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Biografia Gianni Dorigo
Gianni Dorigo
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Gianni Dorigo nasce a Ferrara il 30 settembre 1953 e dal 1968 vive a Firenze. Dal 1980 è insegnante e responsabile del corso di Visual Design presso l’Istituto d’Arte e Design Leonetto Cappiello. Con la prima personale nel 1974 (presentazione di Antonio Bueno) inizia una collaborazione con Marcello Innocenti e la Galleria Inquadrature, collaborazione che si protrae fino al 1982. Negli anni Settanta lavora con smalti e mascherine di lettere, formando parole “che hanno popolato inutilmente le speranze, logorate da tanto retorico consumo. È un lessico povero: potere, critica, rosso” (Eugenio Miccini, 1975). Con questi quadri espone in diverse gallerie italiane (Studio 2, Galleria De’ Carbonesi, Studio Arti Visive, Officina 75). Nel 1975 è presente alla Quadriennale di Roma Nuova Generazione. Nel 1977 il lavoro di Dorigo si intreccia con le scritte del ’68 parigino: “Le tele di Dorigo sono il risultato di un’operazione povera, essenziale e diretta, poche pennellate di colore e il dimesso decor, di solito tratta da quella enorme e per molti aspetti nuova produzione di proverbi e massime murali di cui fu così ricco il sessantotto parigino” (Giuseppe Nicoletti, 1977). Il lavoro di questi anni viene esposto a Firenze nella Galleria Sangallo, con testi di Eugenio Miccini e Stefano Canepa, e a Genova presso la Galleria L’incontro con testo di Lara Vinca Masini “La sua esperienza si svolge su due binari: il primo è quello del recupero e delle catalogazioni attraverso le fotografie delle Scritte sui muri, di un contesto espressivo spontaneo e popolare e di un particolare codice di segni e di gestualità che il mondo dell’informale e della pop avevano già fatto emergere, seppure in termini più formali ed estetici”. Nel 1977 Claudio Cicerone e Massimo Di Volo invitano Gianni Dorigo a esporre nella loro galleria AxA di Firenze. Da questa mostra inizia una collaborazione che prosegue fino alla chiusura della galleria nel 1994. Nel 1979 Tommaso Paloscia lo segnala nel catalogo nazionale d’arte moderna Bolaffi. Inizia in questi anni la presenza di Dorigo nelle più importanti Arte Fiere d’Italia (Bologna, Bari). Con la collaborazione della Galleria Inquadrature espone in diverse rassegne italiane ed europee: Ander 82 (Bilbao), Dieci Pittori, Galleria Ferretti (Viareggio), Per le Napoletane, Galleria CM (Roma), Situazione 77, Galleria San Fedele (Milano). Nel 1982 è presente nella rassegna Giovani presenze in Toscana (Galleria Comunale di Arte Moderna, Forte dei Marmi), curata da Tommaso Paloscia e Andrea Del Guercio. Nel 1983 inizia a lavorare al ciclo delle Geografie Terrestri. Nel 1985 realizza l’immagine grafica per l’evento Firenze a tavola per la vita. Alessandro Tempi, in un testo del catalogo (Electa) della mostra antologica Gianni Dorigo 1974-1994, scrive: “Queste Geografie ci colpiscono anche per il loro agire come figure di senso, vale a dire per il loro veicolare metaforicamente un più vasto discorso intorno allo stato di contentezza del mondo, che può essere compendiato in questi termini: solo se riusciremo a pensare il mondo come forma d’arte (e quindi come oggetto di un pensiero estetico - creazionale), sapremo spezzare l’incantesimo inquietante della sua coartante ovvietà. La contentezza costituisce oggi il nuovo fondamento del mondo, perché di fatto esso lo istituisce e ce lo rende tale (vale a dire oggettivabile e quindi fruibile, spendibile). Ma essa per altri versi ce lo restituisce, con tutto l’onere di responsabilità etico-intellettuale che questa titolarità implica”. Nel 1987 Tommaso Paloscia lo segnala per la rassegna Under 35, Arte Fiera Bologna. Le Geografie Terrestri vengono esposte sia in personali che in rassegne nazionali. Alle Logge Vasariane di Arezzo con la presentazione di Stefano Benedetti, a Fiesole nella mostra A prova di tempo presentata da Gianni Pozzi, a Camporgiano (Lucca) nella rassegna Creatività curata da Giandomenico Semeraro. Nel 1989 espone nel punto Einaudi di Firenze, curandone