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Biografia Giambattista Tiepolo
Giambattista Tiepolo
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Giambattìsta Tiepolo (Venezia 5.3.1696 - Madrid 27.3.1770) Pittore. Nacque a Venezia nel 1696 da una famiglia benestante, ma l'anno successivo perse il padre, proprietario di una nave. Entrò molto giovane nella scuola del pittore Gregorio Lazzarini. Tièpolo, fra gli ultimi e più significativi rappresentanti della pittura barocca, dapprima influenzato dalla ricerca chiaroscurale del Piazzetta, di cui ammirava il tratto fluido e largo, (Sacrificio di Isacco, 1716, Venezia, chiesa dell'Ospedaletto; Martirio di S. Bartolomeo, 1722-23, Venezia, San Stae), si orientò verso una gamma cromatica caratterizzata da toni liquidi e trasparenti, realizzando composizioni di notevole scioltezza e libertà, preludio delle grandiose strutture sceniche della maturità (Storie bibliche e Caduta degli angeli ribelli, Palazzo Arcivescovile di Udine, 1726-28). Sensibile all'influsso dell'arte del Veronese, ne riprese la sapiente orchestrazione cromatica nelle decorazioni (1731) dei palazzi Dugnani e Archinto a Milano e nella Cappella Colleoni di Bergamo (1732-33), mentre diede prova di virtuosismo prospettico illusionistico in composizioni immerse in una luce piena e solare negli affreschi delle chiese dei Gesuati (1737-39), di S. Alvise (1739-40) e di Palazzo Labia (Storie di Antonio e Cleopatra, 1747-50) a Venezia e del soffitto di Palazzo Clerici (Carro del Sole, 1740) a Milano. Grande vitalità e libertà compositive, intensa luminosità e vivaci contrasti cromatici si ritrovano anche negli affreschi con temi allegorici, mitologici e storici, realizzati nella residenza di Würzburg (1751-53), nelle decorazioni delle ville palladiane Valmarana, presso Vicenza (1757), e Pisani, a Stra (1760), e dei soffitti di Ca' Rezzonico a Venezia (1758). Realizzò anche stupendi disegni e raffinate acqueforti (Capricci, 1740 ca). Ebbe due figli, entrambi pittori e incisori. Giandomenico (Venezia 8.8.1727 - ivi 3.3.1804), collaboratore del padre a Würzburg (1751-53) e Madrid (1762-70), dipinse prevalentemente scene di genere con spiccata vena satirica e grottesca. Famosa la serie di incisioni della Fuga in Egitto (1753). Nel 1762 la fama ormai internazionale di Giambattista Tiepolo lo condusse a Madrid, ancora una volta con i suoi figli, a decorare il palazzo del re Carlo III. Vi lavorò fino alla morte, sopraggiunta nel 1770, quando ancora la commissione non era stata portata a termine. Dinanzi a un suo affresco veniamo subito pervasi dal senso di levità che il pennello ha saputo creare con virtuosistica mobilità nelle linee soffici e nei colori delicati. I tagli compositivi e i giochi di luci e ombre, che si accordano perfettamente alle ampie dimensioni di soffitti, di pareti e di pannelli, non sopraffanno lo spettatore ma lo elevano e lo trasportano in alto, su quelle nuvole che tanto spesso accolgono i Santi da lui rappresentati. Giambattista Tiepolo è il maestro della tavolozza cromatica e della leggerezza del segno della pittura veneziana del Settecento. La fortuna di questo pittore dominò il mondo della nobiltà della città lagunare, che ormai viveva nei suoi ideali non più realizzabili, nelle sue visioni fantastiche che, sotto il pennello di Tiepolo, prendevano vita, come evocate dal grande teatro della mitologia. L'artista aveva imparato, apprezzando la pittura di alcuni pittori veneziani quali Bèncovich e Piazzetta, il dinamismo del movimento. Se però questi suoi maestri lo giocavano tutto su un forte chiaroscuro, Tiepolo trova il modo di esprimere la vivacità del movimento con toni chiarissimi, armonizzati in un raffinato riverbero avorio. Le sue composizioni si aprono sempre più su scenografie prospettiche, alle quali corrisponde l'ardimento cromatico delle tinte ariose ed eccitate. Oltre le quinte prospettiche, composte da architetture e da figure poste di spalle rispetto allo spettatore, si apre una sapiente orchestrazione composta da tutto un repertorio di scorci, di gesti, di particolari, come mostrano gli affreschi della maturità a Palazzo Labia, uno dei suoi cicli più felici e scenografici.

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