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Biografia Curzio Malaparte
Curzio Malaparte
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Curzio Malaparte doppiogiochista degli americani. È noto che lo scrittore toscano dedicò "La Pelle" al colonnello statunitense Henry Cumming, il cui intervento fu decisivo la notte del 22 marzo 1945 per farlo scarcerare da Poggioreale, e ai soldati americani «morti inutilmente per la libertà d’Europa». Ma quest’indizio, risalente al 1949, pur citato nelle biografie di Giordano Bruno Guerri ("L’arcitaliano", Bompiani, 1980) e di Giuseppe Pardini ("Curzio Malaparte. Biografia politica", Luni editrice, 1998), non aveva portato a ulteriori sviluppi. Ora un saggio dello storico Mauro Canali, che uscirà sul numero della rivista «Nuova Storia Contemporanea» in edicola e in libreria da mercoledì 29 luglio, aggiunge inediti elementi alla tormentata e rocambolesca vita di Malaparte (1898-1957), tali da far leggere in una luce nuova il periodo che va dal 1939 al 1947. Il colonnello Cumming, come ha scritto Guerri, era morto il 10 luglio 1945 «per un fulmineo attacco di paralisi infantile», una perdita che aveva molto addolorato l’autore di "Kaputt". Ma c’era un altro amico americano che era stato determinante nella vita di Malaparte: si chiamava Percy Winner, era stato corrispondente da Roma per l’Associated Press tra il 1925 e il 1928 e poi, dal 1939 al 1941, era tornato nella capitale italiana come responsabile dell’International News Service del gruppo Hearst. Come dimostrano gli interessanti documenti trovati da Mauro Canali ai National Archives di Washington e all’Archivio centrale dello Stato a Roma, Winner, soprattutto durante il suo secondo soggiorno, accanto all’attività di corrispondenza svolgeva un lavoro di intelligence per l’ambasciata americana. La polizia fascista lo sapeva, o comunque lo sospettava fortemente, e faceva sorvegliare il corrispondente da un suo collaboratore, il giornalista Camillo De Ritis. Una nota della questura romana lasciava intendere quanto fosse marcato a vista: «Il Winner in questi ultimi tempi si mostra eccessivamente riservato e circospetto anche nel proprio ufficio, ciò che lascia maggiormente a dubitare sulla sua attività». A fugare i dubbi residui, l’antifascismo dell’americano era testimoniato da un altro spione che frequentava la sala stampa estera, il lituano Felice Matanzan Link. Questa vicenda di spionaggio e controspionaggio in Italia durante i primi anni di guerra si fa ancora più interessante quando si scopre che il principale informatore di Winner, entrato poi negli effettivi dell’Owi, Office of War Information, uno dei rami dei servizi segreti americani, altri non era che Curzio Malaparte. Il «maledetto toscano», fascista della prima ora, poi dissidente, giornalista di successo tenuto sotto controllo dalla polizia politica del regime, infine antifascista e collaboratore dell’«Unità» nel dopoguerra (una delle ultime foto lo ritrae con Palmiro Togliatti), aveva collezionato più di un arresto: uno nel 1933, per disaccordo con il fascismo, un altro il 22 novembre 1943 per motivi opposti: il Cic, Counter Intelligence Corps, lo aveva tenuto prigioniero sino al 30 novembre con l’accusa di essere stato «il collegamento tra il conte Ciano e i greci sino a quando l’Italia cominciò l’invasione della Grecia». «Da allora — scrive Canali — Malaparte iniziò la sua collaborazione con il Pbs, riferendo settimanalmente al colonnello Henry Cumming». Cioè cominciò a collaborare con il controspionaggio americano. Ma c’è un sorprendente documento, riferito all’arresto del novembre 1943, che ci fa retrodatare la collaborazione di Malaparte con gli Usa di quattro anni. Venuto a sapere dell’arresto, Percy Winner, ormai responsabile per l’Europa dell’Owi, scrisse da New York «una concisa e significativa nota» indirizzata al quartier generale delle forze alleate nel Mediterraneo per scagionare il geniale amico italiano: «L’ho conosciuto e frequentato in Francia e in Italia negli ultimi 19 anni. Dando informazioni attraverso la mia persona alle autorità americane, il suo antifascismo è sicuro, sulla quale cosa posso testimoniare sotto giuramento. Questa sua attività si svolse specialmente tra il 1939 e l’estate del 1941. William Phillips, allora ambasciatore a Roma, può attestare la grande importanza delle informazioni militari e politiche fornite da Malaparte, attraverso me, all’ambasciata». La data di questa dichiarazione, finora sconosciuta, è del gennaio 1944, quando Malaparte era ormai libero. Ma è molto importante oggi ai fini della ricostruzione biografica. Basta l’amicizia con Winner a spiegare la collaborazione di Malaparte con i servizi segreti Usa? Secondo Canali nel doppiogiochismo dello scrittore toscano c’è un motivo anche politico. Malaparte faceva parte dell’entourage del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, di cui erano ben noti i sentimenti antitedeschi e i pessimi rapporti con il suo collega Joachim von Ribbentrop da quando questi gli aveva comunicato nell’agosto 1939 la decisione unilaterale della Germania di invadere la Polonia. Nel 1947 Winner pubblicò un romanzo autobiografico intitolato "Dario. A Fictitious Reminiscence". Il personaggio principale del libro, Dario Duvolti, altri non era che Curzio Malaparte, di cui si raccontavano estro e propensione al doppio gioco. Lo scrittore toscano ne fu molto irritato e scrisse dure lettere di protesta ai giornali americani che avevano recensito il romanzo dell’ex amico, senza peraltro ottenerne la pubblicazione.

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