in seguito il programma espositivo. Lo stesso anno Maurizio Corgnati invita Dorigo a realizzare un murale a Maglione (Torino), luogo in cui lo stesso Corgnati ha costruito, nel corso degli anni, il “Museo all’aperto”. A partire da 1992 nelle Geografie iniziano inserimenti cartacei collegati ai Miti. Parallelamente ai suoi lavori pittorici Dorigo costruisce Libri d’artista, di cui Paola Cammeo (Rivista «Meta, Parole e Immagini», 3-4-1994) scrive: “Dal 1980 Gianni Dorigo, pittore e grafico pubblicitario, si dedica alla creazione di libri, volumi in cui, in ogni pagina, pittura e scrittura si concatenano in una sequenza mai casuale. Realizzati su carte del primo Novecento o su altre della più varia qualità, sia di spessore che di colorazione, tagliati nei più vari formati e con una semplice o ricercata copertina, i libri di Dorigo individuano e indagano molteplici ricerche,diventando depositi di esperienze dalle quali l’artista più di una volta ha tratto i soggetti per i quadri”. Nel 1992 realizza per Loriano Bertini il libro d’artista Geografie e partecipa alla mostra Libro d’artista italiano a cura di Ralph Jentsch, al Museum of Modern Art di New York. Nel 1993 il Comune di Cembra (Trento) organizza una sua personale con i suoi ultimi lavori Geografie e Miti e una selezione dei suoi libri d’artista. In catalogo Lara Vinca Masini presenta il lavoro di Dorigo: “…dopo i suoi lavori ideologicamente impegnati, rivolti anche alla situazione socio-politica degli anni Settanta, come erano le sue Scritte sui muri e i successivi Teatrini, più di dieci anni di ricerche si snodano in un panorama ricco di passione, significati di diversa e complessa derivazione, di carica emotiva e anche di un lirismo sottile, che Dorigo riesce a fondere e chiudere in una sintesi, infine, squisitamente formale”. Nel 1995 il Comune di Certaldo organizza presso Palazzo Pretorio una mostra antologica di Gianni Dorigo. Nelle sue sale più di cento quadri dal 1974 al 1994, dalle Scritte sui muri fino alle Geografie e Miti. Nel catalogo (Electa) testi di Claudio Cerritelli, Alessandro Tempi e Paola Cammeo. Lo stesso anno Tommaso Paloscia lo presenta alla mostra Della coerenza, Galleria Vialarga di Firenze: “Sono cinque dipinti. In uno di essi la cancellazione dell’esistente con larghe pennellate di tipo murale reca nella scialbatura la scritta (ancora una volta hanno peso formale le scritte) Tsushima 1905. Posto tra il ciclo delle carte e quello dei libri-oggetto d’arte dei quali raccoglie in eredità lo spirito della navigazione immaginaria e avventurosa per lidi lontani, Tsushima in effetti è un libro-racconto libero; che con una trama storica ma idealizzata per immagini gioca con la fantasia sugli episodi il più delle volte tragici della vita reale”. A Firenze presenta, inoltre, la collezione completa dei suoi libri d’artista, presso la Palazzina dell’ex Ministero dell’Agricoltura. Dal 1996 al 1997 prepara le opere per la mostra I luoghi del martirio. Più di cinquanta “quadri-oggetto” sul tema del martirio dei santi. La mostra, itinerante, si apre a Firenze presso l’Istituto Francese per poi proseguire alla Galleria Immaginaria di Arezzo e a Milano, da Antonio Battaglia Arte Contemporanea. Parte delle opere sono documentate nel catalogo di Morgana Edizioni a cura di Arabella Natalini con testi di Arabella Natalini, Jean-Michel Carasso, Michel Pierre, Anna Scattigno, Alessandro Tempi, Paola Presciuttini, Eugenio Miccini, Mario Bufano (per la mostra di Arezzo viene aggiunto un testo di Matilde Puleo). Arabella Natalini, nel presentare la mostra, scrive: “…queste immagini consuete possono essere smontate e ricomposte liberamente attraverso frammenti che indicano storie di fede, dolore e passione riproposte qui in maniera ironica e giocosa. Le storie dei martiri vengono così ri-raccontate con segni e simboli che rimandano all’elemento mistico ma anche, e soprattutto, a quello carnale e terreno, mentre le antiche icone sono interpretate attraverso uno sguardo contemporaneo che non può, e non vuole, prescindere dalle molteplici rappresentazioni del passato, patrimonio