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Biografia Rodolfo Mondolfo
Rodolfo Mondolfo
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Rodolfo Mondolfo, nato a Senigallia il 20 agosto 1877, è l'ultimo di quattro fratelli di una famiglia di origine ebraica. Dopo aver frequentato il liceo della città marchigiana, nel 1885 si era iscritto alla sezione di filosofia e filologia dell'Istituto di sudi superiori e pratici di Firenze. Fu grazie al fratello Ugo Guido, che da Firenze si accingeva a trasferirsi a Siena per completare gli studi universitari, che egli entrò in contatto con un gruppo di giovani studenti che si ritrovavano presso la casa fiorentina di Ernesta Bittanti in via Lungo il Mugnone. Rodolfo, di qualche anno più giovane, poté incontrare e successivamente entrare in rapporti d'amicizia con Ernesta, futura moglie di Cesare Battisti, con lo stesso Battisti all'epoca giovane studioso di geografia, con lo storico della letteratura Alfredo Galletti, con Gaetano Salvemini e Gennaro Mondaini. Fu in questo stesso gruppo di amici, grazie alle frequenti discussioni e alle letture comuni sotto lo sguardo attento di maestri della qualità di Pasquale Villari, che maturò una sorta di adesione collettiva al nascente Partito socialista. Gli anni della formazione fiorentina, le discussioni interne a quella piccola comunità di giovani intellettuali appassionati per le questioni sociali e per i problemi non risolti nel processo di unità nazionale, rimasero un punto di riferimento per il successivo percorso intellettuale e politico di Mondolfo. Per le sue qualità di storico della filosofia, legato all'apprendimento del mestiere di esperto lettore di testi, non va dimenticata l'incidenza della lezione di Pasquale Villari, del grecista Girolamo Vitelli, dello storico della filosofia Felice Tocco, dal quale venne indirizzato ai primi studi sull'associazionismo e sulla psicologia cartesiana. Per l'evoluzione delle sue posizioni politiche, sempre legate a un forte impegno intellettuale e teorico, Mondolfo rimase nel tempo legato agli orientamenti del riformismo turatiano, aprendosi, specie rispetto alla diagnosi del caso italiano e delle sue crisi, alle interpretazioni di Salvemini. Quando Mondolfo giunse a Bologna nel 1913, dopo aver insegnato a Padova e a Torino, aveva appena pubblicato presso l'editore Formaggini il suo " Materialismo storico in Federico Engels ". Negli anni precedenti, oltre ad essersi impegnato nel lungo e tormentato lavoro di studio e di redazione di tale opera, si era confrontato con i nodi principali della filosofia moderna sviluppando un particolare interesse per il pensiero etico-giuridico nei suoi rapporti con la politica e la realtà sociale. Una ricerca che avvicina Mondolfo al leader del socialismo francese Jaurès, nel tentativo di rendere compatibile all'interno del materialismo storico l'assunzione di alcuni elementi del giusnaturalismo e della tradizione rivoluzionaria dei diritti dell'uomo, e che si inquadra in un significativo sforzo di etica della politica e del socialismo. Non a caso Mondolfo, intrecciando passione politica e ricerca, intervenne più volte sui rapporti tra socialismo e filosofia: su L'Unità salveminiana, su Critica sociale, ma anche sulle più significative riviste dell'antifascismo, quelle dirette da Piero Gobetti e da Carlo Rosselli, "Energie Nuove", "Rivoluzione liberale" e "Quarto Stato", dando volutamente vita ad un dialogo proficuo fra generazioni. Anche la fortunata raccolta di studi " Sulle orme di Marx " (1919), è espressione di un'analoga tensione: il socialismo italiano aveva bisogno di una propria autonoma coscienza teorica, una coscienza che fosse strumento di analisi della realtà e che sapesse cogliere la vitalità del rapporto soggetto/oggetto; un marxismo interpretato