
La psicoanalista israeliana Galit Atlas, docente nella New York University, nel suo ultimo libro, intitolato "L'intimità emotiva. Le ferite dell'infanzia e l'amore adulto", si chiede qual è il segreto dell'intimità emotiva. La sua risposta è che il modo in cui amiamo da adulti è profondamente influenzato da come siamo stati amati, visti o trascurati durante l'infanzia.
L'intimità emotiva è la capacità di due persone di condividere il proprio mondo interiore in modo autentico, sentendosi comprese, accolte e al sicuro.
Non coincide necessariamente con l'intimità fisica o sessuale. Due persone possono avere una forte intimità emotiva anche senza una relazione amorosa: può esistere tra amici, familiari, coniugi o compagni di vita.
I suoi elementi principali sono:
Fiducia: poter mostrare le proprie fragilità senza timore di essere giudicati.
Vulnerabilità: parlare delle proprie paure, speranze, ferite e desideri.
Ascolto reciproco: sentirsi veramente ascoltati e compresi.
Empatia: percepire e rispettare il vissuto emotivo dell'altro.
Autenticità: non dover indossare maschere o recitare un ruolo.
Un segnale di intimità emotiva non è dire "ti voglio bene", ma poter dire:
"Questa cosa mi fa paura",
"Mi sento fragile",
"Ho bisogno di te",
sapendo che l'altro accoglierà quelle parole.
L'intimità emotiva crea uno spazio relazionale sicuro nel quale ciascuno può essere sé stesso. In questo senso richiama l'idea aristotelica dell'essere umano come “zōon politikón” (= "animale politico") , ma il significato originario è più ricco del moderno senso di "politica".
Per Aristotele, l'essere umano realizza la propria natura all'interno della polis, la città-comunità. Perciò molti rendono l'espressione “zōon politikón = animale sociale, perché è in relazione con gli altri; politikon deriva da polis, quindi indica una socialità organizzata in una comunità civica, orientata al bene comune. Viviamo tra gli altri e cresciamo interiormente tramite relazioni significative.
L'intimità emotiva è la distanza minima tra due anime che continuano a restare due, ma non hanno più bisogno di nascondersi.
Secondo la Atlas, dentro ognuno di noi continua a vivere il "bambino interiore, quel che eravamo nella nostra infanzia, che orienta inconsapevolmente le nostre relazioni.
L'autrice individua sei archetipi infantili:
il bambino spaventato;
il bambino malinconico;
il bambino che prova vergogna;
il bambino invisibile;
il bambino che si sente in colpa;
il bambino prescelto.
Ognuna di queste figure corrisponde a una ferita emotiva che può riemergere nella vita adulta sotto forma di:
paura dell'abbandono;
bisogno eccessivo di approvazione;
difficoltà a fidarsi;
scelta di partner emotivamente indisponibili;
ripetizione di schemi relazionali dolorosi.
La psicoanalistata statunitense evidenzia che il bambino interiore che è in noi condiziona la nostra vita amorosa, forma schemi che spesso involontariamente reiteriamo.
L’intimità emotiva non è semplicemente vicinanza o confidenza. È la capacità di:
mostrarsi vulnerabili;
condividere parti profonde e nascoste di sé;
essere visti dall'altro senza maschere;
tollerare il rischio del rifiuto senza rinunciare al legame.
L'intimità autentica nasce quando riconosciamo le nostre ferite infantili invece di lasciarci guidare inconsapevolmente da esse.