shotty è molto ben caratterizzato dall'autore:

"Shotty, al secolo Gaetano Vismara, era il miglior fotoreporter acchiappa scandali che Deborah Zukerman avesse conosciuto negli ultimi due anni. Conduceva, però, una doppia vita che pochi conoscevano. Oltre a essere un ottimo fotografo, frequentava i peggiori ambienti malavitosi del centro storico genovese. Molti dei suoi servizi fotografici erano talmente scandalistici che nessun editore li avrebbe mai pubblicati."

Molti sono le digressioni oniriche che non perdono il carattere ironico dell'intera opera. L'autore usa abilmente la tecnica del narratore inattendibile proponendo la scena dello scambio di pazienti all'ospedale San Pau. A causa di questo scambio Giorgio verrà evirato per farne un bel trans, invece di beneficiare di un operazione di ricostruzione della sua virilità. Solo in seguito si scoprirà che, in realtà, si tratta solo di un sogno di Sara, rimasta in apprensione per l'operazione del marito.

Realtà e fantasia si mescolano in un'alchimia esplosiva che Alberto Carbone propone con umorismo a profusione e la giusta suspance per leggere la sua opera prima, tutta d'un fiato.




"Io sono una donna fedele"
Autore: Alberto Carbone
Prezzo € 12,00
Anno: 2007
Pagine: 272
Editore Alcyone (collana Tamburi)


Di Vincenzo Ciccone

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