secondo la formula di matrice gentiliana di " rovesciamento della prassi ". Nel contempo questa proposta teorica non poteva prescindere dall'analisi di due grandi eventi spartiacque: la Rivoluzione russa e la prima guerra mondiale con i suoi effetti sulla crisi del dopoguerra italiano. Fattori di grande impatto e di cambiamento epocale che trovano adeguata trattazione nell'accresciuta terza edizione di " Sulle orme di Marx ", in particolare nel I volume che raccoglie gli " Studi sui tempi nostri ". Secondo Mondolfo, nella doppia veste di autore e di direttore della collana, il nuovo volume offre " una nuova vigorosa analisi della crisi contemporanea, una del problema sociale del dopoguerra e un ampio studio sulla rivoluzione russa: il primo tentativo di sintesi storica della genesi, degli aspetti e dell'evoluzione del grande fatto storico ". Ad indicare la rilevanza del nesso fra indagine storica, politica, economico-sociale del dopoguerra e ricerca marxiana, che appunto si incarica di indicare le orme di Marx da seguire nell'azione, va ricordato il dibattito che le varie edizioni dell'opera, tre nell'arco di quattro anni, e che progressivamente andava accrescendosi, contribuì a produrre fuori e dentro l'area socialista e il mondo accademico. Dibattito che ebbe tra i protagonisti, per citare solo alcuni nomi rappresentativi di generazioni diverse e di diversi orientamenti politici e filosofici, Gaetano Mosca, Carlo Rosselli, Balbino Giuliano, Lelio Basso, Ermanno Bartellini, Ernesto Cesare Longobardi, Guido De Ruggiero, Adriano Tilgher, Alessandro Levi. Fra le pieghe di quel dibattito, solo parzialmente ricostruito nel suo orizzonte teorico-politico generale, vanno ricercate le ragioni di fondo dell'iniziativa editoriale, del progetto della collana e delle singole opere da essa promosse e pubblicate. Nel 1923, con i tredici titoli fino ad allora stampati e con i contatti già avviati per altre opere chiamate ad arricchire la collana, si era già chiaramente delineato l'articolarsi del progetto. I testi già usciti e l'annuncio degli altri volumi vengono dal direttore della collana inquadrati in tre titoli, sorta di sezioni, alle quali corrispondono tre proposte di promozione commerciale per l'acquisto dei volumi: " Socialismo e movimento operaio "; " Il fascismo e i partiti politici italiani ", gruppo di testi ai quali si collega il volume di Panunzio su " Diritto, forza e violenza "; infine " Problemi del dopoguerra ". Dei due titoli che successivamente verranno pubblicati, " La Rivoluzione liberale " di Gobetti e i " Saggi intorno alla concezione materialistica della storia " di Antonio Labriola curati da Luigi Del Pane di cui non si fa menzione nella presentazione del 1923, non è difficile riconoscere la collocazione all'interno di una di queste tre sezioni. Così come i volumi annunciati ma non realizzati: è il caso dello scritto di Balbino Giuliano " Il fascismo secondo un nazionalista ", di cui si annuncia l'imminente pubblicazione, o il volume di Gino Luzzato, " Politica ed economia nell'Italia d'oggi ", annunciato nel volume di Filippo Turati. Dedicato alla storia e alla teoria del movimento operaio e socialista è l'opera capitale di Mondolfo " Sulle orme di Marx ", III edizione, la cui analisi dei problemi politici e sociali del dopoguerra ci conduce alla celebre inchiesta su " Il fascismo e i partiti politici italiani ", anch'essa imposta dalla cronaca, dalla storia recente, dagli effetti dirompenti della crisi italiana. " Da quando, per l'accrescimento delle sue schiere e per lo sviluppo della sua azione politica, il fascismo è apparso nella sua importanza di fatto storico, si sono moltiplicate in contrasto le apologie dei seguaci e le polemiche degli avversari ".

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