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Recensione Andrea Feliziani

Andrea Feliziani

Persi Nella Memoria

Andrea Feliziani Persi Nella Memoria
Andrea Feliziani Persi Nella Memoria

Questo libro sembra sottrarsi ad ogni circoscritta e invalicabile classificazione schematica ed espositiva di un preciso e specifico genere letterario.
È un testo antropologico? Scientifico? Narrativo? Poetico? Fotografico? Documentaristico?
Con intenti didascalici e informativi? O piuttosto di riflessione critica ed emotiva?
È un racconto? O un semplice diario di viaggio? L’analisi strutturata di un fenomeno? O un pretesto per una riflessione sul “Sé”, sulla società, sul tempo che fluisce, sul “perché”, sul “dove”, sul “quando”.
È un po’ di tutto questo.
Scienza e poesia, in queste pagine si tendono la mano continuamente in un rapporto scambievole e fecondo di causa-effetto, grazie al quale la lettura procede coinvolgendo il lettore in una molteplicità di interrogativi che costituiscono la strada da percorrere in questo viaggio a cui si invitati a prendere parte, divenendone a poco a poco protagonisti.
D’altra parte la scelta della tecnica compositiva (narrativa e argomentativa) non è sicuramente di poco conto nel sottolineare questa efficace osmosi tra scienza e poesia.
Lo si avverte in modo palese (con l’apertura di ogni capitolo affidata ad una poesia) ed in modo più nascosto nel latente, ma pervicace e assiduo, intrecciarsi, al filo conduttore del fenomeno preso in esame nel suo aspetto più tecnico e scientifico, di considerazioni e percezioni emotive, di notazioni descrittive e di pensiero che improvvisamente ci inducono ad annusare il “profumo dei glicini nelle sere di maggio” e a cogliere i tenero contatto di “ carezze disperse nel buio della notte”.
Cos’ prendendo le mosse da una “Ouverture”- quasi ci si aprisse la strada verso una SINFONIA di note, immagini e parole, che dall’alto si distende sul mondo osservato con la poetica abilità del fotografo-scrittore. Assistiamo al lento e progressivo dipanarsi del discorso che prende il via da una analisi precisa e dettagliata sull’argomento cardine, corredata da numerose e puntuali appendici rigorosamente circostanziate da autorevoli riferimenti di studio e di indagini.
Dopo i primi due capitoli curati da entrambi gli autori, il discorso, ad opera di Andrea Feliziani, si articola nella sua molteplicità argomentativi e tematica suggerendo diverse chiavi di lettura. Ma di una lettura attenta, partecipe, in grado di sollevare la coperta che spesso chi scrive distende sopra le parole lasciando al lettore il compito di cogliere il sottointeso connotativo di ogni espressione linguistica. Ed è così che, accostandoci a “Persi Nella Memoria” non come semplici e frettolosi fluitori di carta stampata, ma da lettori “intuitivi” (nel senso etimologico “INTUS LEGERE”), ci accorgiamo che, dopo i primi due capitoli, prende l’abbrivio un viaggio.
Un vero e proprio decollo attuato da Andrea Feliziani per osservare e vivere dall’alto la strada maestra del filone principale che il lettore, rimanendo a terra, percorre insieme all’autore. Ma sempre con lo sguardo della mente e del cuore allertati. Perché la strada maestra, larga e spaziosa, non è percorsa con la scorrevolezza rapida e morbida di un viaggio senza deviazioni né soste: le soste sono inevitabili, le deviazioni necessarie, perché proprio come in un viaggio che non sia solo per immagini, fermarsi di tanto in tanto, coglierne il senso per arrivare a vivere il paesaggio che ci accompagna, esplorare e conoscere quei sentieri che intravediamo ai lati, fa si che il viaggiatore non sia semplicemente un turista, fa si che il viaggi diventi realmente un viaggio interiore: vissuto, sofferto, amato, compreso. E dunque nella complessità delle varie chiavi di lettura che il testo ci accompagna, è necessario districare per scegliere quella che maggiormente solletica o soddisfa interessi ed emozioni individuali.
Se il vostro unico intento sarà di trovare una attenta risposta a questo fenomeno “inquietante” e tanto spesso enfatizzato dalla comunicazione mediatica, bene, la risposta l’avrete.
Sarà una risposta che forse vi soddisferà (ovo deluderà) perché poco avrà a che fare con la cortina fumogena (ma tanto accattivante e spesso necessaria) del mistero, della meraviglia, dello straordinario: UFO, campi magnetici inspiegabili, essoterismo, magia, ecc, ecc.
Ma sarà proprio questa risposta ad indurvi a prendere in mano il libro per una seconda lettura. Perché la risposta ultima si arricchirà di altre domande che dovrete cercare di cogliere e alle quali sentirete di dover dare risposte: sarete, da lettori attenti e “intuitivi”, costretti ad interrogarvi, a mettervi di fronte alla realtà, a porvi in relazione con una attualità che ci travolge in una corsa affannosa e senza tempo, perché troppo spesso macinatrice affannosa di un tempo senza memoria, vale a dire da noi stessi privato della consapevolezza di essere vissuto.
Il rapporto con il tempo, con la mera scansione di ore, giorni, mesi, anni nel loro consueto avvicendarsi, con il passato, in particolare è uno di questi stimoli di riflessione.
Siamo indotti alla contraddizione dei falsi significati ormai frequentemente accreditati alle parole “essere” e “avere”.
Seguendo percorsi meditati lungo le vie della nostra interiorità, mai disgiunta dal fecondo rapporto con la spiritualità e l’interiorità dell’“altro”, sia esso persona o natura. E quindi, altra luce puntata su altri motivi di indagine , su altri “perché”. E così via di seguito.
Non alla ricerca di una risposta a tutti i costi, ma consapevoli che la necessità di interrogarsi continuamente è prerogativa essenziale per una vita degna di essere vissuta e che, tutto sommato, anche se la risposta non viene, il percorso compiuto in direzione di essa, ha dat ovita e significato alle nostre giornate.
Non si può non prestare attenzione anche al corredo fotografico del testo, che si rivela una parte integrante di quanto fino ad ora detto.
La fotografia, come tutte le espressioni artistiche, cessa di essere “arte” quando si ferma alla pura e semplice riproduzione di una realtà. Ma la realtà “è” e “non è”.
La realtà sfugge, pur nella sua determinatezza e nella sua inequivocabile presenza. La realtà è molteplice. Ha spesso tentacoli nascosti, evidenze latenti suggestioni impercettibili, profumi suoni e colori spesso solo apparentemente visibili.
L’arte del fotografo sta nel sapere cogliere questo mondo sommerso per restituirlo all’evidenza. Andrea Feliziani è riuscito in questo intento. Attraverso le immagini ha saputo dare voce e consistenza a tutte le emozioni sottese alle tematiche affrontate in “Persi Nella Memoria”. Non compaiono, infatti, solo fotografie dei “cerchi”, ma anche di volti femminili, di momenti di vita interni ai luoghi peculiari, particolari di precise ritualità “magiche” connesse con il fenomeno in questione…
Un mondo intero, quello dei Crop Circles, vissuto dall’autore e da lui trasmesso a noi lettori attraverso un lavoro significativo di vera e suggestiva sinestesia fatta di parole e immagini.

Di millennium

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