collettivo della cultura cristiana”. Prosegue in questi anni la presenza di Dorigo nelle fiere artistiche italiane: Arte Fiera Bologna, Arte Roma97, MiArt Milano. Nel 1997 partecipa alla mostra Il toro nell’arte curata da Gianni Pozzi presso la galleria Santo Ficara di Firenze. Nel 1998, nella Galleria Immaginaria, espone trenta piccoli quadri oggetto (Scatoline) con catalogo di Morgana Edizioni. Fernando Acitelli scrive una poesia per ogni lavoro e Anthony Sidney un brano musicale. Quadri, poesie e musica vengono poi raccolti in un catalogo d’autore edito da Morgana. Lo stesso anno vede l’avvio dei quadri “cinematografici”; sono lavori che iniziano dal manifesto del film per poi trasformarsi dopo una serie di elaborazioni pittoriche e fotografiche. La prima mostra di questo ciclo, a cui Dorigo tuttora si dedica, è Godzilla, con testi di Claudio Carabba, Nicola Nuti, Patrizia Landi e un racconto di Ivan Teobaldelli. Queste opere sono prima presentate a Firenze nella Stamperia della Bezuga; in seguito, insieme ad una serie di inediti, vengono esposte a Sant’Agata Feltria nel Museo Rocca Fregoso. Vincenzo Mollica recensisce la mostra con un ampio servizio all’interno di un telegiornale su rete nazionale. Nel 1999 un quadro di Dorigo viene scelto e utilizzato per il manifesto del premio di narrativa Opera Prima ad Arezzo. Si consolida intanto la presenza dell’artista in importanti fiere nazionali ed estere: Arte Contemporanea di Reggio Emilia, Arte Fiera di Padova, Holland Art Fair, Lineart Gand. Alessandra Borsetti Venier presenta, presso il proprio spazio espositivo “Minimum”, un libro d’artista di Dorigo con un racconto di Alessandra Bruni (numero 15 della collana Minimum, Morgana Edizioni) e la mostra Piccola storia del cinema con due interventi di Paola Paoli e Alessandro Tempi. Cinquanta piccoli oggetti di forma irregolare, ognuno un film del passato o del presente, un percorso di immagini e ricordi dell’autore. All’Istituto Stensen di Firenze Riccardo Ventrella organizza la mostra Sette per sette per sei, proiezione di film di Kitano e Dreyer affiancati ai quadri di Dorigo. Nel 2001 la Galleria Il Ponte ospita la mostra Cinemascope, catalogo edizioni Polistampa con testi di Omar Calabrese, Claudio Carabba e una poesia di Vincenzo Mollica. Nella presentazione Calabrese scrive: “Dorigo ridipinge manifesti - che non sono più gli stessi - come soggetti di ‘quadri da cavalletto’, e li reinvesta, aggiungendo magari scrittura a combinandoli in composizioni come se si trattasse di natura in posa. E così, paradossalmente, compie un’operazione concettuale, proprio mentre esibisce, al contrario del concettuale, la mano autrice dell’artefatto e del virtuosismo tecnico. Il cammino segnalato all’inizio, che partiva dalla pittura, e lentamente ma inesorabilmente conduceva alla pubblicità e alla sua affissione, si volge all’indietro. La pubblicità (quella pubblicità: fonte dell’immaginazione contemporanea, e soprattutto dotata di forte componente narrativa) torna verso la pittura, riscopre le sue origini antiche e ormai cancellate. Il pregio, peraltro, consiste proprio nel non limitarsi ad enunciare il percorso che abbiamo detto, producendo un’arte filosofica ma magari noiosa, ma a praticarlo coi mezzi medesimi del dipingere, affrontando così i rischi inevitabili che l’esibizione tecnica impone all’artista, ma che spesso costituiscono anche l’obiettivo della sua sfida e delle sue soddisfazioni”. Con gli interventi di Riccardo Ventrella e Pier Francesco Listri viene presentata presso GMG megastore di Firenze la mostra Costellazioni, una serie di 65 piccoli quadri ispirati ai film di Hitchcock. La mostra prosegue poi presso la Galleria Immaginaria di Firenze e presso l’Arte Fiera di Gand “Lineart”. Sempre nel corso del 2001 è presente nella cartella di grafica Segni, edita dalla Stamperia d’arte Edigrafica per conto del Comune di Firenze. I suoi lavori entrano a far parte delle collezioni di Gillo Pontecorvo, Folco Quilici, Mario Monicelli. Nel 2002, presso il consiglio Regionale della Toscana, viene allestita la mostra Amici miei: una raccolta di opere