Recensioni libri

Vincenzo Cardarelli

Vincenzo Cardarelli biografia

Recensione

Foto

Libri


Autori
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

Scrittori presenti: 20377

Menu

Recensioni libri
News
Autori del giorno
Top20
Le vostre Recensioni
Newsletters
Percorsi Narrativi
I nostri feed RSS
I premi Nobel per la letteratura
Albo d'oro Premio Strega
Albo d'oro Premio Campiello

Biografia Vincenzo Cardarelli
Vincenzo Cardarelli
Modifica bioCronologia

Nato a Tarquinia (Viterbo) nel 1887 (morto a Roma nel 1959; il suo vero nome era Nazareno), Vincenzo Cardarelli si trasferì giovanissimo a Roma esercitando all'inizio i più umili mestieri. Collaborò a «La Voce», «Marzocco», «Lirica»; fu tra i fondatori de «La Ronda» di cui si assunse poi la direzione. Dopo la seconda guerra mondiale fu direttore de «La Fiera letteraria». Il suo esordio poetico risale al 1916 con il libro Prologhi, cui seguirono poesie e prose di intonazione lirica: Viaggi nel tempo (1920), Favole e memorie (1925), Il sole a picco (1929), Parole all'orecchio (1929), Poesie (1936), Il cielo sulla città (1939), Lettere non spedite (1946), Poesie nuove (1947), Solitario in Arcadia (1947). La sua opera è legata al tema ossessivamente ricorrente, dello scorrere del tempo, delle stagioni, della memoria dolorosa. Adotta forme metriche libere, di ascendenza leopardiana, che tendono a decantare il peso delle tensioni sentimentali e il cerebralismo della ragione nella trasparenza musicale del verso. Il suo classicismo è intenzionalmente votato a una condizione di impassibilità antiromantica. Raccoglie con originale misura le istanze novecentesche dei 'lirici nuovi' e i risultati meno compiaciuti della prosa d'arte. Si legga una lirica come "Autunno": «Autunno. Già lo sentiamo venire | nel vento d'agosto, | nelle piogge di settembre | torrenziali e piangenti, | e un brivido percorse la terra | che ora, nuda e triste, | acco glie un sole smarrito. | Ora passa e declina, | in quest'au tunno che incede | con lentezza indicibile, | il miglior tempo della nostra vita | e lungamente ci dice addio». Una lirica in cui domina la mestizia, sottolineata dall'uso accorto delle pause segnate dall'interpunzione ma anche dal re spiro proprio alla lettura ("e lungamente | ci dice addio..."). Una mestizia elegante di cui può essere sinonimo quell'endecasil labo, "il miglio tempo della nostra vita", tra i suoi versi più tipici. In Cardarelli è la polemica contro le forme poetiche contemporanee e soprattutto Pascoli. contro il compiacimento e l'urgenza autobiografica. Suo obiettivo è elevare dato autobiografico e paesaggistico dal piano contingente a quello di assorta meditazione: la vicenda delle stagioni, il fascino della bellezza adolescente, sono da lui innalzati a paradigmi del destino dell'uomo. Da qui il tono meditativo, di lezione leopardiana. Contrariamente al concettoso raggrumarsi della poesia ermetica, la sua poesia si svolge con esattezza e rigore, in moduli di chiarezza meditativa e riflessiva, sostenuto dall'ambizione di un tono alto, da una ricerca di compostezza formale. Le sue liriche ( Prologhi , 1916, poi passati nella edizione definitiva delle Poesie , 1942) disegnano il profilo di un uomo inquieto, che nel dialogo con la memoria acquista una più dolente coscienza del vivere. Esempio mirabile di prosa d'arte le sue cose migliori in prosa: Favole e memorie (1925), Il sole a picco (1929), Il cielo sulle città (1939). La prosa di Cardarelli non ha il movimento, la trama relazionale, di un Cecchi che in parte si avvicina alla scrit tura dei saggisti inglesi. Lo vediamo ne "Il cielo sulle città". Le "città" cardarelliane hanno la scansione della confessione, l'atto del diario, della nota di viaggio, ma finiscono per essere assorbite nel "cielo" della pura forma. Luoghi miracolosi non consumati dal volgere dei fatti e della cronaca, l'accaduto si cifra in una definitiva assolutezza stilistica. Di queste città alla fine rimane una indicibile tristezza di cifre celesti, remote, senza attributi. Roma è una luce immutabile al di sopra delle stagioni, Venezia è un fluido esilio dalla terra, la Lombardia è un vasto giro infinito, Urbino è il ritmo di una architettura, di armonia, di una forma che non dimora sulla terra. Una misura cir colare di spazio e tempo, di musicali proporzioni che risponde al bisogno della poesia di Cardarelli di un tempo poetico in sé con cluso, di un suo nascere e morire nel cielo della definizione, di una immagine che ha annullato il rapporto sensibile, di una sostanziale solitudine. Tratto da Antenati

Vincenzo Cardarelli I Libri Biografia Recensione Le foto

Ti piace la scrittura creativa, la poesia e parlare di letteratura? Perche' non vieni sul forum di zam per incontrare nuovi amici con la tua passione!

Hai un sito che parla di Vincenzo Cardarelli?
Inserisci il link su zam.it

 
Ultimi libri pubblicati di
Vincenzo Cardarelli
Viaggi Nel Tempo (Classic Reprint)
Viaggi Nel Tempo (Classic Reprint)
Viaggi Nel Tempo (Classic Reprint)
Viaggi Nel Tempo (Classic Reprint)

 Ora puoi inserire le news di zam.it sul tuo sito.
Pubblica le news

ULTIME NEWS
Quando le montagne cantano
[26-08-2021]
C'era una volta il re fiamma
[24-08-2021]
La ragazza del treno
[17-08-2021]
Gianluca Gotto, nomade digitale
[14-08-2021]
L'ora più fredda
[13-08-2021]
Nomadland
[12-08-2021]
Mio fratello rincorre i dinosauri
[11-08-2021]
Old
[11-08-2021]
Leggi le altre News


Autori e film 18/09/2021

Nessun Risultato

Tutti gli autori dei film della settimana