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Biografia Jack Finney
Jack Finney
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Jack Finney (Milwaukee, 2 ottobre 1911 – Greenbrae, 14 novembre 1995) è stato un autore di fantascienza statunitense. Le sue opere si collocano su un ideale crocevia tra fantascienza, thriller e horror, e possono essere avvicinate alla fantascienza crepuscolare di Ray Bradbury. Finney nacque a Milwaukee, nel Wisconsin, e gli venne dato il nome di John Finney. In seguito alla morte di suo padre, quando aveva tre anni, il suo nome venne cambiato in Walter Braden Finney in suo onore, ma tutti continuarono a chiamarlo "Jack" per il resto della vita. Frequentò lo Knox College di Galesburg, Illinois, città a cui avrebbe dedicato la raccolta di racconti I Love Galesburg in the Springtime (1963). Sposò Marguerite Guest, da cui ebbe due figli, Kenneth e Marguerite. Dopo aver vissuto a New York e aver lavorato per un'agenzia pubblicitaria (come Simon Morley, protagonista del romanzo Indietro nel tempo, del 1970), si trasferì con la famiglia in California all'inizio degli anni '50. Visse a Mill Valley, in California, e morì di polmonite ed enfisema a Greenbrae, California. Il primo racconto di Finney, intitolato The Widow's Walk, vinse nel 1946 un concorso promosso dalla rivista Ellery Queen's Mystery Magazine. Il suo primo romanzo, Five Against the House, venne pubblicato nel 1954 e divenne un film l'anno seguente. Il romanzo della notorietà di Finney fu L'invasione degli ultracorpi (The Body Snatchers, 1955, noto in Italia anche col titolo de Gli invasati), dedicato a un'invasione aliena e da cui venne tratto l'omonimo film del 1956 (Invasion of the Body Snatchers), che ebbe differenti sequel e remake. Il romanzo racconta di alieni che prendono le sembianze di esseri umani per sostituirsi progressivamente a loro: il libro è stato oggetto di differenti interpretazioni, ed è stato ad esempio letto come allegoria della Guerra Fredda e delle ossessioni maccartiste sulle infiltrazioni di spie sovietiche negli Stati Uniti. Di là da questo, traspare nel libro l'attenzione di Finney alla psicologia dei personaggi e la sua cura del dettaglio: senza ricorrere a effetti speciali, Finney demanda ad esempio l'identificazione della natura aliena degli invasori a piccoli particolari che turbano impercettibilmente l'apparenza familiare della persona a cui s'è sostituito l'alieno. Con questa tensione straniante fra familiare e non-familiare, Finney crea un effetto sottilmente perturbante in senso freudiano. Il capolavoro di Finney è tuttavia, probabilmente, il romanzo del 1970 Indietro nel tempo. Si tratta di una storia di viaggio nel tempo che introduce nel genere la significativa novità di non prevedere l'uso di una macchina: il protagonista Simon Morley, pubblicitario newyorkese, viene mandato nella New York del 1882 da un equipe di scienziati governativi che hanno ideato - sulla base delle teorie di Einstein - un modo di viaggiare nel tempo che prevede l'uso dell'ipnosi. Il passato, dice Finney, non è morto: fili sempre più tenui lo legano al presente, e - calandosi mentalmente nella realtà di un'altra epoca e di un preciso luogo - si puà imparare a "sentirlo" come vivo e pulsante, e "passare" dall'altra parte. Occorrono precisi individui (dotati di una forte capacità immaginativa) e un luogo che sia rimasto virtualmente inalterato dall'epoca in cui si vuole andare: il viaggio di Indietro nel tempo non consente di spostarsi in epoche troppo distanti dall'universo mentale del soggetto, ma solo in epoche a un tempo vicine e lontane, come - appunto - il XIX secolo. 'Indietro nel tempo presenta molti dei temi cari a Finney, come il tempo, l'attenzione al dettaglio (Morley impara a capire non solo la realtà storica dell'Ottocento americano, ma anche - ad esempio - come le persone, all'epoca, visualizzavano la realtà, percepivano le immagini, sentivano i colori, gli odori, i sapori), il fascino del passato che si ripresenta in forma spettrale, l'affetto per un'epoca - l'Ottocento - vista come più innocente della nostra, ignara dell'incombere delle due Guerre mondiali, senza inquinamento né mezzi di comunicazione di massa. Il romanzo si caratterizza dunque per un'immagine vivida e dettagliata della New York della fine del XIX secolo, condotta da Finney attraverso l'uso di foto e disegni d'epoca che integrano il testo: l'effetto è quello della riproposizione affettuosa e malinconica d'un mondo perduto, che si ripresenta anche in altri lavori di Finney (come il racconto The Love Letter, presente in I Love Galesburg in the Springtime). Nel 1987, Finney ricevette il World Fantasy Award alla carriera alla "World Fanasy convention" tenutasi a Nashville, in Tennessee.[1] Finney morì all'età di 84 anni, poco dopo aver concluso From Time to Time, seguito di Indietro nel tempo.

Tratto da Wikipedia

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