di 16 artisti ispirate ai film di Mario Monicelli. Il catalogo, edito da Polistampa, presenta testi di Tommaso Paloscia e Fabrizio Borghini. Presso la galleria Art Point Black di Firenze presenta una serie di disegni/progetti per la mostra Alfabeto. E’ presente in diverse rassegne organizzate dalla stessa galleria: Contemporaneamente, presso la Fortezza da Basso a Firenze, Code Focus e Litterae OE presso Art Point Black. Sempre nel corso del 2002, presso il Festival regionale dell’Unità, inizia la mostra itinerante Omaggio a Mario Luzi. Sarà in seguito ospitata dalle Gallerie Kore di Vicchio, Corte dei Coverelli a Firenze e al Caffè storico Giubbe Rosse di Firenze. Il catalogo, a cura di Claudio Cerritelli, è il numero 15 della rivista «Meta parole e immagini». Nel 2003 realizza la copertina e una serigrafia per il libro Il colore dell’ombra di Gabriele Azzolini (ed. EffeA). Lo stesso anno espone i suoi lavori cinematografici a Pistoia presso Modern Art Project. Nel 2004 è invitato a presentare suoi quadri alla Galleria Kore arte contemporanea (Vicchio, Fi) e alla Galleria Variarte di Firenze. Presso lo spazio espositivo OE Club di Firenze presenta quadri dal ciclo Cinema in Toscana con interventi di Tommaso Paloscia e Pier Francesco Listri. E’ presente alla mostra Segni 1999-2003 presso la Stamperia d’arte Epigrafica. Partecipa alla mostra Megamosaico dell’arte italiana 13x17, Chiesa di San Gallo (Venezia), Fabbrica Pria (Biella) a cura di Elena Agudio, Blanch Alt, Philippe Daverio. Per le edizioni Pulcino Elefante nel 2005 pubblica il libro d’artista Ombre con una poesia di Alda Merini. Nel 2007, nelle sale espositive del Comune di Castelnovo ne’ Monti (RE), presenta la mostra Il fiore e il serpente a cura di Luca Beatrice. Nel catalogo testi di Luca Beatrice, Paola Facchina, Nicola Nuti, Gillo Pontecorvo, Marco Badi. Nella presentazione Luca Beatrice scrive: “…G. D. si è formato in quel desiderio comune di far uscire la pittura dall’eccesso di conservatorismo e di farla dialogare con altre forme di arte più complesse, più aperte. Il quadro come tale ha fallito. Per rinnovarsi deve accettare altre sfide, prendersi più rischi, sapere che tutto si gioca sul piano della concettualità…”. Nel 2007 e 2009 è presente in Arte e solidarietà nella ricerca (Fiorgen): Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna, Museo Archeologico Nazionale Firenze. È presente nel libro 13 x 17 un’indagine eccentrica sull’arte in Italia a cura di Philippe Daverio e Jean Blanchaert. Rizzoli 2007. Nel 2008 presenta a Pistoia, con uno scritto di Benedetta Pucci, presso la galleria M’arte una selezione, con alcuni inediti, delle opere Il fiore e il serpente. Presenta nella rivista di letteratura «Ellin Selae» un intervento dal titolo Fotocopiando 1980-2008, mille frammenti d’immagine in A5 inseriti uno per copia. Per la “Festa della Toscana” 2008 realizza una serie di 20 quadri su Cinema e lavoro. Il periodico del Consiglio Regionale, «Il Consiglio», dedica la copertina e un articolo interno a queste opere con contributi di Franco Carnevale e Roberta Fiorini. Nel 2009 realizza le immagini del numero 9 della rivista «Antipodi» a cura di Alessandra Borsetti Venier: 16 lavori dedicati al cinema americano, horror, fantascientifico, noir, dagli anni Venti agli anni Ottanta. La serie completa di 30 opere viene presentata nella galleria Immaginaria di Firenze con l’intervento di Paola Facchina. Partecipa alla mostra Luna e l’Altro a cura di Alessandra Borsetti Venier presso Palazzo Panciatichi a Firenze e Palazzo Pretorio a Certaldo ed è presente nell’antologia omonima di poesia e arte (Morgana Edizioni). In occasione della XVIII Rassegna “Incontri d’Arte 2009” presso la Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea, Pontassieve (FI) presenta la mostra Multisala con un intervento diSonia Zampini e realizza le opere del libro-oggetto A-NERA il primo della collana Voyelles dedicata a Rimbaud a cura di Alessandra Borsetti Venier (Morgana Edizioni) con testi e poesie di Roberto R. Corsi e Liliana Ugolini.

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